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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 28

76 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 30 aprile 2020 in Fantascienza

Tags: #avventura #mutanti #ragazzi #supereroi #superpoteri

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Il Capo schizzò in aria lanciandosi all’inseguimento di Demetra, ma comprese subito che non sarebbe stato uno scherzo raggiungerla e riportarla al casale perché lui non poteva volare alla stessa velocità.

L’ex mercenaria dagli occhi grigi, in versione potenziata da Jakov, era assolutamente su di giri e volava nel cielo a velocità folle, compiendo acrobazie assurde. La cosa era comprensibile: un essere umano che di punto in bianco si ritrova a poter sfrecciare nell’aria come un jet vuole godersi la cosa e non smetterebbe mai!!!!

La Sapiens non aveva mai provato niente di simile, naturalmente: se le avessero chiesto di descrivere le sensazioni vissute durante quei suoi primi minuti di volo, non sarebbe stata capace di rendere bene l’idea di che cosa avesse realmente significato quella esperienza per lei.

Chi è che, almeno una volta nella vita, non ha mai pensato una cosa come “Chissà come sarebbe poter volare come un uccello!!”; e lei poteva fare molto di più, perché non aveva bisogno di sbattere le ali o sfruttare le correnti, ed era velocissima!!!! Oltretutto non aveva mai sofferto di vertigini né temuto in nessun modo l’altezza e quindi non c’era niente che, a livello psicologico, la limitasse. Protetta dal freddo dalla barriera elettromagnetica che circondava il suo corpo, disegnava traiettorie complesse in aria. A differenza del Capo, lei era “visibile” perché lasciava una leggera scia bluastra dietro di sé: questo consentiva a lui di inseguirla nonostante fosse distante e nell’oscurità della notte ma allo stesso tempo, se avesse abbassato la sua quota, qualcuno avrebbe potuto notarla!!!

Demetra trovava bellissimo guardare da centinaia di metri di altezza il paesaggio notturno sotto di sè, illuminato e placido: si sentiva davvero una Dea a scrutare dall’alto gli edifici dove tanti suoi simili vivevano, le strade dove viaggiavano con i loro veicoli lenti e inchiodati a terra, i giardini dove portavano i loro bambini e magari, alzando gli occhi al passaggio degli uccelli, si chiedevano come sarebbe stato poter volare...

Il cielo era del tutto privo di nuvole ed appariva chiaro per la forte luce della luna piena e la zona dove si trovava il casale non produceva un grande inquinamento luminoso, avendo una densità abitativa molto bassa: l’ex mercenaria si fermò un attimo a “galleggiare” a faccia in su, estasiandosi di fronte alle stelle! Un attimo prima si era sentita un essere superiore guardando verso il basso, in quel momento si ritrovò piccolissima ed insignificante al cospetto dell’immensità dell’universo!!!

Finalmente il Capo, approfittando del fatto che si fosse fermata in contemplazione del Firmamento, la raggiunse.

-Oddio...quanto cazzo vai forte, Demetra????- -Ah, Capo!!!! Ma ciao!!!! E’ BELLISSIMO!!! E’ BELLISSIMO!! E’ bellissimo volare, è bellissimo guardare il paesaggio, è bellissimo galleggiare in aria fissando le stelle: sono quasi commossa!!!! Ora vi capisco, perfettamente!!! Comprendo perché fate i superiori, perché mi avete trattata come una specie di animale domestico: mi pare il minimo! Io posso volare, lanciare scariche elettriche e sono invulnerabile soltanto grazie a Jakov...ed ho già voglia di schiavizzare tutto il Genere Umano!! PERCHÉ’ VOI NON L’AVETE ANCORA FATTO???? SONO INUTILI INSETTI, CAZZO!!!!!!-

Il fascinoso leader dei 7 rise di gusto, per poi rivolgersi all’essere elettrico che da poco si era trovato una nuova ragazza che lo ospitasse: -Jakov...Ora capisco perché ci avete messo così poco a trovarvi in sintonia: effettivamente come modo di pensare ricorda quella squinternata di Valeria!!!!- e poi a tutti e due: -Ora dovremmo tornare al casale: per fortuna qui abita poca gente e ti sei mantenuta ad una grande altezza; ma non è il caso di rischiare che qualcuno ti veda...- -Voglio vedere Firenze! Voglio volare sopra Firenze tutta illuminata!!! Da che parte è??? Ah, ok!!-

Era evidente che Jakov le avesse risposto mentalmente, e infatti il Capo sbottò: -Ma le dai pure corda!!! Dai: non è il caso di andare verso una zona densamente popolata!!! Fatela finita, entrambi!!!-. Demetra smise di fissare le stelle e lanciò allo Zar uno sguardo di sfida: -Se riesci ad acchiapparmi, ti prometto che torno subito al casale assieme a te!!! AVANTI: PRENDIMI!!!!!!- e partì a velocità fulminea in direzione del Capoluogo Toscano. Anche se non avesse avuto dalla sua l’aiuto di Jakov, in una notte così limpida sarebbe stato semplicissimo raggiungere in volo Firenze, visto che la Piana dove si trovano la città ed i comuni del suo hinterland emette parecchia luce ed è ben visibile da grandi distanze: sarebbe bastato andare in direzione della grande luce che si stagliava verso il cielo!!

