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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

I’ll remember … Charles Aznavour

L’ultimo indiscusso ‘poeta’ dell’amore.

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16 minuti

Pubblicato il 10 settembre 2020 in Poesia

Tags: #Amore #Canzoni #Musica #Ricordi

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Charles Aznavour
Charles Aznavour

Dalla data del mio articolo/intervista a Charles Aznavour per Super Sound nel 1974, il cult magazine sulla musica giovane, sono passati moltissimi anni, eppure ricordo come fosse ieri la volta che lo incontrai al Teatro Sistina di Roma, allora tempio della musica in cui passavano i più grandi nomi internazionali. Oggi, dacché se ne è andato per un lungo viaggio, voglio ricordarlo qui per rileggere insieme a Voi alcuni dei suoi testi poetici ispirati, di quello che è stato forse l'ultimo indiscusso poeta dell'Amore.

Lo chansonnier armeno/francese ha dedicato un’intera vita all'intrattenimento musicale. Pensate che a nove anni aveva cantato nel coro della scuola e faceva la sua prima apparizione in pubblico imitando le movenze di Charlot (Chaplin) e cantando alla maniera di Chevalier (Maurice). Qualche anno più tardi trascriveva su spartiti musicali parole rubate all’eterna ‘Musa’ del canto, bellissime canzoni d’amore per lo più ispirate a un altro poeta, l’allora in voga: Jacques Prevert, le cui poesie sull'amore avevano riempito tutti i silenzi intercorsi fra gli innamorati, tutti gli spazi possibili dei loro abbracci e dei loro baci franchi sul lungosenna e non solo.

Copertina del suo primo disco italiano..
Copertina del suo primo disco italiano..
Copertina del suo primo LP francese.
Copertina del suo primo LP francese.

Chi di noi non ha usato le parole di “Questo amore” (di J. Prevert) in cui è detto: «Questo amore, così violento, così fragile, così tenero, così disperato … bello come il giorno e cattivo come il tempo … così vero e così bello, così felice e così beffardo» per esprimere i propri sentimenti? Allora misurarsi con le canzoni interpretate da Charles Aznavour negli anni che furono della ‘grande canzone internazionale’ aveva un senso che oggi forse, potrebbero non voler dire niente, solo perché distante da certi ricordi, ma non per questo le sue canzoni hanno perso qualcosa del loro fascino discreto e/o se volete indiscreto, in grado di dare un senso a una vita vissuta per l’amore. In cui l’amore era per l’appunto la dimensione d’un sentimento sensibile, emotivo, tenace nella sua determinazione. Erano quelli gli anni dei bigliettini dei Baci Perugina, dei Fidanzatini di Peinet, delle straordinarie ‘pellicole’ cinematografiche della ‘nouvelle vague’ francese con firme del calibro di Jean-Luc Godard, François Truffaut, Claude Chabrol, Eric Rohmer, Jacques Rivette, Robert Bresson e di Luc Besson e che oggi per chi non li ha mai visti potremmo dire di non aver mai amato.

"Lei"


Lei, forse sara' la prima che
Io non potro' dimenticar
La mia fortuna o il prezzo che, dovro' pagar
Lei, la canzone nata qui.
Che ha gia' cantato chissa' chi
L'aria d'estate che ora c'e'
Nel primo autunno su di me.
Lei, la schiavitu' la liberta'
Il dubbio la serenita'
Preludio a giorni luminosi oppure bui.
Lei, sara' lo specchio dove io
Riflettero' progetti e idee
Il fine ultimo che avro', da ora in poi.
Lei, cosi' importante cosi' unica
Dopo la lunga solitudine
Intransigente e imprevedibile.
Lei, forse l'amore troppo atteso che
Dall'ombra del passato torna a me
Per starmi accanto fino a che vivro.'
Lei, a cui io non rinuncerei
Sopravvivendo accanto a lei
Ad anni, combattuti ed avversita'.
Lei, sorrisi e lacrime da cui
Prendono forma i sogni miei
Ovunque vada arriverei
A passo a passo accanto a lei.
Lei, lei, lei.


