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Una storia di Voiceinsidemyhead

Questa storia è presente nel magazine Tutto quello che non ti ho detto

Se solo potessi parlarti

Mi piacerebbe parlarti. Ma tu non vuoi parlare con me perché, ancora di più, vuoi vendicarti di me.

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3 minuti

Pubblicato il 14 ottobre 2018 in Storie d’amore

Tags: #Amore #Complicit #Conversazioni #Parlare #Separazione

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A volte mi piacerebbe solamente parlarti. Chiamarti e raccontarti del più e del meno, come facevamo sempre. Raccontarti della mia giornata, della mia famiglia e dei miei amici. Senza pensare di dover litigare per cose che sono successe. Senza pensare che se mi parlassi potresti cominciare a tirar fuori cose per cui provi ancora rancore. A volte mi piacerebbe avere con te una delle nostre solite conversazioni. Quelle in cui ti parlavo di ogni cosa che mi succedeva, e ci lamentavamo della gente che ci circonda e ci scambiavamo le loro confidenze come due complici. Vorrei poterti parlare senza dovermi trattenere, senza avvertire che ti trattieni. Sorridendo se mi va, ridendo alle tue battute che non fai più, perché sopprimi e sopprimiamo ogni emozione. Senza dover aspettare il momento in cui uno di noi dovrà dire qualcosa di sbagliato o inopportuno. Senza dover attendere la parola che scatenerà il tuo odio, le tue frecciate, il mio non sapere cosa dire ma solo sospirare e constatare che non possiamo più parlare. Perché tu vorrai solo cogliere l'attimo giusto per ferirmi. Perché sei rimasto ferito e non riesci a non comportarti di conseguenza. Potremmo anche stare zitti, alla fine. Ma anche senza dir nulla mi parlaresti con gli occhi dicendomi che è inutile. Che non metterai mai da parte il tuo orgoglio per riservarmi parole che non siano intrise di sprezzante ironia. Che se ricominciassi a parlarmi significherebbe ricominciare ad amarmi. E tu non vuoi questo, giusto? Preferisco non parlarti se ci parliamo come due sconosciuti che non si sono mai detti ti amo. Che è come se dovessi ripagarmi tutto l'amore che hai espresso con altrettanta freddezza. Mi basterebbe poterti parlare sapendo che sei vero, che non devi soppesare ogni parola come fai. Odio queste catene in cui ti costringi. A volte mi piacerebbe solo parlarti. Prenderci per il culo come quando tutti gli altri dicevano che saremmo finiti insieme. Ma per fare questo dovresti mettere da parte tutto quello che è successo. E quindi mi piacerebbe poterti parlare. Come quando sedevamo al bancone sul terrazzo e ci chiedevamo che forma avesse piazza del Campo. Come quando sulle sedie della tua cucina ti ho parlato di me. O come quando sei rimasto sul letto ad aspettare che mi sdraiassi accanto a te e io ti ho detto "sto bene qui". Come quando al Duomo mi hai raccontato di te. Come quando sotto la statua del l'elefante, di fronte al pub, mi hai fatto leggere le cose che scrivi. E io stavo su una panchina e ti dicevo che non avevo parole. Ora invece ne avrei tante da dirti. Vorrei abbandonarmi al mio solito flusso di pensieri sconnessi e dubbi esistenziali e domande tanto stupide quanto complesse sapendo che tu mi ascolterai e saprai rispondermi con altrettanti quesiti. Ma devo accontentarmi di parlare col muro ogni volta che provo ad avvicinarmi e tu fai mille passi indietro. E metti la corazza e non mi guardi in faccia. Mi piacerebbe parlarti. Ma tu non vuoi parlare con me perché, ancora di più, vuoi vendicarti di me.


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