Raggiunse la città in brevissimo tempo e puntò subito verso il Duomo, coreograficamente illuminato con una valanga di riflettori come tutti gli altri suoi edifici simbolo. Guardando in direzione degli Appennini le luci di Firenze, Prato, Pistoia e tutti i comuni e le frazioni lì attorno formavano come un unica grande città, che si sperdeva all’orizzonte…

Si abbassò di quota e svolazzò attorno alla Cattedrale di Santa Maria del fiore e al Campanile di Giotto per 4 o 5 volte e a bassa velocità: la loro grandezza, da quella posizione privilegiata, rendeva decisamente meglio l’idea e la loro bellezza era tale che avrebbe continuato a farlo per ore!

Decise di atterrare direttamente sulla “palla del Verrocchio”, la sfera di Rame con un crocifisso che sovrasta la Lanterna, che a sua volta sovrasta la Cupola: vista da terra sembra avere le dimensioni di un pallone da calcio, ma in realtà è ciclopica (2.3 metri di diametro, per 18 quintali di peso)! Quando ci si poggiò, attaccandosi al crocifisso, la stessa Demetra restò stupefatta!

-Dio mio: è gigantesca!!!! Non pensavo che fosse così grande!!!! Oddio!! Lo sportello da cui ci si può affacciare!!!! Qualcuno mi aveva detto che c’era!!! Che figo, che figo!!! Wow, Jakov: il panorama da qui è da mozzare il fiato… Ci vorrebbe una bella canna, cavolo!-. Tirò fuori il telefono per mettersi a scattare suggestive immagini di Firenze vista da quella irraggiungibile (in tutti i sensi) posizione, ma la voce di Jakov nella sua testa l’avvertì “Il Capo incazzato in rapido avvicinamento, ad ore 3!!!” e lei, gridando come una bambina, spiccò nuovamente il volo atterrando sulla sommità del vicino Campanile di Giotto.

Siccome “il gioco è bello quando dura poco” la Sapiens attese lì l’arrivo del suo nuovo “comandante” che, sorridente con la bocca ma un po’ incazzato con gli occhi, la avvertì: -Ora basta sul serio, Demetra!-

-Ok, hai ragione; ma io voglio fumare una canna seduta sulla palla del Cupolone!!!!-

-Idea magistrale; ma con me ho solo le sigarette...- -E il telefono ce l’hai? Comunque io ce l’ho...- -Sì, ma perché?-

-Beh...perché potresti chiamare il Sardo! Gli dici di teletrasportarsi in cima al Campanile di Giotto portando qualche cannone, no? Da qui andiamo sulla palla!! DAI, TI PREGO!!!!!!!!!!!!-

Il Capo si scrocchiò il collo e si sistemò un po’ i capelli, spettinati dal lungo volo. Osservò Demetra dalla testa ai piedi, con la faccia del padre che è preoccupato per la figlia.

Lei lo supplicò: -Dai, per favore!!!! Poi torniamo tutti al casale, teletrasportati direttamente dal Sardo! Così evitiamo il rischio che ci vedano, e non fai nemmeno altra fatica...-

-Prima di tutto che cazzo significa “non fai nemmeno altra fatica”? Stai insinuando che mi hai fatto stancare????- -Se devo essere sincera sembri un po’ affaticato: dev’essere stata dura rincorrerci!!!- -Hai dei poteri da mezz’ora e fai già la gradassa e la sfacciata????!!-

Lei si sedette a gambe incrociate e rispose con un tono molto più rispettoso: -Ma lo so benissimo che i poteri non sono miei ma di Jakov, e che resto solo una semplice Sapiens...però con dei fighissimi capelli candidi!!! Dai: tu sei il leader supremo, il più bel Sintetico di tutti, il più potente di tutti!!!!!- -Seh seh...non sono il più potente: lo è quella matta che dobbiamo assolutamente ritrovare… E per quanto riguarda te...OK: ORA CHIAMO IL SARDO!-

