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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

BLA, BLA, BLA … cercasi ‘regalo’ disperatamente.

(..inchiesta sul significato del dono.)

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9 minuti

Pubblicato il 09 dicembre 2019 in Giornalismo

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BLA, BLA, BLA … cercasi ‘regalo’ disperatamente.

(..inchiesta sul significato del dono.)

Copertina del libro.
Copertina del libro.

Il Nalate è alle porte e già ci si affanna alla ricerca del ‘regalo perfetto’ da fare agli altri per essere, come si dice, up-to-date, o più semplicemte originali o, se preferite, quantomeno inaspettati, per dire sorprendenti…


“Beh va detto, non tutti sappiamo essere brillanti, ma dico io, almeno zirconi, no? Fondamentalmente si tratta di come noi, contemporanei di Internet, dell’AIDS e delle carte di credito, possiamo comprendere e utilizzare al meglio la nostra esistenza. Filosofia? Forse! – risponde Fernando Savater in “Le domande della vita” (*).

Copertina del libro.
Copertina del libro.

Malgrado sia tempo di addobbi, di luminarie, di regali da mettere sotto l’albero, di dolci tradizionali, del giro dei negozi per fare shopping, suggerisco di dedicarci anche un po’ a noi, magari concedendoci una serata di svago, che sò, al caffé-concerto, in birreria per uno spuntino con gli amici, o più semplicemente andare al cinema…


Va detto che riguardo al cinema c’è da stare attenti alle ‘bufale’, ma anche i ‘bufali' ultimamente non scherzano!, per dire che anche per i registi più accreditati, come si dice: ‘non tutte le ciambelle vengono col buco’.”


In quanto ai piatti e ai dolci della tradizione, suggerisco di strafogarvi a volontà, perché ci aspettano mesi (se non anni) di vacche magre.”


Non accontentatevi di mangiare (con gli occhi) quello che suggeriscono i cibo-show televisivi, potreste finire l’anno avvelenati.”


Magari regaliamoci una serata a teatro, che sia impegnato in senso classico e/o leggero e divertente, insomma purché ci distragga dalla solita routine degli impegni sociali e dai soliti luoghi quotidiani…


Se avete fatto il pieno di TV e non ne potete più dei talk-show sulla politica è la cosa migliore da fare. Pertanto non lasciamotevi ingannare dalle promesse dell’una e/o l’altra parte, i colori abbinati non la raccontano giusta, sono comunque annacquati.”


Scrive Stefano Rodotà in “Elogio del moralismo” (*): “Contro malaffare e illegalità servono regole severe e istituzioni decise ad applicarle. Ma serve soprattutto una diffusa e costante intransigenza morale, un’azione convinta di cittadini che non abbiano il timore d’essere definiti moralisti, che ricordino in ogni momento che la vita pubblica esige rigore e correttezza.”

Copertina del libro.
Copertina del libro.

Al dunque è proprio quell’inatteso che più sorprende, non lo sfarzo ma il buon gusto fa ancora la differenza, un ‘dono’ per essere gradito può anche contenere un solo cioccolatino o un solo fiore, tutto sta nel modo di porgerlo, possibilmente con un gesto appropriato…


Inutile porgere un ‘dono’ su un piatto d’argento a chi non lo apprezza i metalli preziosi, meglio regalare un panettone per Natale e/o anche niente. Perché chi non sa apprezzare un dono di per sé prezioso, dovrebbe almeno dare segno di riconoscimento per il ‘gesto’ di cortesia.”


È nella semplicità del gesto affettuoso infatti che s’apprende tutto l’amore di cui siamo capaci, che quasi non servono neppure parole troppo ricercate, talvolta oltre agli ‘auguri’ pronunciati o scritti, dire “ti voglio bene” può dare un senso ai nostri sentimenti…


E se non dovesse bastare, all’occorrenza aggiungiamo un ‘bacio’, purché sincero.”

Ancor più la sincerità di un sorriso che dimostri in pieno quel rispetto che si deve a chiunque in ogni momento della nostra giornata, se davvero vogliamo cambiare le cose e vivere in una società migliore…


Solo le persone malvagie, incattivite dall'avidità e dalla rabbia che le consuma, pensano di trascinare tutti gli altri nel proprio inferno; non lasciamo che lo facciano.”


Per amare gli altri bisogna amare se stessi, solo se ci convinciamo di questa massima che non pone alcuna condizione di priorità, in quanto apporto consequenziale del ‘volersi bene’, sapremo apprezzare le qualità dell’altro/i senza distinzione di sorta…


O almeno proviamoci, che ne dite? Altrimenti saremo uguali a quanti vivono senza amore.

