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Una storia di Katzanzakis

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Lipsos

343 visualizzazioni

1 minuti

Pubblicato il 14 gennaio 2019 in Poesia

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Corre lo sterrato

tra arbusti spinosi

e vegetazione aspra.

Ho nelle orecchie

ancora

la voce forte

del vento di ieri

col suo soffio anforico

a scuotere le tamerici.

Oggi

è un letargo di suoni

mentre il mare si offre

alle prime vele

e ad un variopinto

sorvolo.




Salgono

con passi veloci

sui sassi infuocati

il manto nero

e bianco

appena mosso dal vento

le piccole zampe

a indovinare anfratti

e superare balze

scoscese.

Uno scampanellare

come di oratorio

a ricordare

che han conosciuto l’uomo.




Cavalca piano

sul piccolo cavallo baio

l’uomo che porta l’acqua

agli armenti

lungo le strade bianche

dell’isola

che accarezzano il mare.

A tratti una sosta

un sasso lanciato

lontano

per la gioia del cane

e già una scia leggera

di campanelli

segnala

l’avvicinarsi delle capre.




Passi sommessi

nel buio del ritorno

in compagnia di lucciole

e di stelle.

Alla sinistra il mare

e rare luci

a marchiare la notte

senza dolore e strida.

Ad attenderci

un ouzo ghiacciato

quattro chiacchiere

e ancora le stelle

in alto.



L'uomo degli armenti
L'uomo degli armenti
Oltre le pietre, il mare
Oltre le pietre, il mare
Bellezze al bagno
Bellezze al bagno

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