C. Aznavour durante il concerto al Sistina.
C. Aznavour durante il concerto al Sistina.

In Italia erano le immagini del ‘cinerealismo’ di Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Giuseppe De Santis, Pietro Germi, e successivamente di Federico Fellini, e della 'commedia all'italiana' a testimoniare ancor più una realtà improntata sul romanticismo che lasciava all’amore tutto lo spazio di cui aveva bisogno. Una 'realtà' in cui ogni attimo era poeticamente vissuto nell’irrealtà del momento, bello o brutto che fosse, buono o cattivo che la vita dispensava a ognuno, pur sempre all’insegna del grande ‘amore’, del reciproco ‘amore’, dell’eterno ‘amore’ che gli attuali fidanzati e/o compagni forse non conosceranno mai (mi auguro di sì), allo stesso modo.

Ciò non significa che il grande interprete della canzone francese sia ormai archiviato negli scaffali delle rimembranze, quand’anche ci abbia lasciato. Nel suo ultimo tour in giro per il mondo all’età dei ’90 suonati, lo abbiamo ritrovato e in qualche modo riscoperto in forma smagliante con testi in francese, inglese, italiano, armeno e altre lingue senza che la sua voce abbia conosciuto ombra e senza aver perduto la bellezza e l’enfasi poetica che l’ha sempre distinto: ‘Devi sapere’, ‘L’amore è come un giorno’, ‘Come una malattia’, ‘Perché sei mia’, ‘Morir d’amore’, ‘Il bosco e la riva’, ‘Quel che si dice’, ‘She’ (Lei), ‘Del mio amare te’ insieme a tante, tantissime altre, non sono soltanto testi di canzoni, bensì poesie dedicate all’amore che egli ha raccolto e rilanciato nel mondo della musica con sentimento e che tutti ci unisce e accomuna in un unico abbraccio che pure continua a far girare il mondo su cui poggiamo i piedi.

Charles Aznavour
Charles Aznavour

"Ed io, tra di voi"


Lui, di nascosto, osserva te
Tu sei nervosa vicino a me
Lui accarezza lo sguardo tuo
Tu ti abbandoni al gioco suo

E io, tra di voi, se non parlo mai
Ho visto già tutto quanto
Ed io, tra di voi, capisco che ormai
La fine di tutto è qui

Lui sta spiando che cosa fai
Tu l'incoraggi perché lo sai
Lui sa tentarti con maestria
Tu sei seccata che io ci sia

E io, tra di voi, se non parlo mai
Osservo la vostra intesa
E io, tra di voi, nascondo così
L'angoscia che sento in me

Lui, di nascosto, sorride a te
Tu parli forte, chissà perché
Lui ti corteggia malgrado me
Tu ridi troppo, hai scelto già

E io, tra di voi, se non parlo mai
Ho gonfio di pianto il cuore
E io, tra di voi, da solo vedrò
La pena che cresce in me

Oh, no, non è niente, forse un po' di fatica
Cosa vai a pensare? Al contrario
È stata una magnifica serata
Sì, sì, una magnifica serata


È questo l’amore che conosciamo? Forse sì! sembra voler affermare Charles Aznavour con le sue canzoni:


(Riporto qui uno stralcio dell’intervista rilasciata dallo chansonnier ai giornalisti intervenuti alla serata in suo onore al Teatro Sistina di Roma negli anni che lo videro calcare i palcoscenici di tutto il mondo.


