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Una storia di Katzanzakis

A proposito di longevità

Altro che una mela al giorno!

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Pubblicato il 13 dicembre 2018 in Altro

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Notizia di oggi:

“Dopo il giapponese, l’italiano è il popolo più longevo al mondo”.


Non oso avventurarmi sulle ragioni del primo posto, anche se non posso fare a meno di notare come il giapponese sia l’unico popolo, nella Storia, ad essere stato bombardato con armi atomiche (che siano diventati degli OGM - Organismi Giapponesi Modificati?).


Ma per quanto riguarda il popolo italico, posso avanzare delle ipotesi non peregrine:

1) altissimo livello di autostima: qualsiasi italiano istintivamente sa, ascoltando parlare da decenni i suoi rappresentanti politici, che potrebbe tranquillamente occupare le loro poltrone con la certezza, quanto meno, di non fare peggio. E poche cose sono gratificanti, persino per il più umile dei cittadini, come il pensiero di poter fare il Primo Ministro nel proprio Paese;

2) degrado degli ospedali: salvo rare eccezioni, il livello di strutture e personale degli ospedali italiani è tale che, pur di non dover finire ricoverati, ogni cittadino è disposto a sacrifici inauditi, come diete, miglioramento dello stile di vita, frequentazione di palestre, piscine, abolizione del fumo e degli alcolici, con inevitabili effetti secondari sulla durata della vita;

3) bonomia ed amore per il prossimo grazie alla dieta mediterranea (salvo quanto riferibile al punto “2”): sfido chiunque ad avercela col mondo dopo essersi scofanato mezzo chilo di bucatini all’amatriciana, con tanto di scarpetta finale ed accompagnamento di 2-3 romanelle (e tanto più sono infami più aumenta l’amore per il prossimo);

4) scuola: finalmente abbandonata l’infame scuola del passato che pretendeva che gli studenti si applicassero e studiassero, non preoccupandosi di provocare frustrazioni e senso di inadeguatezza, ci si è avviati verso un appagante presente ed un radioso futuro in cui i genitori, di fronte a garbate e larvate proteste degli insegnanti sullo scarso impegno profuso dalla preziosa prole, potranno finalmente prenderli a ceffoni senza conseguenze (gli insegnanti, si intende), rafforzando così l’autostima dei figli;

5) strade: grazie al dissesto stradale ed alle innumerevoli buche che interessano le strade di ogni ordine e grado, esempio unico in Occidente, è consentito ai cittadini: a) di fare continue file prolungate per la presenza di cantieri di ripristino, dedicandosi a lavori a maglia, con arricchimento di guardaroba e spirito; b) di parlare al telefonino senza rischiare di investire qualcuno, facendosi così male; c) di godere di liberazione extra di endorfine da contraccolpo; d) di consentire la sopravvivenza di gommisti ed auto-officine, evitando di far aumentare la disoccupazione;

6) calcio: si sa che le tensioni accorciano la vita. Grazie allo sport nazionale, si possono scaricare, sfasciando vetrine, macchine, accoltellandosi e, per i più inibiti, sparando petardi contro la curva degli avversari o dando fuoco alle sedie;

7) malavita: non v’è nulla di meglio di mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita e onorevole Razzi, per ricordarci in ogni momento che chi si fa i cazzi suoi campa più a lungo;

8) mancanza di lettura: il popolo italico legge meno di tutti. E fa bene! La lettura immelanconisce e migliora la grammatica, creando problemi nell’invio degli SMS e nella conversazione. E poi, intendiamoci, un potenziale primo ministro può perdere tempo con degli sfigati che parlano di idioti, di giocatori (non di calcio, ma di casinò!), di racconti scritti con i piedi o di ricerca del tempo perduto (se è perso –perduto è obsoleto- perché perdere altro tempo a cercarlo?)?

9) corruzione: di fronte a catastrofi, naturali e non, gli esseri umani soffrono, si disperano, empatizzano e tutto questo accorcia la vita. L’italiano no, lui non è una donnicciola, sa persino ridere delle disgrazie (altrui), pensando a quanto gli renderanno in appalti, commissioni, bustarelle, migliorando così la qualità della vita sua e dei suoi parenti ed amici;

10) giustizia: avete mai riflettuto sull’angoscia ingenerata al pensiero di dover pagare per i propri crimini? Notti insonni a pensare alla prigione, alla censura sociale, all’allontanamento dalla vita pubblica…In Italia, per fortuna, nulla di tutto questo, grazie alla certezza della non pena: per pagare, come per morire, c’è sempre tempo, specie se hai i soldi e dei buoni avvocati;

11) ecclesia: l’ascolto domenicale, per tutta la vita, di funzioni religiose sempre uguali, con prediche sempre uguali e confessioni sempre uguali, regalano un senso di appartenenza e di continuità, facendoci sentire più buoni;

12) intercessione divina: a chi non è capitato, di fronte ad una precoce dipartita di parenti e/o amici, di sentire il parroco sostenere che era stato Dio a chiamarlo vicino a sé perché particolarmente “prossimo” al suo cuore. Ebbene, Dio è amore ma non è masochista e dunque non ha alcun desiderio di circondarsi anzitempo di rompicoglioni e di ipocriti (particolarmente numerosi nel suo italico gregge).

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