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Una storia di IBonamiciFredducci

Il Corriere Pazzo

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7 minuti

Pubblicato il 15 ottobre 2020 in Humor

Tags: #diario #lavoro #nonsense #trip #vita

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Arrivo col mio scooter in Centro, dove lavoro: c’è un furgone in mezzo alla piazza e devo fare una strana gimcana tra le recinzioni del cantiere (tra un po’ è un anno che c’è e dovrebbe finire a Dicembre...ma ciaone) ed i dodicimila cartelli di divieto di sosta per il cantiere… Sì, per qualche strano e incomprensibile motivo hanno messo tutti i cartelli di divieto mobili a disposizione della Toscana proprio in quella piazza; però è servito perché, incredibile ma vero, nessuno più parcheggia dove rischierebbe di intralciare l’accesso all’area dei lavori...in compenso infilano scooter ovunque e a cazzo di cane e, se ci riuscissero, infilerebbero il proprio scooter dentro al tubo di scarico del tuo scooter...e probabilmente ci hanno anche provato!

Quel grosso Mercedes Sprinter non è il solito corriere (ormai li conosco i loro mezzi). Parcheggio nel mio posto preferito, che ho scelto in base a precisi ragionamenti e calcoli su: irraggiamento solare, rischio che altri scooter in manovra graffino il mio, probabilità che altri scooter vengano infilati nel mio tubo di scarico nelle ore di punta (quando a Firenze ci sono più mezzi a due ruote che in tutto il Pianeta), facilità di uscita dal posto calcolando il sovraffollamento che trovo quando me ne vado e tanti altri dettagli che non vi rivelerò, perché che sto male lo sapete, ma forse non voglio rendervi partecipi esattamente del quanto.

mi tolgo lo scaldacollo ed i guanti, metto il bloccadisco…

-Scusa, tu lavori qui?- fa una voce che viene direttamente da un tombino.

Nel giro di un quarto di secondo mi faccio sto ragionamento: -Porco Tensing: c’è Pennywise!!! Che accidenti ci fa a Firenze? Come cavolo fa a stare in un tombino fiorentino, che son scatole prefabbricate di plastica, dalle dimensioni di poco superiore a quelle di una grossa tanica? Mica siamo in America, dove hanno fogne così grandi che ci si sta in piedi e ci si cammina!!! E poi che cacchio vorrà, da me? Vuole darmi un palloncino??? Tesoro mio...me ne fotto dei palloncini!! E’ verissimo che il mio cervello è composto per il 73% da immaturità, ma manco a 3 anni mi piacevano i palloncini!!! Potevi tentarmi con, che ne so, “Hey, le vuoi delle action figures di tutto il cast di The Boys, The Umbrella Academy e Doom Patrol?”!! Se poi tiravi fuori la mia Sacra Trinità dicendo “Le vuoi le action figures di Evangelion, Trigun e Cowboy Bebop?” allora mi ci fiondavo in quel tombino!!!! Dicevo? Ah, già: me ne fotto dei tuoi palloncini e pure del fatto che lì galleggiano tutti! Manco ci credo che lì galleggiano tutti, in quanto ho appena detto che i tombini a Firenze sono taniche di plastica tagliate a metà, e le condutture fognarie hanno il diametro del pene di un minidotato!!! ”.

Finito il trip comprendo che la voce non arriva dal tombino alle mie spalle, ma più semplicemente da una persona alle mie spalle.

Mi volto: c’è un tizio piuttosto alto con addosso una divisa strana.

Rispondo (era passata una frazione di secondo dalla sua domanda: il mio cervello è velocissimo nel metter su trip idioti): -Sì, perché?-

-Oh, ecco...bene: devo ritirare dei rifiuti speciali...-

-Eh...sì, ma io non faccio parte del personale del magazzino: deve aspettare il magazziniere-

-E quando arriva?-

-Alle 7:30-

sono le 6:45 e il tizio fa una faccia presa malissimo, anche comprensibilmente…

torna all’attacco, fiducioso: -I documenti li ho tutti io: a me basta che mi dai la roba e siamo a posto!-

-Sì, ma ti ripeto che non posso farlo: devi aspettare un magazziniere! Mi dispiace...-

Si allontana moccolando, piuttosto incazzato.

Arriva il manager di turno, io e chi di dovere entriamo con lui: noto che i rifiuti speciali che il tizio deve portare via sono già su un bancale vicino all’ingresso del personale.

Verso le 7:20 esco nuovamente un attimo, con passo guardingo e massima attenzione: ho paura che il corriere che deve ritirare quella roba mi attacchi alle spalle, azzannandomi urlando “fammi prendere i miei fottutissimi rifiuti speciali, bipede!!!!!!!!!!!-

Nessuno mi attacca ma, che ci crediate o no, il tipo mi si materializza accanto e mi chiede: -Tu sei del magazzino?????-

Lo fisso con sguardo incredulo e bocca spalancata per lo stupore, ma quella non può vederla perché è coperta dalla mascherina.

