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Una storia di Maricapp

Questa storia è presente nel magazine Racconti brevi e Poesie improvvise

Piccolo, crudele ma necessario thriller di Natale

Un po' in anticipo sulla tabella di marcia

373 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 30 novembre 2018 in Thriller/Noir

Tags: #assassiniosullorientsled

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Era ingrassato a dismisura, era diventato brontolone, miope ed anche pigro.

Il vestito rosso, anche se i piccoli angeli glielo avevano allargato il più possibile, non gli entrava quasi piu’: la giubba si sbottonava in continuazione ed i calzoni erano tenuti su da enormi bretelle verdi.

Mangiava con ingordigia, mangiava di tutto e beveva bottiglie su bottiglie della storica riserva dei Santa Claus.


Le guance erano gonfie e rosse, piene di venuzze, così come il naso violaceo, il colesterolo aveva raggiunto livelli impensabili, il diabete avanzava silenzioso come una pantera nella notte e la pressione gli rimbombava nelle orecchie come nemmeno i tamburi dei piu’ arrabbiati Comanche sul piede di guerra.


Gli occhialini tondi, che non riuscivano più a sostenere le lenti troppo spesse, erano stati vezzosamente sostituiti da un paio di enormi e fashion Gucci in tartaruga.

Con la stazza che si ritrovava era impedito nei movimenti: sbuffava, ansimava e si lamentava in continuazione.


Intendeva demandare le consegne, tutte quante, a Gesù Bambino ed al povero asinello, come ai bei vecchi tempi perrché lui, sosteneva, non ce la faceva più a passare per tutti quei camini.

Non è che non ce la faceva piu’ , non ci passava proprio più!


Le renne preoccupate dall'avvicinarsi del 25 Dicembre e dalla situazione ormai insostenibile, si riunirono in assemblea permanente nel bosco di abeti rossi dietro la casa. Intorno centinaia di abitanti del bosco, lupi compresi, a sostenerle moralmente.


Freccia, la più autorevole, prese la parola tra fischi di approvazione ed applausi, espose la situazione e suggerì l'unica soluzione possibile. Ognuno ne fu convinto e tutte quante votarono sollecite.

Rudolph, l'ultima arrivata, raccolse le schede, ne fece lo spoglio, supervisionata da un orso polare che passava di li’ e lesse la sentenza:

APPROVATO ALL'UNANIMITA' !


L’assemblea si sciolse tra vocii d’approvazione e tutti quanti tornarono a casa.

Giunse il giorno della prova generale.

Il ciccione salì sulla slitta, agganciò le poverette alle briglie rosse e con uno schiocco di frusta, che non era mai stata usata per altri scopi, ed un tonante

- Ohh vaiiii!! -

le fece alzare in volo. La slitta scricchiolava pericolosamente, le renne sbuffavano, faticando a rimanere su.


Cometa, quella che apriva la strada, dopo poco tempo abbassò la testa: era il segnale.


Nel cielo gonfio di neve la slitta fece una repentina capriola e Babbo Natale, colto alla sprovvista, mollo’ le briglie e precipitò giù a capofitto, frantumando col suo peso la superficie ghiacciata del lago in cui cadde, inabissandosi immediatamente per rimanere eternamente tra le alghe lacustri il simbolo imbolsito e superato del Santo Natale, rossa e grassa curiosità per alborelle e carpe e, perché no, anche di sguiscianti anguille..


Poco distante, sul ghiaccio, gli occhiali di Gucci mandarono un brillio complice e la neve, sollevata e leggera, iniziò a cadere a larghe falde, accompagnando le evoluzioni delle renne e della slitta là, nel cielo di un nuovo felice Natale.

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