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Una storia di CuorDiPolvere

Arpie

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1 minuti

Pubblicato il 20 giugno 2019 in Poesia

Tags: #Arpie #Illusione #Peccato #Poverta #Presunzione

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Alle acide zitelle che balbettano dai balconi d'oro altissimi: sappiate, allora, che non il mondo v'odia; semmai voi odiate il mondo.


Non come l'odierei -e l'odio- io, che nel bisogno del possesso e dell'avere sent'odor di sterco e sudiciume; ma dello stesso mastico rognoso che han le bestie quando mancano la preda.


C'è da dire, anche, che odio chiama odiare ed il peccare, pure: non c'è profumo che regga per nascondere il puzzo che fate, né conciature eccentriche e succinti abiti da maschera.


Il serpente che vi mozzica le braccia e v'avvelena, voi, l'avete scambiato per tenero domestico -letto di spine-, trono inarrivabile e torre altissima.


Ed è risaputo, pure dagli sciocchi, che tanto più in alto ti metti, tanto più forte è la botta quando cadi.


Quindi vi prego, presuntuosissime signore dal malore facile, di scalare abbasso il vostro nido d'arpie: di spazzatura abbonda il mondo; il diavolo vi ha ricucito le ferite al cuore con filo spinato.


Forse, amareggiando come voi amareggiate, per guarire vi serve un abbraccio solamente.


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