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Una storia di FrancescoMainoldi

suini cannibali

come il mondo cambiò

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5 minuti

Pubblicato il 28 maggio 2020 in Fantasy

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Era roseo come una mongolfiera per bambini, grasso, ben pasciuto. La faccia sorridente. Era un maiale a tutto tondo, ma aveva i giorni contati come tutti i maiali da macello.

La Igi & co era una azienda di produzione di carne suina. Insomma un macello. Il signor Falandra era il direttore ed era un uomo tutto d'un pezzo. Non permetteva alcuno sgarro ai suoi dipendenti. Nelle consegne, negli orari: esigeva il massimo in ogni particolare. Prendeva tutto sul serio e non rideva mai alle battute. Tuttavia, era generoso nei pagamenti e i suoi dipendenti lo rispettavano. Ogni mese passava in azienda il controllo qualità; in queste occasioni il signor Falandra accompagnava i responsabili in eterne guide della fabbrica. In una di quelle guide successe un fatto alquanto strano. Mentre mostrava lo stato di salute delle bestie, il signor Falandra toccò uno dei maiali, e fu morso da uno dei porci. Incurante il signor Falandra continuò con la sua spiegazione, ma improvvisamente i maiali cominciarono a urlare in sincrono e i responsabili si spaventarono.

Il giorno seguente uno degli addetti al mangime si recò dalle bestie e gli fornì la dose giornaliera di cibo. I suini lo aggredirono in quattro e cadde a terra. I maiali ne approfittarono: cominciarono a morsicarlo nel basso ventre, divorandogli le cosce e leccandogli il sangue. Nessuno se ne accorse e in men che non si dica fu sbranato dai maiali. I resti non furono più trovati. Si ipotizzò una fuga di quel dipendente dal luogo di lavoro e il caso fu chiuso. Nondimeno, il caso si ripeté più volte: regolarmente gli addetti alla nutrizione delle bestie sparivano. Il signor Falandra fu interrogato dalla polizia. Il signor Falandra disse che non sapeva nulla e che gli uomini erano spariti senza lasciare tracce. Il detective Barabasi fece rovistare ovunque anche nelle lettiere degli animali.

E ritrovarono un braccio con un brandello di divisa della Igi & co attaccato. Il detective Barabasi disse “ sono stati i maiali”. Tutti lo credettero pazzo, ma per sicurezza vivisezionarono un maiale e trovarono resti di carne umana nel suo apparato digerente. Sequestrarono i maiali e li consegnarono ad un team di esperti. Essi analizzarono il comportamento dei suini e trovarono che effettivamente avevano un comportamento aggressivo che avrebbe potuto portarli a divorare carne umana.

In tutto il paese furono trovati casi del genere e gli scienziati conclusero che una nuova febbre suina, che incattiviva gli animali era in circolo. La produzione di carne suina fu bandita e tutti i maiali furono isolati. Non sapevano se quel morbo potesse contagiare anche gli esseri umani.

E in effetti dopo qualche giorno il signor Falandra si spogliò nudo e aggredì con i denti la sua segretaria. Il morso di quel maiale lo aveva contagiato. In pochi attimi, il governo vedendo il possibile rischio di una diffusione del morbo nella popolazione decise di abbattere quei suini. Fecero una strage e furono uccisi più di un milione di maiali. Il sangue colò a fiumi quel giorno.

In un paesino del Sud una coppia di giovani stava passeggiando sul lungo mare con il chiaro di luna, quando all'improvviso da un cespuglio spuntò una donna nuda che stritolo con una forza sovraumana il fidanzato e ne morsicò il collo. La fidanzata scappò appena in tempo.

Una donna stava accudendo il proprio figlio di un anno. Stava parlando con il marito serenamente, ma in pochi attimi quella situazione tranquilla si trasformò in una tragedia: la donna strangolò il figlio e ne morse la carne. Il marito non fece in tempo a intervenire.

La gente era diventata cannibale e le strade furono invase da uomini e donne nudi che attaccavano chicchessia. Talvolta questi indemoniati si mangiavano fra loro, non avendo altra possibilità di consumare carne umana. La crescita era stata così esponenziale che le forze armate non avevano avuto il tempo per contenere l'ondata.

In questa terribile situazione ci troviamo a casa di Giacomo e Elena. Loro erano fra gli ultimi esemplari sani all'interno del paese. Alla radio vietavano tassativamente di uscire di casa e invitavano a ricorrere alla violenza nel caso di un avvistamento di uno di “loro”.

Avevano un fucile in casa e scorte per un mese. Nonostante tutto fecero l'amore e stavano tutta la notte abbracciati. Erano due innamorati, i quali sopraffatti dalla paura si chiusero in un mondo tutto loro ed essendo che vivevano al quinto piano poterono isolarsi da tutto il resto. Dopo un mese uscirono di casa per necessità e si resero conto che non c'era più nessuno. Evidentemente “loro” si erano mangiati gli altri esseri umani nella zona e poi non trovando altro tipo di carne si erano mangiati fra di loro. Elena cominciò a piangere di fronte a quella desolazione. Giacomo l'abbracciò e disse “ Dobbiamo essere forti e superare questo momento”. Elena rispose stupefatta “Quale momento? È ormai una condizione permanente. Non ti rendi conto che il mondo è finito?”

Giacomo non rispose e la baciò. Lei si discostò da lui e fece un'espressione arrabbiata. Era in lacrime e i baci di Giacomo non l'avrebbero certo consolata.

“Dobbiamo trovare del cibo” disse Giacomo. Elena non rispose e lo seguì macchinalmente. Per sicurezza Giacomo si era portato il fucile dietro. Andarono in un supermercato abbandonato lì vicino e presero delle scatolette di fagioli. Mangiarono in casa; quando all'improvviso sentirono le urla di una donna dalla strada. Era inseguita da una di “loro”. Allora Giacomo prese il suo fucile e sparò a quella cosa, che non si poteva più dire umana. La donna si avvicinò al suo salvatore e bofonchiò alcune parole di ringraziamento. Le offrirono ospitalità.

Vissero in quelle condizioni per mesi, prendendo l'acqua dalle scorte del supermercato e stessa cosa per il cibo. Ascoltavano la radio, ma l'unico canale funzionante mandava in loop una voce registrata che ripeteva le stesse raccomandazioni di sopravvivenza. Non incontrarono altri durante quei mesi e strutturavano le giornate nello stesso modo.

Un giorno Giacomo si suicidò, senza lasciare niente di scritto. Rimanevano Elena e quella donna che avevano salvato. Ormai non dormivano più la notte: sentivano continuamente i rumori di “loro” che camminavano per le strade che si mangiavano fra di loro. Allora non sopportando più quella situazione la donna che avevano salvato si sparò un colpo in bocca. Elena si sentì l'ultima persona sulla faccia della terra e non le rimase che un'opzione: buttarsi dal balcone come aveva fatto Giacomo. Lasciò qualcosa di scritto:

la vita è meravigliosa, ma in questo momento non vale la pena viverla.


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