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Una storia di utente_cancellato

Questa storia è presente nel magazine RacconTown

Ritorno a Hjertvika

Cose semplici per sentimenti importanti...

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3 minuti

Pubblicato il 09 settembre 2018 in Fantasy

Tags: #Ricordi

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Appena rientrato, dopo l'ennesima trasferta di lavoro, tolta la giacca, Christoffer Anberg si buttò sfinito sul divano del suo rifugio.

Troppo stanco per prepararsi da solo la cena, pensò di ordinare qualcosa di pronto dal bar lì nei pressi, con l'idea, nel mentre che aspettava, di ascoltare un po' di buona musica tanto per raddrizzare il verso di quella giornata.

Era di nuovo a Hjertvika, suo paese natale, dove aveva portato il suo punto d’appoggio tra un viaggio e l’altro, poco distante da Molde, famosa per il festival jazz che si tiene ogni luglio.

Dopo un’interminabile viaggio, lungo anche l’Atlantic Ocean Road, che per i turisti sarà anche la strada più bella del mondo, ma che per lui era invece solo un menoso dejavù ripercorso all'infinito, Christoffer si trovò nuovamente nel suo spartano Rorbu in legno.

Finalmente era di nuovo a casa, nei luoghi dei suoi primi anni di vita, indifferente invece dei rinomati punti panoramici a strapiombo sul mare tipici di quella strada, che, saltando da un’isola all’altra grazie a ben 7 ponti, passa sopra l'arcipelago, collegando Molde a Kristiansund, dov’era allocato il suo lavoro ed anche la sua dimora, famiglia inclusa.

Costruito a mò di palafitta con vista sulla terraferma e sulla soprastante vegetazione, quel rifugio era in realtà un modesto capanno, già ricovero di un pescatore sino a qualche anno prima, epicentro sia del miglior paesaggio che delle turbolenze meteoriche che spesso impattano su quel tratto di costa.

Lo stesso, ancora riscaldato a legna, era incentrato su di un ampio monovano, con funzione di soggiorno e camera da letto, dotato sui tre lati di gabinetto, deposito per la legna e piccola cucina, mentre sul quarto lo stesso prospettava, attraverso la bella vetrata d'ingresso, sull'ampia balconata coperta con vista sul Mare di Norvegia.

Ogni volta che tornava a Hjertvika voleva dire per lui rivitalizzarsi, scrollarsi di dosso pensieri e parole. Lì era piacevolmente solo in un luogo che un po' alla volta ed all'insaputa di tutti, aveva reso estremamente confortevole tanto da eleggerlo suo rifugio.


Nessuno sapeva di quel posto. Se si fosse sentito male, nessuno della sua famiglia avrebbe potuto sapere dove trovarlo, ma questo era proprio quello che Christoffer voleva. Provava un brivido di piacere ogni volta che ci pensava.


Ogni volta che doveva spostarsi per una trasferta, il suo ritorno era sempre lì, a Hjertvika.

Alla famiglia, la moglie Kristin ed i due figli Sigrid ed Ervin, si limitava a dire che la trasferta durava un paio di giorni in più del vero. Nessuno poteva scoprire che non fosse così e lui poteva godersi quel respiro di cui spasmodicamente necessitava.


Sdraiato sul suo divano si godeva la vista di quel mare che tanto amava. La giornata non era bella. Il cielo era grigio ed il mare lo rispecchiava prendendo tutte le sfumature dello stesso colore. Le nuvole erano basse e sfioravano l'acqua che pareva una tavola tanto era liscia e tranquilla. Minuscole onde arrivavano a sciogliersi sulla riva brulla di fronte al suo Rorbu.


Poteva essere un paesaggio triste, ma a Christoffer piaceva immensamente e sorrise di fronte a quel paesaggio aspro, ma a lui tanto caro.


Con il leggero sciabordio dell'acqua nelle orecchie, chiuse gli occhi e precipitò in un sonno profondo.

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