«Quando scrivo una canzone cerco sempre di immedesimarmi nei sentimenti più comuni ed esprimere gli stati d’animo che ne derivano. Canto l’amore perché credo che tutto derivi da esso, felice o infelice che sia. […] Dire che tutto è stato rosa per me sarebbe un errore perché anch’io, come del resto tanti prima e dopo di me, hanno conosciuto i fischi, le porte in faccia, il pubblico che ti ignora, e come molti a volte ho pensato che forse era meglio lasciar perdere. […] Le donne, che ho sempre messo al di sopra di tutto e che mi hanno amato, ma che anch’io sbagliando ho tradito per paura d’essere tradito, tuttavia mi hanno fatto uomo. È così che va la vita, l’amore. […] Ringrazio mille volte il cielo d’avermi fatto passare per le tante tribolazioni che ho conosciuto, perché in fine mi hanno permesso di costruire un sogno e di viverlo fino in fondo. Ricomincerei tutto d’accapo nella stessa maniera, se mi fosse possibile. […] In fondo anch’io sono stato uno di voi, “..uno di quei ragazzi che si amano, che si baciano contro le porte della notte, che non ci sono per nessuno, ed è la loro ombra soltanto che trema nella notte … essi sono altrove più lontano della notte”»

Edith Piaf con il giovane C. Aznavour
Edith Piaf con il giovane C. Aznavour

Ma tracciamo qui di seguito un ritratto di Charles Aznavour che ci riporti alla mente la sua lunga carriera di cantante, compositore, scrittore, attore, l’uomo che pur ha vissuto attraverso le sue canzoni, il personaggio del ‘poeta umano’ che egli continua a rappresentare nella vita. Una vita intera spesa all’inseguimento di quell’amore con la ‘A’ maiuscola cui non ha mai potuto rinunciare e che l’ha reso una figura malinconica, dallo sguardo tristemente innamorato dell’amore, che i riflettori del palcoscenico accendono d’una sorta di verità istrionica. Il suo volto fortemente segnato dall'età mette in evidenza i filamenti che uniscono a volte le tessere di un mosaico delle sue molte esperienze vissute, come segni del tempo in un’anima assolutamente sensibile all’emozione che solitamente procura l'aver vissuto intensamente.

‘Perché sei mia’, ‘Ed io tra di voi’, ‘ Ti lasci andare’, ‘L’amore’, ‘ Ieri sì’, ‘Isabelle’, ‘Lucia’, ‘Quel che non si fa più’, ‘Una canzone forse nascerà’, ‘Noi andremo a Verona’, ‘Come è triste Venezia’, ‘L’Istrione’, ‘La Boheme’, sono tutte canzoni dedicate all’amore che andrebbero rilette in chiave ‘poetica’ per non perdere quell’afflato che solo la liricità delle parole riesce a comunicare e che trasmette direttamente al cuore. Canzoni come poesie, in fondo non c'è differenza, entrambe nascono dalla stessa ispirazione degli autori: Charles Aznavour, Georges Garvarentz e altri; così come pure allora ci sono sembrati ispirati i traduttori italiani nel riproporcele: su tutti Giorgio Calabrese e Sergio Bardotti. Nonché i molti maestri cui sono stati affidati gli arrangiamenti, tra i quali Paul Muriat, Claude Denjian, Yvan Jullien, le cui melodie ancora risuonano nell'aria.


"L’amore è come un giorno"


L’amore è come un giorno

Se ne va, se ne va…

L’amore è come un giorno

Abbagliato dal sole

Tormentato dal vento

Ubriaco di pioggia

L’amore è come un giorno

Se ne va, se ne va…

L’amore è come un giorno

Che sempre ti sorride

Che porta la dolcezza

Di una lunga carezza

L’amore è come un giorno

Se ne va, se ne va…

L’amore è come un giorno

Se ne va, se ne va…

L’amore è come un giorno

E parole mai dette

È un felice momento

Come un canto nell’aria

L’amore è come un giorno

Se ne va, se ne va…

L’amore è come un giorno

È sorridere ancora

Ad un viso nel buio

Che non è più lo stesso

L’amore è come un giorno

Se ne va, se ne va....

