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Una storia di Casamia

Questa storia è presente nel magazine Favole per Bambini

La storia della strega Matilda

Laboratorio di scrittura.

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3 minuti

Pubblicato il 19 ottobre 2019 in Fiabe

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C'era una volta in un paese lontano una strega di nome Matilda. Era cattivissima e odiava i bambini, soprattutto odiava le loro risa e la loro allegria. Erano il suo cibo preferito. Li catturava e stipava in una stanza buia della sua casa e poi li mangiava.

Aveva un nasone all'ingiù con un bitorzolo peloso e il mento all'insù e due soli denti, vestiva sempre di nero e si spostava a cavallo della sua scopa. Vedeva pochissimo e aveva bisogno di un paio di occhiali per individuare le sue prede.

Un giorno mentre stava inseguendo un bambino, a cavallo della sua scopa, sbatté contro il ramo di un albero perdendo l’equilibrio e gli occhiali, a malapena riuscì a tornare a casa.

Inciampava ovunque, un giorno addirittura nel tentativo di inseguire una della sue prede preferite, centrò rovinosamente un palo, rischiando di rompersi gli unici denti che le rimanevano. Si vergognò a tal punto della sua goffaggine, che decise di non uscire più di casa.

I giorni passavano e la fame faceva brontolare rumorosamente il pancino della strega. Non ce la faceva più, uscì sull'uscio di casa e sentendosi presa in giro dai bambini, si mise a piangere. Baldo, un bimbo molto sensibile e buono, coraggiosamente si avvicinò a lei e le chiese - Cos'hai nonnina?

Nonnina, a lei che era una strega! Quelle parole stranamente intenerirono il suo cuore.

- Ho fame rispose.

Baldo le porse il tozzo di pane che aveva in mano e la stessa cosa fecero anche gli altri bambini, ci fu chi le diede un bicchiere di latte, chi una mela e chi addirittura una caramella. Matilda mangiò tutto e rientrò in casa senza ringraziare. Lo stesso fece anche i giorni successivi, finché una mattina un semplice “Grazie” uscì dalla sua bocca.

Un giorno Luisa, una bimba del posto, mentre giocava nel parco, trovò gli occhiali della strega. Fu molto combattuta sul da farsi. Mentre tornava a casa ripeteva tra sé e sé – Li restituisco alla strega, che magari tornerà a vedere bene e ricomincerà a darci la caccia, o li terrò nascosti salvando così tutti noi? Che decisione difficile!

Alla fine però decise di rendere gli occhiali alla strega, che li indossò e iniziò a guardarsi intorno con attenzione. - Guarda un po’, guarda un po’ quanti bei bambini.

Queste parole fecero gelare il sangue ai bimbi che andarono immediatamente a nascondersi. La strega per niente stupita entrò velocemente in casa per poi tornare fuori con una calza piena di ogni delizia: caramelle, cioccolatini, liquirizie, lecca lecca e altre leccornie che iniziò a lanciare per strada in tutte le direzioni.

-Bambini sono per voi, per ringraziarvi per quello che avete fatto per me, d’ora in poi non sarò più la strega Matilda, ma una vecchina buona.

Infatti fu così che la strega Matilda ogni anno, il sei gennaio, in ricordo di quella giornata memorabile a cavallo della sua scopa distribuì a tutti i bimbi buoni della città una calza colma di ogni prelibatezza.

PROPOSTA DIDATTICA

Immagina di intervistare uno dei personaggi della storia, potrai scegliere tra la strega Matilda, Baldo, Luisa o uno dei bambini impauriti dalla vecchia megera.

Ogni gruppo di lavoro dovrà preparare uno scambio di battute tra un alunno/intervistatore e il personaggio scelto. Dovranno essere formulate almeno dieci domande (partendo dal racconto letto) e le relative risposte immaginando che a parlare sia l'interlocutore scelto.

Infine ogni gruppo sceglierà due compagni: uno vestirà i panni dell'intervistatore, che interpreterà se stesso, mentre un altro reciterà la parte del personaggio.


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