-Quindi questo ha una forma di prosopagnosia ben più grave della mia, cazzo!!! Ok che le mascherine non aiutano, ma mi ha parlato poco prima!!! I vestiti quelli sono, gli occhi sono quelli, i capelli anche! CAZZO!!!!! Io, se vedo una persona a distanza di pochi minuti, la riconosco!! La riconosco...credo...sì, dai...- analizzo.

Vorrei urlargli un fortissimo “MA COME L’HAI?????” ma mi limito a rispondere con un tono un po’ stizzito: -NO: sono la stessa identica persona con cui hai parlato pochi minuti fa, e il magazziniere di turno entra sempre alle 7:30...-

Stavolta non moccola ad alta voce, ma si allontana sbattendo i pugni sui fianchi e, di certo, nella propria mente sta augurandosi che un T-Rex si materializzi dal nulla e mi divori, ma masticandomi piano piano a partire dai piedi in modo che il mio cervello resti in funzione e lucido il più a lungo possibile ed io possa percepire il dolore fino alla fine, mentre lui guarda e si gode la scena, vagamente si eccita e intanto schizzi di sangue e brandelli del mio corpo gli macchiano la strana divisa grigia, con tanto di cappellino coordinato…

Il pensiero dei pensieri che si fa questo mi scuote: -Ma come sta sto Sapiens? Bah...Psicopatico...-

Naturalmente comprendo che sono io che ho immaginato ciò che lui avrebbe augurato a me, e quindi mi faccio: -Ma come sto, io??? Bah...Psicolabile del cazzo...-


Non è finita...non è finita, attenzione!!!!!!

Finito il filmato di un T-Rex che mi divora in una sorta di scena ispirata a quelle più gore di “Attack On Titan”, ma molto più tremenda, torno alla porta…

Mano destra sulla maniglia, sinistra sulla chiave infilata nella serratura: sblocco la porta, spingo la maniglia verso il basso e tiro la porta verso di me, spalancandola. Il piede sinistro entra, il destro è ancora fuori...

-SCUSA...E’ arrivato il magazziniere????-

A quel punto parlo col mio cervello: -Hey...abbi pazienza...ma è successo davvero??? Il corriere dei rifiuti speciali mi ha davvero chiesto se il magazziniere è arrivato?- -YEP- -COSA??? Ma Porco Tensing: un attimo fa mi ha chiesto se lo fossi, ignorando che gli avevo detto di no qualche minuto prima!!!!- -Ed io che dovrei dirti? Probabilmente non solo soffre di prosopagnosia, ma anche di gravi problemi alla memoria a breve termine!!!!!-

Lo so che non mi credete e, pensando razionalmente, la cosa suona talmente scema e priva di senso che nemmeno io lo farei; MA E’ TUTTO VERO!!!!

Un attimo prima non mi riconosce e mi chiede se è arrivato il magazziniere e si allontana incazzato; poi, al massimo 20 secondi dopo, mi vede che sto rientrando e mi chiede “SCUSA...è arrivato il magazziniere???”!!!!!!!!!!!

Normalmente avrei apprezzato una scena talmente nonsense e infatti ora che ci ripenso lo sto facendo e la amo; ma sul momento non lo faccio.

Il mio tono lievemente stizzito adesso dovrebbe essere enormemente stizzito; ma lo scoramento si impossessa di me e rispondo con voce permeata di tristezza: -Alle 7:30. Sette e mezzo. Sette e trenta. Ancora non sono le 7:30...SETTE E TRENTA, OK?-

Rientro e, quando arriva il magazziniere, immagino che sarà lui a finire in pasto ad un T-Rex e lo saluto dandogli il buongiorno con un sorrisetto strano.


Ora...io capisco che dovrai girare per tutta la giornata e fare chissà quanti km

Probabilmente da Firenze dovrai andare a Roma o a Milano...o in entrambe le città

Troverai un traffico colossale

Magari anche incidenti in autostrada

Ci saranno probabilmente strani problemi in quasi tutti i posti dove devi recarti

Un psiche magazziniere menefreghista avrà perso il timbro…

Un pische depresso si sarà suicidato proprio lungo la linea ferroviaria che devi attraversare per raggiungere un centro di smaltimento, e quindi il passaggio a livello è chiuso perché bloccato dal treno che ha frullato il suddetto pische


Capisco lo stress, capisco la fretta, capisco che ti hanno detto di venire da noi ad un orario del tutto irreale (ma perché lo fanno?)

Però…

Però…

Però...PERO’ STACCI DENTRO, CAZZO.


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