Per quanto ‘amarsi’ significhi ‘essere presenti a noi stessi’ e ‘vivere la nostra piena esistenza’ nel condividere gli affetti con gli altri, col dare seguito ai nostri sentimenti, farci portavoce della bellezza di questa nostra natura di umani…


È vero, noi 'umani' siamo diventati (o forse lo siamo sempre stati?) tutti brutti, sporchi e cattivi, ma ciò non toglie che potremmo essere tutti più disponibili all'incontro con gli altri;
con quegli 'altri' che tengono in conto la propria dignità e che non fanno come quanti occupano posti di potere, disposti a vendersi 'per 40 denari' e anche meno. Come del resto fanno tutti coloro che occupano posti di potere e che quindi sono anche peggio."


Ma come peggio di così? Sì, se aggiungete che sono anche falsi e bugiardi! Allora diciamolo, denunciamoli, confischiamoli, sostituiamoli!...


"Vogliamo dire che proprio coloro che dovrebbero dare il buon esempio somo tutti collusi e per questo ricattabili, talmente attaccati alle poltrone che non schiodano mai dalle loro postazioni di comando, neppure quando trovati con le mani ficcate nel barattolo della marmellata?"


Ma prima dovremmo ricercare in noi quelle medesime opportunità di intima soddisfazione che pure la grandezza dell’uomo a sua volta ha saputo ri-creare nell’arte e che meravigliosamente ci circonda, profusa dei colori della natura, appunto nell'arte così come nella musica e nella poesia…

Musica alla Pinacoteca di Brera.
Musica alla Pinacoteca di Brera.

Davvero non ci rimangono altro che i Musei, per lo più disertati, e le Mostre che non riguardino i fumetti e quant’altro? Stando ai ‘contest’ canori e poetici siamo tutti affamati di gloria, tutti suonano, cantano e scrivono anche senza il 'concernere', ma se accade un fattaccio di cronaca tutti stanno zitti, vi siete chiesti come mai?


Non di meno tutti scrivono libri su libri pieni di inopportune critiche disfattiste, tutti credono di avere la facoltà di dire la propria, tutti conoscono il ‘verbo’ della giustizia, dell’economia, dell’amministrazione dello stato. Infatti li abbiamo visti all’opera, il risultato? Un nulla di fatto. Solo parole, parole, parole, in quanto ai fatti, tutto lascia molto a desiderare.


Quella che dovrebbe essere la missione della narrativa e che, in qualche occasione, ci affascina con le molte ‘storie’, talvolta ‘più vere del vero’, che ci fanno sognare e che comunque elevano e sostengono la nostra vulnerabilità è quasi andata scomparendo, si parla solo di ‘cronaca’ e ovviamente di quella più disfattista…


La favola ‘buonista’ che fa sempre vincere il bene sul male è un esempio che, per quanto temibile che sia, dovremmo comunque tenere presente, se alla fine i cattivi non vincono mai ci sarà pure una ragione, oppure no? Ciò vuol dire che di fondo siamo tutti infinitamente buoni … Vogliamo pensarlo? Personalmente, credetemi, ne ho avuto spesso la riprova!


Tuttavia e/o per fortuna, le storie di ognuno si diversificano, ce ne sono adattabili per tutti i genri di persone: di ciò che siamo stati e che in qualche modo siamo; di ciò che vorremmo conservare dei nostri ricordi migliori; più spesso di storie che abbiamo vissute, o diversamente vissute dagli altri pur altrettanto vere, e che s’aggiungono alla nostra possibilità esperienziale…


Noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni” – fa dire William Shakespeare al geniale Prospero in “La tempesta” (*), pur sapendo che siamo figli del diluvio; così come in esso continueremo a barcamenarci per il resto dei nostri giorni.

Dal film"Shakespeare in love"
Dal film"Shakespeare in love"

È così che possiamo ricrederci, riformare il nostro intelletto sulla scia del sogno, purché in esso sussista la scintilla che costante ravviva in noi la speranza di tornare ad occupare il paradiso che abbiamo perduto?…


Dismesso? Forse! “Ma chi ci garantisce che il ricordo non sia semplicemente l’enfasi dell’oblio, che la luce non sia la rivelazione dell’ombra, la presenza la percezione dell’assenza?”