C. Aznavour con Liza Minnelli
C. Aznavour con Liza Minnelli

"Ti lasci andare"


E tu sei buffa più che mai
Con questa tua severità
Vuoi che stia zitto e invece no
È l'alcol che mi fa parlar
Mi dà il coraggio che non ho
Di confessar la verità
Che sono stufo sia di te
Che della tua malignità
E del tuo corpo che non sa
Tentarmi nell'intimità

Ne ho già abbastanza ti dirò
Di quel carattere che hai
Esasperato finirò
Perché tu esageri lo sai
Sì, sì che lo sai, e come no?
A volte ti strangolerei
Dio, cinque anni adesso tu
Ti lasci andare sempre più

Ah, che spettacolo che sei
Con quelle calze sempre giù
Mezza truccata e mezza no
Coi bigodini ancora su
Io mi domando come può
Un uomo aver amato te
Io l'ho potuto ed oltre a ciò
La vita ho dedicato a te
Sembri tua madre che non ha
Nessuna femminilità
Quando c'è gente salti su
Mi contraddici, parli tu
Con il veleno che c'è in te
Distruggeresti non so che
Bella fortuna che trovai
Il giorno che io ti incontrai
Se tu tacessi ma ora tu
Ti lasci andare sempre più

Sei un tiranno che non ha nessuna sensibilità
Però malgrado ciò che so, tu sei mia moglie
Ed è perciò che basta poco per tentare
Adesso di ricominciare
Per dimagrire un po' di sport
Resta allo specchio un po' di più e poi
Sorridi e finirà l'aria di gelo intorno a te

Invece che tu mi detesti
E fuggi come dalla peste
Prova a tornare quella
Che un giorno tanto tempo fa
Venne cantando incontro a me
E come tanto tempo fa
Ti terrò stretta finché tu
Ti lasci andare sempre più


Nel riascoltarle non ci si deve aspettare un Charles diverso o, come dire, nuovo, perché un ‘poeta’ per dirsi autentico deve mantenere il suo stile, trascinare con sé la sua malinconia senza smettere il suo charm che lo contraddistingue e che, tuttavia, o forse semmai, col passare degli anni assume colorature più forti o più sfumate a seconda dei casi, dove in ultimo è l’assieme che conta. Quel carisma che Charles Aznavour mostra ogni qual volta sale su un palcoscenico e affronta il suo pubblico che instancabilmente è tornato numeroso ad ascoltarlo e ad applaudirlo, allo stesso modo in cui si applaude, il suo costante e veritiero ‘inno all’amore’ che perdura ormai da quasi cento anni.

La maggior parte delle sue canzoni parlano d'amore e nella sua lunga carriera ne ha scritte oltre 1000. Il fatto che canti in sette lingue (francese, inglese, italiano, napoletano, spagnolo, tedesco e russo) gli ha consentito di cantare in tutto il mondo divenendo subito famosissimo. Ha cantato alla Carnegie Hall ed in tutti i maggiori teatri del mondo; ha duettato con star internazionali come Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion, e, in Italia, con Mina e Laura Pausini. Ha collaborato inoltre con Giorgio Calabrese per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni, e in parte con Sergio Bardotti, fino alla metà degli anni settanta; in seguito con Lorenzo Raggi e nel 1989 con Sergio Bardotti e Nini Giacomelli per l'intero album e CD ‘Momenti sì, momenti no’. Ha partecipato al Festivalbar 1972 con ‘Quel che non si fa più’ (canzone poi divenuta colonna sonora di uno spot della Mulino Bianco); inoltre ha partecipato come ospite fuori gara al Festival di Sanremo 1981, presentando il brano ‘Poi passa’, ed al Festival di Sanremo 1989 con la già citata canzone ‘Momenti sì, momenti no’ poi divenuta un successo internazionale.