Demetra balzò in piedi e lo abbracciò ringraziandolo diverse volte; lui la invitò a smetterla: -Dopo la Diavolessa sentirà il tuo odore addosso a me e mi pianterà delle storie assurde...o si metterà in testa delle idee ancor più assurde e allora sarebbero cazzi tuoi...- -Oohhh...Wow...- -Dai: lo chiamo e gli dico di portare 3 pini e dei vestiti per te: sei praticamente nuda!!! Non potevi cambiarti, prima di “librarti nel cielo infinito”???-

In effetti lo snello ed alto corpo della Sapiens era ben poco coperto dai brandelli di quel poco che restava del lungo vestito di viscosa viola della Diavolessa, martoriato dalla scarica di proiettili di grosso carico che il Sardo le aveva scagliato addosso per provare se davvero Jakov fosse riuscito ad entrare in simbiosi con lei. La sua pelle dalla elettroluminescenza bluastra brillava nella penombra (il tetto del Campanile di Giotto non è raggiunto dalla luce dei riflettori). Il Capo, mentre spippolava sul display dello smartphone, le chiese se non sentisse freddo anche perché aveva volato ad una velocità prossima a Mach 1.5 ma lei rispose che Jakov era in grado di tenerla al caldo grazie alla “radiazione termica” e le venne un dubbio:

-Ma non è che mi fai venire un miliardo e mezzo di tumori, con tutto sto elettromagnetismo? Che cazzo vorresti dire con “può anche darsi???”? Sei scemo???? Stai scherzando, vero??? Probabilmente a lungo andare modificherà il mio DNA????? Vuoi rovinarmi un momento così figo???-

Lo Zar spiegò cosa fare al Sardo che accettò senza discutere, poi tranquillizzò Demetra: -Ha già modificato il tuo DNA: hai i capelli più bianchi della neve!!!! Non è detto che lo modifichi in peggio: a lungo andare potresti addirittura acquisire un potere tutto tuo o caratteristiche da “potenziata”! E poi, nel malaugurato caso che il tuo “fragile corpo da infimo Sapiens Sapiens” si danneggi in qualche modo...beh, Fabio sistemerà tutto in un attimo! Goditi tutto quello che puoi fare grazie a Jakov, e ora chiudiamo questa serata in bellezza!-

L’espressione della Sapiens tornò serena.

Il Sardo si materializzò sulla cima del campanile circa 5 minuti dopo: -Dottoressa Manhattan: sei ancora più bella e più svestita di quando mi hai fulminato poco fa! Purtroppo ti ho portato sta roba per coprirti, però...- e le dette i leggings e la maglietta che reggeva in una mano, per poi tirar fuori dalla tasca destra della giacca una scatolina di legno con dentro 3 canne ed un accendino.

-Quindi andiamo lì?-

-Sì; ma io non sono blu come il Dottor Manhattan! Ho un alone bluastro figo che si irradia dalla mia pelle!!!! Dio, quanto mi piace anche sta cosa qui...-

Il Sardo si teletrasportò direttamente sulla “palla di Verrocchio” e gli altri lo seguirono: pochi istanti dopo erano tutti seduti con la schiena al crocifisso, i piedi puntati per bene sulla sfera e le ginocchia contro il petto. Il Capo provò a far notare che quella non fosse effettivamente una posizione comodissima e chiese che si potessero trasferire poco più sotto, sul belvedere dove ogni giorno i turisti si accalcano per godersi il panorama e fare valanghe di foto e, dopo aver sbuffato un po’, la ragazza acconsentì ad una via di mezzo: si spostarono qualche metro sotto, seduti sul cornicione della lanterna, con le gambe penzoloni.

Quasi tutto il tempo del personal fu occupato dalle battute a doppio senso del Sardo e dalle sue lusinghe più o meno pesanti nei confronti della nuova arrivata; alla fine, quando fu il momento di ripartire, il teleporta mise una mano sulla spalla al Capo ed una sulla coscia a Demetra (che lo lasciò fare; ma forse era solamente sconquassata dall’effetto di quel joint) ed esclamò: -Torniamo a casa, così “inquini” il letto di Valeria! Porella: se sapesse che tu hai volato subito, e lei manco si ricorda che può farlo...-

-Jakov non ha mai fatto volare Valeria? Ma perché?-

-No no: Valeria può volare da sola, ma non...-

Il Capo lo zittì e gli rivolse anche uno sguardo di quelli capaci di farti congelare il sangue nelle vene: -Non è il caso di parlare adesso di queste cose: torniamo a casa, su!-

Svanirono, con il solito piccolo boom sonico…

CONTINUA...



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