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Una storia di GeorgeDebilatis

LUNATICI

NANI BRIGANTI LUNGO IL TRAGITTO

39 visualizzazioni

8 minuti

Pubblicato il 26 marzo 2020 in Avventura

Tags: #Frankie #nanibriganti #satiri #tragitto #Tycho

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Un gigantesco respiro riempì la carrozza, e le teste di Frankie,
Tyner, Louise e Rabail. Barcollando i due ultimi uscirono
dal cesso, sbattendo con i gomiti e le ginocchia contro le
superfici non spigolose del vagone. Attraversarono il lento,
oscillante percorso che li separava dai sedili, dove stavano
allungati gli altri due personaggi. Si sedettero, accavallando
le gambe.


"Che fine fanno, Tyner, i nani che lei riesce a recuperare?"
Chiese Frankie, mentre con un'occhiata neutra riprendeva
i suoi compagni di fuga.
"Che fine fanno, dice? Diciamo che diventano un dono per la scienza."
"Questo sa un po' di aria fritta, se mi permette."
Tyner si strizzò dentro il maglione a collo alto come dentro a un brivido
e sbatté più volte, e vorticosamente, le ciglia. "Sono sottoposti ad
esperimenti, li si analizza e poi si vede se inserirli nella vita civile.
"E se non riuscisse questa attivazione?" "
Li si riporta da dov'erano venuti."
"Non mi faccia ridere, Tyner."
L'individuo a collo alto accennò un sorriso, e fece un gesto indefinito
con il palmo della mano sinistra aperta: "Con Lei non si raccontano
fiabe ai bambini, vero? Scommetto che faticherà a diventare padre,
o mi sbaglio?"
"La pianti di mugugnare cazzate, Tyner. Quelle... Entità... Vengono annullate,
vero?"
"Non si scordi che abbiamo a che fare con autentici briganti. Gente che ha
dozzine di reati sulle spalle."


Rabail uscì dall'apatia post-coito e chiese che gli riassumessero tutta la vicenda.
Così fece Frankie in poche parole.
"Ho sentito... Ho sentito parlare di un gruppo di donne che s'era messo insieme,
sopra RodHod... Avevano formato una combriccola allegra di fottute amazzoni,

o roba del genere. Venne condotta una campagna di sterminio anche contro
di loro... E..."
Tyner interruppe Rabail: "Quello ha più il sapore della leggenda, o della chiacchiera ingigantita. Da quello che mi risulta Doris Freight aveva avuto il marito fatto fuori
dalle divise, e s'era data alla macchia insieme alle sue figlie.
Più tardi erano state raggiunte da altre donne del suo klan. Ma so per certo
che v'erano anche uomini.... L'idea delle amazzoni è un imbroglio giornalistico.
Titillava la fantasia dei maschi, tutto qui."


Rabail parve punto sul vivo dalle osservazioni pertinenti di Tyner, mentre

Louise sogghignava, sgranocchiando alcune mandorle dolci.
"Me ne dai un pò?" Fece Frankie. "Cazzo. Non abbiamo mangiato nulla
da un secolo... Ho sete."
Tycho Tyner sorrise con comprensione: "Quando saremo arrivati a DeLaney
vi avrò tutti miei ospiti per un pranzo come si deve; di questo non dovete
preoccuparvi."
Rabail traballò leggermente e ritornò alla Realtà: "Quanto manca a DeLaney?"
Tyner rispose soffice e senza distogliere gli occhi dal suo interlocutore:
"Almeno 15 minuti."
"Non c'è nessuna stazione intermedia?"
Frankie strinse il pugno.
Un atteggiamento strano per lui. "Andiamo, Cristo!"
Tyner alzò simbolicamente le braccia, quasi per mettersi in mezzo
ai due contendenti. I suoi occhi passavano velocemente da uno all'altro.

