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Una storia di Katzanzakis

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #tempodiinizi

Tutto è già stato scritto

#tempodiinizi

368 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 12 gennaio 2019 in Altro

Tags: #spuntidiscrittura #tempodiinizi

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Tutto è già scritto, tutto è già stato scritto, verrebbe da dire: il nostro baldanzoso passato di giovani ai primi confronti con la vita; il nostro oggi, talora faticoso, talora struggente per la malinconia, altre volte, a dispetto di tutto, felice per le piccole gioie che ancora ci abitano; il nostro futuro, quale che sia.


In uno splendido haiku, un pilota giapponese, caduto a 22 anni in combattimento, scriveva:


se solo potessimo cadere

come i fiori di ciliegio in primavera

così puri, così luminosi”.


Poesia dell'effimero? Forse, ma di cos'altro si occupa la poesia, che scava nella vita non cercando risposte (chi saprebbe trovarle?), ma coltivando l'illusione di suscitare un ricordo, un'emozione, un trasalimento, qualcosa che ci restituisca un senso di appartenenza, un destino condiviso...

Che importa se nessuno leggerà il nostro messaggio in bottiglia, affidato all'inclemenza (alla clemenza?) del mare? Solo per averlo scritto, come in questo bellissimo haiku di Takai Kito, abbiamo dato un senso di continuità, rafforzando il nostro legame con il Tutto:


sul bambù che segna

una sepoltura

una libellula”.


Continuità, forse è davvero questo che dà un senso al nostro attraversare la vita, in linea con la scritta che si può trovare nella Cripta dei Cappuccini di Nostra Signora della Concezione, a Roma: “Noi eravamo quello che voi siete e quello che noi siamo voi sarete”.


E ancora, così scriveva, nel 1700, un altro grande Hayin, Yosa Buson:


ah! La fiamma che passa

da una candela all'altra

serata di primavera”.


Fiamma che passa da una candela all'altra, un nuovo inizio dopo una fine...


E a dare sostanza a questa “staffetta” di emozioni, i sogni, i tanti sogni che popolavano il nostro giovane presente di un tempo. Qualcuno di noi li ha realizzati? Forse si, anche se in modo diverso, come è logico che sia, avendo ognuno aspettative diverse.


E tuttavia davvero non è questo l'importante, perché se c'è una cosa, una sola, che il trascorrere degli anni mi ha insegnato, è che è tra il desiderio e il suo appagamento che noi viviamo.


Ed è per questo che è importante continuare a coltivare sogni, se vogliamo continuare a vivere.



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