Gino Paoli canta Aznavour e Brel disco Ricordi 45 giri.
Gino Paoli canta Aznavour e Brel disco Ricordi 45 giri.

"Devi sapere"


Devi sapere ancor sorridere

Quando il bel tempo se ne va',

E resta solo la tristezza,

E giorni di infelicita',

Devi sapere, che in questa angoscia

La dignita' devi salvar,

Malgrado il male che ti senti

Devi partir senza tornar,

Preghi il destino, che ti disarma

Per pieta', non mi far morir

Devi sapere, celare il pianto

Ma il mondo è nato per soffrir...

Devi sapere, lasciar la tavola

Quando all'amor non servi piu',

Alzarti con indifferenza

Mentre in silenzio soffri tu,

Devi sapere, celar le pene

E mascherare il tuo dolor,

Tenere l'odio in te nascosto

E aver l'inferno in fondo al cuor,

Devi sapere restar di ghiaccio

Pur se il cuor, brucia di rancor,

Devi sapere, lasciar la vita

Ma l'amo troppo ancor,

E dirle addio non so'

Devi sapere... ma non lo so'...


Molti interpreti della musica leggera italiana hanno inciso alcune sue canzoni; ricordiamo, tra i tanti, Gino Paoli (‘Devi sapere’, versione italiana di ‘Il faut savoir’), Domenico Modugno (‘La mamma’, inserita dal cantautore pugliese nel suo sedicesimo album: Modugno, del 1964) Ornella Vanoni (‘La boheme’, incisa nel 1968 nell'album ‘Ai miei amici cantautori’, e ‘L'amore è come un giorno’, incisa nel 1970 nel suo LP ‘Ah! L'amore, l'amore’, quante cose fa fare l'amore!), Iva Zanicchi (che all'Artista ha dedicato nel 1971 un intero album; ‘Caro Aznavour’), Mina (‘Ed io tra di voi’, incisa nel 1970 nel suo album ‘Quando tu mi spiavi in cima a un batticuore’), Gigliola Cinquetti (‘La boheme’), Gipo Farassino (‘Porta Pila’, versione di ‘La boheme’ con testo in piemontese), Mia Martini, Enrico Ruggeri (‘A mia moglie’), Renato Zero (‘L'istrione’, incisa nel 2000 nel suo album ‘Tutti gli Zeri del mondo’), Franco Battiato (‘Ed io tra di voi’, incisa dal cantautore siciliano nel 1999 nel suo album ‘Fleurs’), Massimo Ranieri (‘L'istrione’, incisa nel 2006 nel suo album ‘Canto perché non so nuotare...da 40 anni’ e Gilda Giuliani (‘Quel che non si fa più’, incisa nel 1996 nel suo album ‘Serena’).

“Quel che non si fa più”


Qui, nell'oscurità e il chiasso familiare
Del posto più alla moda di tutta la città,
Noi rimaniamo qui per ore ad ascoltare
Nuovi dischi pop, più forte che si può.
Io ti ho incontrata qui dov'eri un personaggio,
In mezzo a tutti quelli della nostra età
E torno qui con te come in pellegrinaggio
E ballo insieme a te, tra il sogno e la realtà

Vieni e riscopri con me
Quel che non si fa più.
Stai guancia a guancia sì
E cuore a cuore sì,
E stringi più che puoi
Le braccia intorno a me.
Stai qui, contro di me,
Stai qui contro di me.

C'è tanta gente lo so
Ma chi la sente più
Facciamo conto che il mondo siamo noi
Almeno fino a che la notte finirà
Stai qui contro di me,
Stai qui contro di me.