"Inutile litigare, signori. Io non non voglio essere la causa di alcuno screzio
in quella che immagino essere la vostra amicizia..."
"Amicizia... Mi ascolti, Tyner: quell'individuo ha appena trombato la mia ragazza."
E Frankie rise, quasi a marcare, comunque, la distanza siderale da un eccessivo coinvolgimento.
"Pezzo di merda bastardo." Saltò su Louise, e gli lanciò in faccia tutte le mandorle
che ancora le erano rimaste in mano, poi tentò di aggredirlo a braccia nude.
Tycho la prese per i fianchi e la lasciò a scalciare a mezz'aria, nel vuoto.
Poi la ripose su una poltroncina.


"Dicevo... Non c'è nessuna fermata intermedia: 30 chilometri attraverso
la nuda roccia, gallerie, paesini storpi e dimenticabili, qualche prato."
"Ah" Replicò Rabail: "Quindi per bypassare Etion, Selawille e Mountdoster
bisogna aspettare parecchio."
"Più o meno un'ora." Tycho Tyner si riassettò l'immacolata piega sui pantaloni,
poi schiarì la voce e si piazzò con una spalla contro lo schienale verde umido
dello scompartimento.

"Che cazzo di motivo c'era di saltarmi addosso?"
La voce di Frankie era un ronzio di sottofondo. Si era sporto in avanti, appoggiando
le mani sulle rotule, e aveva ficcato gli occhi in quelli, violentissimi, di Louise.
"Chi accidenti sei per dirmi che ti appartengo? Io faccio quello che mi piace."
"Anche scopare, allora.
"Si, certo. Mi sono liberata di tutta la merda della Colpa che prima mi portavo
addosso. Non ne sentivo l'odore e ne ero tutta piena. Sono stata utile ai figli
di puttana per troppo tempo."
Frankie pensò in un nanosecondo che aveva conosciuto una ragazza ferma
e moralista, distaccata e fredda. Adesso si trovava di fronte una piccola belva,
piena di odio per i burocrati della nazione, e decisa a bruciare ogni cosa lungo
il suo cammino. Le piaceva così.


Rabail era intontito e conservatore... Sicuramente stava pensando chissà cosa...
Ancora alla bellezza del pompino e della chiavata, sennò sarebbe saltato su
all'udire la "propria ragazza" usare quel linguaggio, e quella disperazione cattiva.
Frankie rideva tra sé e sé. Si levò in piedi e si abbassò i pantaloni in faccia a Louise mostrandole, per celia, un uccello lungo ma moscio.
Lei restò un attimo in sospensione, poi gli rifilò un pugno secco nelle palle.
Il ragazzo si piegò in due, mentre Tyner tentava di sorreggerlo.
Poi entrambi si trascinarono l'un l'altro al suolo.


"Eppure era cominciato tutto così bene." Imprecò Tyner.
Il treno caracollava con verace impeto attraverso i paesaggi, appena visionabili
da una breccia di finestrino. Sassi ed escavazioni si alternavano a terre bruciate
e a pascoli rigogliosi. Non v'era una precisa maledizione in quello scenario, solo
una curiosa altalena di bianco e nero, di vivacità e statica, di morigeratezza
e desolazione. Erano zone che vivevano autarchiche, e poco o nulla sapevano
del convoglio. Erano fondali di scena per una cavalcata alquanto folle.


I viaggiatori si erano calmati. Adesso restavano ognuno nel proprio angolo,
guardandosi in cagnesco con il proprio vicino. Solo Tycho Tyner continuava
a tenere desto sé stesso e l'attenzione altrui, con racconti delle sue passate
evoluzioni attraverso quelle che sembravano assomigliare a sette vite.
"Stiamo arrivando a DeLaney." Sottolineò, mentre il convoglio rallentava,

vibrando con discrezione. Tranquillamente, ora, tutti i protagonisti di quella
bizzarra combriccola presero posizione accanto alle porte scorrevoli.
Scesero e respirarono.


