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Una storia di Giuseppe66

La "Sorpresa" del mio Piero nel giorno di chiusura

delicata e piccante allo stesso tempo

308 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 05 settembre 2018 in Erotici

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)“La sorpresa del mio Piero nel giorno di chiusura”


Un lunedì come tanti, lunedì di riposo e di chiusura settimanale del mio bar pasticceria.

Mi alzai con calma e il sole era già caldo, mi sentivo stana quella mattina. Già nel mio letto mi sentivo calda e umida tra le mie gambe, cosa un po' inusuale per me.

Non potevo fare a meno di infilare una mano nel mio pigiama e sentire tutta la mia giovane fica zuppa di umori, per chissà quale motivo, dovevo aver fatto qualche sogno di cui però non mi ricordavo.

Dopo essermi toccata a lungo, decisi di infilarmi sotto la doccia per rinfrescarmi un po’, ma l'acqua sembrava alleviare poco il calore che sentivo tra le gambe.

Non potei fare a meno di toccarmi con più accanimento, stropicciandomi i seni, finii per inginocchiarmi a terra e venire in mille sospiri di puro godimento.

Ripresami dal piacere mi affrettai a vestirmi e scappare al bar per le pulizie settimanali: che palle però, passare la mattina libera chiusa dentro, poi il pomeriggio avrei dovuto incontrarmi con Piero e uscire, per poi concludere la giornata a casa dei suoi, in compagnia dei genitori.

Cominciai a rassettare il locale di mio padre, con la serranda tirata giù per metà, quando sentii bussare: qualcuno mi chiamava. << Hei, c’è nessuno? Sara…hei Sara ci sei? >>

Cavolo era il mio ragazzo,<< Piero, ma non dovevi lavorare oggi? >>

<< Mi sono preso un giorno per aiutarti >> Grida lui.

<< Ah bene, speriamo allora di fare in fretta, con questo caldo voglio sbrigarmi e uscire! >>

Mentre lui si preparava un caffè io ero nel retro che lavavo vassoi e riordinavo la dispensa; quando sentii l'odore di caffè dietro di me, era Piero che ne aveva preparato uno anche per me.

<< Ohh grazie, ci hai messo anche la panna? >> Chiesi.

<< No!! Era finita, ma se vuoi ti do quella mia personale e artigianale.>>

<< Scemo >> Mentre sono intenta sorseggiarmi il caffè, Piero alle mie spalle, mi afferrava per i fianchi e mi baciava dolcemente il collo.

<< Dai Piero lasciami, sai che devio finire >> Ma lui mi strinse di più e cominciò a succhiarmi il lobo dell'orecchio. Mmm Piero Piero, mi cadde la tazzina dalle mani e non potei resistere a quel piacere, mi faceva impazzire sentirmi succhiare l'orecchio.

Ma lui, conoscendo il mio punto debole, strinse le sue mani sulle mie tette, strizzandole e andando a cercare i capezzoli che ormai da sotto quella mogliettina facevano capolino. Che piacere, non ci vedevo più, mi voltai e fusi la mia bocca con la sua mentre gli aromi del nostro caffè si mischiavano in un sapore dolce e amaro. << Piero ...così non finirò mai le pulizie...>>

<< C'è tempo >> Rispose lui con un filo di voce e, alzatami di peso, mi adagiò sul bancone dei dolci. Come per incanto mi scoprì i seni e cominciò a martoriarli in un andirivieni di sensazioni e piccoli gemiti. Sperai che vedendo la serranda a metà non venisse in mente a nessuno di entrare, tantomeno a mio padre! << Mmm hhhhooo, Piero, sii daii continua, siiiii hhhooooo >>

Mi lasciai andare con la schiena sul bancone, Piero mi scivolò tra le gambe, cercando quei petali celati dal solito pezzo di stoffa delle mie mutandine, tirò via i leggings neri e iniziò a leccarmi da sopra lo slip, questo lo faceva impazzire.

Non ci mettono molto a bagnarsi, tra i miei umori e la saliva di Piero, mi scostò lo slip e si dedicò per intero alla mia passera fradicia, zuppa di piacere. Mi aprì le labbra e ci infilò la lingua. Carica di libidine ebbi un primo orgasmo, mi uscirono parole e frasi senza senso in un susseguirsi di siii dai dai ...

Gli presi la testa e la spinsi il più giù possibile tra i miei sussulti e spasmi vaginali. A questo orgasmo aveva contribuito il fatto che Piero, mentre mi lappava la fica, un dito finì nel mio culo e lì mi ero sciolta del tutto. Appagata, senza forze né volontà ero succube della sua determinazione.

Ci mise un attimo a togliersi la maglietta, rimase a torso nudo e peloso non poco, ma non potei fare a meno di ammirare il suo petto robusto e fiero, lasciò cadere i suoi pantaloni a terra e in un attimo mi ritrovai il suo cazzo già duro come il marmo che scivolava su e giù sulla fessura, come a inumidirlo bene.

Nel frattempo le mie caviglie erano finite sulle sue spalle e in men che non si dica con un colpo secco me lo ficcò dentro.

<< Piero!!!! >>

Aveva un cazzo di tutto rispetto, grande e specialmente duro e questo accelerava e accentuava di nuovo il mio e il suo piacere.

Mi teneva per le caviglie e mi stantuffava che era una goduria, forte il mio Piero! Lo amavo il mio Piero.

Fanculo le pulizie, le farò dopo, ora voglio godermi il mio ragazzo, pensai.

Non accennava a rallentare, anzi, mi allargava bene le cosce come ad avere una visuale migliore nel suo prendermi, con quel cazzo favoloso.

Lo sentii iniziare a fremere, sentii che stava per venire, lo pregai di farlo insieme. D’un colpo esce da me e va e leccare il mio buco del culo, impaziente di farmi anche quello.

Mi guardò e sorrise, il bastardo, sapeva quanto mi piaceva essere presa con la forza nel culo da lui.

Si rialzò e mi puntò quella cappella violacea al mio buchino e scivolò dentro senza attrito per la saliva. Non resistevo; lui intensificava le sue spinte fino ad esplodere insieme in un groviglio di tremori e ad una simbiosi totale.

I suoi spasmi erano favolosi era bello sentirlo rovesciare dentro il mio culo tutta la sua sborra calda bollente.

Si accasciò su di me dolorante, ma con il suo cazzo ancora ben piantato nel mio culo e mentre abbandonava le mie gambe mi prese la testa tra le sue mani e mi dava un caldissimo bacio di passione.

Ripresami dal tanto godere ci ricomponemmo e cercammo di ristabilirci, di reggerci sulle gambe.

Fanculo le pulizie.

C da scartare


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