Non rammento chi l’abbia scritto, ma in accordo con Marcel Proust nel dire che “I veri paradisi sono i paradisi che abbiamo perduti” (*), accolgo benevolo il sogno d’una possibile resurrezione edenica del mondo…


Per riscoprire così, tra le pieghe della vita, la percezione d’aver accolto con gratitudine quel ‘dono’ che pur lieto ci fu donato dall’incontro germinale dell’amore (musica) con la speranza (poesia), durevole nel tempo.


Avvalendoci dei nostri buoni propositi, è ancora nello scambiarci saluti e abbracci, a comunicare in qualche modo i nostri pensieri di pace, i nostri sentimenti d’amore, la nostra speranza di vita, che facciamo in modo di tornare a inviare le nostre “Lettere al futuro” (*); che per un’educazione dei nostri sentimenti, dobbiamo tornare quindi ad avvalerci della filosofia di esistere, per volerci bene …

Che almeno tutto questo aiuti ognuno a meditare sul proprio ruolo in questo mondo, su ciò che si vuole essere, e/o diventare e/o a fare della propria esistenza; se oggi sembriamo tutti degli sbandati che attraversano vaghi la vita, è anche perché il tempo sembra sfuggirci di mano, e allora…


Torniamo quindi a impadronirci del nostro tempo, il tutto subito non è né pensabile né fattibile, poiché il mondo gira (purtroppo) sempre allo stesso modo e alla stessa velocità per cui non esiste in realtà la possibilità di velocizzarlo o di fermarlo e tantomeno di scendere. Allora che fare?


Siamo costretti a restare, a non perdere tempo riguardo alla nostra affermazione entro il tempo che ci è ‘donato’ che è poi il tempo che ci è dato di vivere. A quanto pare siamo tutti in cerca di una vita sensazionale, l’importante sta nell’esserci, nel viverla intensamente, anche perché viverla diversamente, nell’astio del male, non ripaga…


Ciò per quanto la si dovrebbe condurre nell’essenzialità della natura stessa del mondo, nella consapevolezza di un inizio e di una fine consona al tempo che ci è concesso di vivere, e che l’intelligenza può, perchè ne ha la facoltà, reinventare all'uopo, trascrivere e/o scrivere, magari legandola ai sentimenti, si può!


Ben sappiamo anche come tutto questo porti alla solidarietà, allo svolgere quelle azioni che ci affrancano dalle insidie, dalla strenua lotta per la sopravvivenza che andiamo combattendo per la salvaguardia della specie, ma in fine è la salvaguardia del creato ciò che più conta…


Possiamo riscrivere la storia del pianeta, quella degli uomini domani non interesserà più nessuno, dobbiamo essere coscienti di questo. Di certo non mancano le iniziative, affatto trascurabili, che possiamo mettere in atto fin d'ora e che ci rinfrancano al piacere di vivere; e che non vanno assolutamnte ignorate. Ne vale la nostra dignità, unsa virtù che non possiamo nascondere a noi stessi, e che in ultimo, se tradita presenterà il conto."

Copertina del libro.
Copertina del libro.

Dobbiamo convincerci che vale comunque la pena di combattere per ciò che riteniamo giusto che sia, cioè di abbandonare le ideologie e infine tornare a vivere, nel modo in cui Steven Lukes suggerisce di farlo nel suo: “Le disavventure del professor Caritat alla ricerca del migliore dei mondi possibili” (*); cioè andare alla ricerca di un ‘ordine’ sociale (più) giusto e (più) umano.

Copertina del libro.
Copertina del libro.

È intrinseco nel diritto di ‘essere’ che ritroviamo la dignità di noi stessi: “La nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no.”– scrive Zigmunt Bauman in “L’arte della vita.” (*)

A cui mi sento di aggiungere un capoverso “..che lo vogliamo o no!



Note:

(*) Marcel Mauss, “Saggio sul dono”, Einaudi 1965.

(*) Fernando Savater, “Le domande della vita” , Laterza Editori 1999.

(*) Stefano Rodotà, “Elogio del moralismo” , Laterza Editori 2011.

(*) William Shakespeare ,“La tempesta” in ‘Opere complete” – Mondadori 1983.

(*) Marcel Proust, “Opere complete”, Mondadori 1986.

(*) Vittorino Andreoli, “Lettere al futuro”, Rizzoli / Corriere della Sera 2018.

(*) Steven Lukes, “Le disavventure del professor Caritat alla ricerca del migliore dei mondi possibili”, Mondadori 1997.

(*) Zigmunt Bauman, “L’arte della vita”, Laterza Editori 2009.







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