La stazione di DeLaney era un cubo di mattoni e plexigas (sulla cupola).
Aveva un colore grigio tignoso e le erbacce crescevano a ciuffi vicino alle uscite.
Quel posto era un pugno di contrasti: abbandono e ipermodernità, porte automatiche
e cupola ad alta definizione.
"Perché gli architetti fanno di queste cazzate?" Mugugnò Frankie rivolto a Tyner.
Il suo interlocutore abbozzò in direzione di un gruppo di minuscoli cadaveri,
che penzolavano da alcuni ganci da macellaio nello spiazzale antistante
la banchina delle rotaie.
Rabail mormorò: "Volevano probabilmente sfruttare una bolla edilizia, ma
gli è esplosa fra le mani." Frankie pensò che Louise e Rabail non avessero
notato i corpicini pendere da quegli strani supporti; così indicò anche a loro
tutto il grand-guignol.


Louise silenziò un rantolo feroce, e Rabail sembrò quasi dare un'occhiata distratta.

"So che fanno di questi casini, qui in campagna."
Nel frattempo, senza che se ne accorgessero, qualcuno era scivolato
dal convoglio, alle loro spalle.
"Colonnello Mark Strano, sono da queste parti in licenza. Mi devo aggregare
alla 96° divisione della gioia. Voi sapete per caso dirmi dove posso reperirla?"
Frankie si girò, e fissò il rompiballe senza nemmeno muovere un muscolo facciale.
"Non c'entra con la musica?" Il colonnello parve colto di sorpresa.
"So solo che si tratta di un reparto adibito all'intrattenimento e al relax della truppa
dopo missioni particolarmente complesse. Io sono qui per questo."
"Era sul treno da BRANDER?"

"Sì, ma non ci siamo visti, stavo in un'altra carrozza."


"Che mi dice di quelli, colonnello?" E Frankie indicò di nuovo i morti, che penzolavano
dai ganci per macellaio. "Sì... Sì... è una pratica che può far riflettere. Prima vengono
garrotati, e poi appesi a dei ganci che passano sotto la clavicola. Per questo le loro pose sono bizzarre, vagamente mostruose.
"Ma chi sono, colonnello?"
"Briganti. Non l'ha ancora capito? Nani briganti. Si tranquillizzi, non sono bambini,
anche se la statura può ingannare." Rabail osservò Tyner che faceva cenni di sbrigarsi
verso le uscite.
Perfidamente non si trattenne dall'osservare: "Ma non aveva detto che lei prelevava
UNA TANTUM per le esigenze della Scienza? Qui trova materiale abbondante.
Basta che stacchi una di quelle carcasse..." Tyner ora appariva vagamente agitato.
Si capiva che non aspettava altro che levarsi dai dintorni, e agitava le braccia
come un mulino.


Frankie si avvicinò insieme a Louise alla parata di morti. Avevano tutti le palpebre
sollevate e viola, la lingua spuntava leggermente attraverso le labbra cianotiche.
La loro statura era veramente contenuta, c'erano anche due donne...
Potevano essere alti un metro e venti, spesso meno.
"Colonnello, c'è ancora pericolo a entrare nella giurisdizione di DeLaney?"
"Oh no, perché crederebbe che mi abbiano inviato qui? Sono solo sabotaggi
di qualche rinnegato che vengono puniti con il massimo rigore: lo strangolamento
e l'esposizione dei corpi."
Poi Mark Strano sorrise.


Era un sorriso sbilenco e a forcipe, delittuoso e e sardonico: quasi un comitato
di accoglienza per quelle curiose figure che erano scese alla spicciolata dal convoglio,
poco prima di lui. Confusi e aggressivi parevano prendere di petto il paese e tutta
la zona circostante. Ignoranti e pestiferi non comprendevano che era il modo peggiore
per avvicinare una realtà in ebollizione lenta come quella, con grossi pezzi di carne
bollita ad affiorare sulla superficie di una zuppa primordiale.

(Estratto da "UN TRAGITTO SENZA ESCURSIONI" capitolo XIII, pag. 71,
in via di stesura da parte di George Debilatis)


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