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Una storia di GeorgeDebilatis

Lars

partire è un po' morire

48 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 29 ottobre 2019 in Storie d’amore

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Yanni doveva partire quel mercoledì e Lars aveva deciso

di non aspettare inconcludente l'addio del suo amante,
come scendesse dal cielo e fosse un'improvvisa
disgrazia di Dio.

Così s'era incamminato, di domenica, verso il mercatino delle

pulci di Boxhagener, giusto così, per dimenticare e impiegare

un po' il tempo distraendosi.
Lì aveva comperato un carillon a molla, con due figurini
che ballavano il minuetto facendo inchini e riverenze.
L'aveva ficcato in borsa e, eccitato per

l'acquisto, era tornato risalendo per Gruenberger.
Ancora prima di entrare nell'appartamento aveva tirato fuori
il regalo e l'aveva avviato.


Subito un gruppo di monelli che transitava nei pressi

s'era fermato. A bocca aperta, avevano fermato gli occhi
su quella strana meraviglia.
Loro, così abituati a Gameboy e Final Fantasy.
Lars li osservava tutti, imbambolati e rapiti mentre
le figurine danzavano, lievi ma sostenute, incrociandosi
e facendo cerimoniosi inchini.

Poi la musica s'era dolcemente arenata e il ragazzo
aveva riposto tutto nella borsa, salutato i bambini,
e salito le scale due gradini alla volta,

con il fiatone.
Aveva suonato, ma, visto che nessuno rispondeva,

aveva preso le sue chiavi e aperto.

Dentro il posto pareva saccheggiato: ovunque vestiti

gettati dappertutto, cassetti aperti, e stoviglie abbandonate
sul tavolo, come se qualcuno avesse mangiato

in fretta e furia e, altrettanto velocemente, si fosse
vestito per fuggire di corsa.
Di Yanni era rimasto un biglietto sul tavolino all'ingresso
che recitava così:
"Scusa, amore, se fuggo come una volpe

dal pollaio ma la convivenza, al pensiero che mercoledì
rivedrò Laura mi è apparsa in tutto il suo dolore e solitudine.
Starmene a ciondolare per una casa che tra breve
non sarà più mia, con i tuoi grandi occhi verdi bagnati

di dolore sempre innanzi, beh mi è parso troppo da reggere.
Così ho raccattato da predone alcune mie cose
e mi sono trasferito in una camera d'albergo, sempre qui in città,
di cui, perdonami, ma non ti renderò nota l'ubicazione.
Adesso per noi è importante concretizzare questo addio
e renderlo il meno odioso possibile. Sono stati mesi folgoranti
e meravigliosi. Mai avrei creduto di potere amare un uomo in
questo modo, ma è successo ed è stato fantastico.

Conto sul fatto che mi ricorderai come un compagno affettuoso
e un amico dolcissimo. Tuo, Yanni."


Conclusa la lettera Lars ristette un attimo in piedi, giusto appena

attraversato da un residuo elettrico, poi sollevò il pezzo di carta agli

occhi e rilesse altre due volte.
Alla fine si sedette per terra e cavò il cellulare dalla tasca.
Ma subito scosse la testa e lo rimise al suo posto.

Cosa poteva sperare? non avrebbe mai risposto...
Tutte le spiegazioni e la dipartita silenziosa stavano
su quel foglietto stropicciato.
Senza una parola o una lacrima lo appallottolò definitivamente

e lo scagliò in strada dalla finestra aperta.
Poi si appoggiò con le spalle al muro.


Solo, riavviò il carillon dopo averlo estratto dal suo involucro,
ristette e fissò con pupille glauche il cerimonioso scambio
di convenevoli fra le due statuine, i baci appena accennati,
le carezze sfiorate, le riverenze e l'allontanarsi pudico,
come lo scartare di due cavalli dopo il loro primo incontro.

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