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Una storia di DomenicoDeFerraro

CANTO DELLA TRISTE MORTE

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3 minuti

Pubblicato il 25 marzo 2020 in Poesia

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CANTO DELLA TRISTE MORTE




Sono qui con i miei canti , sento la morte venire , andare per strade deserte , entrare nelle case, negli ospedali , dove ella giunge, la gente piange i propri cari . Come un fuoco soffoca il respiro , l’amore langue dentro le ossa impaurite . La morte balla sotto un freddo cielo , vestita come fosse una regina e ogni cosa si trascende , si perde nel ricordo di gioie perdute per sempre . Il male matura dentro il corpo degli ammalati, brucia le speranze , brucia l’esistenza . Poi tutto svanisce in un attimo nel tempo di nostra vita .


Ella avrà le mie labbra, il mio essere per se , ed oltre nell’indefinito concepire e reprimere ella sarà la signora del mio tempo , la figlia , la madre di questo male che ho coltivato in seno.


Ella cerca la sintesi del giusto, una bellezza che fiorisce dal male commesso , memore di demoni antichi e dire illustri. Tutto è nulla rimangono folle rime ed altre locuzioni per condurre me al patibolo . Ballo sotto un cupo cielo, ballo con la mia vita , con il mio credo il vivere negletto, ghettizzato nell’azione . Ed ella mi condurrà , verso qualcosa d’indefinibile , nell’incredibile verso in altre dimensioni plastiche che si sommano strada facendo. La morte è una cara signora , senza l’ombrello , balla con me sotto la pioggia , nuda . Libera , ride nel divenire se stessa , nel condurmi in una sequenze di forme che generano la vita cosi come io lo concepite.


La morte viene sicura di se , con amabile sguardo, con tante amiche come se fosse una cosa da nulla, ti racconta la sua vita, dei suo passati amori . Civetta, fa le smorfie , cerca dentro me stesso la speranza che mi sorregge . La morte mi conquisterà e sarà la signore dei giorni legati al carro della sfortuna. Ed io sarò il suo figlio prediletto ai piedi di una croce , sarò il sasso sul sasso che adornerà la mia tomba . Ed in questo ballo mi dirà tutto quello che non mi mai detto : sarai con me nella santa terra dei padri a cercare funghi a cogliere fiori da regalare alle giovinette che vengono da laggiù . Sarai con me ed io sarò con te nella storia della salvezza , saremo madre e figlio , una stessa forma una stessa sostanza che avvizzisce nella scienza. Nelle varie scemenze , saremo morti entrambi nei giorni avvenire .In un tragico epilogo ogni cosa ci condurrà oltre questa indifferenza , tra le braccia di questa triste morte .


In tanti saremo li a pregare sul golgota , ove la sorte agisce in varie forme e nella verità che anima il mondo , canteremo la nostra sorte alle generazioni avvenire . Una vita vissuta come se fosse una forma migrante in altre cognizioni ed in altri momenti utopici come una rosa bianca in rosso roseto, un fiore da mettere davanti ad una tomba , spoglia, priva di epigrafi . Una preghiera sale da basso in questi giorni , per chi soffre nell’attesa di guarire , la negli ospedali, nelle case semichiuse al vento della morte che passa e miete ancora tante vite innocenti . E tu abbi pietà di noi tutti signore dell’universo , padre eterno , signore del mio umile canto.


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