Star stretti come noi sembra una cosa nuova,
Qui, persi tra la folla delle coppie in trance,
Che sembran ricordar riti primitivi,
Rimasti quali tali migliaia d'anni fa.
C'è gente intorno a noi che sta ballando insieme,
Ma si direbbe che ognuno fa per sé
Però musica ed amore stanno bene insieme
In questa oscurità che da gioia a me

Vieni e riscopri con me
Quel che non si fa più.
Stai guancia a guancia sì
E cuore a cuore sì,
E stringi più che puoi
Le braccia intorno a me.
Stai qui, contro di me,
Stai qui contro di me.

C'è tanta gente lo so
Ma chi la sente più
Facciamo conto che il mondo siamo noi
Almeno fino a che la notte finirà
Stai qui contro di me,
Stai qui contro di me.

Vieni più vicino,
Lascia perdere gli altri,
È bello star così, no?
Guancia a guancia.
Ti ricordi? Avevo l'impressione
Che ballare così a questo modo
Fosse una cosa da vecchi,
Ti dirò, forse non avevano mica torto.
Le epoche cambiano, l'amore no
Stai qui contro di me
Stai qui contro di me



Adieu, mon ami!



Discografia Italiana: • 1964: Aznavour Italiano, volume 1 (Barclay BL 9022) • 1964: Aznavour Italiano, volume 2 (Barclay BL 9023) • 1966: Dall'Olympia i grandi della canzone francese. C. Aznavour (Barclay BL 9033) • 1968: Oramai Desormais (SIF, SIF/LP 90002) • 1969: In diretta all'Olympia (SIF, SIF/LP 90004) • 1970: Charles Aznavour e le sue canzoni (Barclay, BRC 60014) • 1970: ...e fu subito Aznavour (Barclay, BRC 60015) • 1971-03: Morir d'amore (Barclay, BRC 60020) • 1971: Buon anniversario (Barclay, BRC 60024) • 1972: Canto l'amore perché credo che tutto derivi da esso (Barclay, BRC 60027) • 1973: Il bosco e la riva (Barclay, BRC 60036 • 1975: Del mio amare te (Barclay, BRC 60049) • 1977: Charles Aznavour (Philips, 6308 300.1) • 1978: Un Natale un po' speciale (Philips, 6492 214) • 1989: Momenti sì, momenti no - New Enigma su licenza Musarm prodotto da Charles Aznavour e Georges Garvarentz.


Avatar di Charles Aznavour
Avatar di Charles Aznavour

"L’Istrione"


Io sono un istrione
Ma la genialità è nata insieme a me
Nel teatro che vuoi
Dove un altro cadrà,
Io mi surclasserò
Io sono un istrione
Ma la teatralità scorre dentro di me
Quattro tavole in croce
E qualche spettatore, chi sono lo vedrai
Lo vedrai

In una stanza di tre muri tengo il pubblico con me
Sull'orlo di un abisso oscuro
Col mio frac e con i miei tics
E la commedia brillerà, del fuoco sacro acceso in me
E parlo e piango e riderò
Del personaggio che vivrò

Perdonatemi se
Con nessuno di voi
Non ho niente in comune
Io sono un istrione a cui la scena dà
La giusta dimensione

La vita torna in me
Ad ogni eco di scena che io sentirò
E ancora morirò di gioia e di paura
Quando il sipario sale

Paura che potrò
Non ricordare più la parte che so già
Poi, quando tocca a me, puntuale sono là
Nel sogno sempre uguale, uguale

Io sono un istrione
Ed ho scelto ormai la vita che farò
Procuratemi voi sei repliche in città
E un successo farò

Io sono un istrione
E l'arte, l'arte sola è la vita per me
Se mi date un teatro e un ruolo adatto a me
Il genio si vedrà
Si vedrà

Con il mio viso ben truccato, con la maschera che ho
Sono enfatico e discreto
Versi e prosa vi dirò
Con tenerezza o con furore
E mentre agli altri mentirò
Fino a che sembri verità
Fino a che io ci crederò

Non è per vanità
Quel che valgo lo so
E ad essere sincero
Solo un vero istrione è grande come me
Ed io ne sono fiero.




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