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Una storia di Flow

Questa storia è presente nel magazine Due diari

Capitolo 1

Ho scelto

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3 minuti

Pubblicato il 27 giugno 2019 in Storie d’amore

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Se dovessi scegliere tra il mio benessere e la nostra amicizia, cosa sceglieresti? E sì, sì, lo so che è una domanda che può sembrare stupida e inutile ma prima che tu mi interrompa fammi spiegare perché è in realtà una domanda complessa e allo stesso tempo facile e per niente stupida. Lo so che la tua prima obiezione sarà non devi rinunciare a nessuna delle due cose, niente che tu possa dirmi può mettere fine alla nostra amicizia, valido punto. Però se proprio dovessi scegliere penso che anche tu sceglieresti quello che sto per scegliere io. Se ci fosse un modo per far convivere le due cose non staremmo facendo questa conversazione in questo momento, fidati. Ci ho pensato tanto e ci ho pensato a lungo. Perché non te l’ho detto prima mi chiederai. Proprio perché ci ho pensato tanto e ci ho pensato a lungo. È stata una scelta molto egoistica da parte mia e per questo ti chiedo scusa. Ci ho messo tanto proprio perché sapevo che avrei dovuto scegliere e già sapevo cosa avrei scelto, ma ho provato comunque ad arrovellarmi su ogni possibile scenario. Cercavo di vedere ogni possibilità, ogni possibile futuro. Sì esatto come Doctor Strange. Alla fine ho capito, mi sono arresa. Ho capito che era arrivato il momento di scegliere e quindi eccoci qui. Non ci sono possibilità in cui salviamo entrambe le cose. Quindi vedi in questo senso è stata una scelta facile. Facile, si fa per dire. Una parola, facile. Ma alla fine sì, facile è la parola giusta. Perché alla base di ogni vera, profonda amicizia sta l’amore verso l’altra persona e il desiderio che l’altro stia bene, sempre. Quindi è stato facile, scelgo il tuo benessere. Anche se vuol dire togliere un po’ di felicità dalla mia vita. E dalla tua. Qui è stata l’altra parte difficile. Meglio la felicità ignorante, o l’ignoranza felice, o la triste consapevolezza? Meglio sapere e soffrire o non sapere affatto e andare avanti così, come siamo ora, felici? Questa domanda è stata un po’ più difficile ma alla fine ricadiamo sempre lì. Non posso scegliere per te un futuro costruito sulle bugie. Sei troppo importante, sei una parte di me, non potrei mai scegliere una cosa simile per me. Quindi non posso sceglierlo neanche per te. Quindi, ricapitolando, ho scelto un futuro triste e consapevole, e un futuro in cui non siamo amiche. Che poi dire che non saremo amiche è una cosa abbastanza ridicola, mi fa pensare alle elementari, ai bigliettini e alle amicizie durate 5 ore. Lo so che la nostra è amicizia vera e non si potrà mai debellare. Mica è una malattia. Resterà sempre dentro di noi, faremo sempre parte l’una dell’altra. Solo, non saremo insieme. E scelgo questo per il tuo bene, perché so che ti servirà tempo per guarire da una ferita profonda e io sarei solo il sale sulla ferita. Sarebbe come mettersi a dieta e avere una torta sacher nel frigo. Ok, non il migliore esempio. Ma andiamo avanti. Penso di averti detto tutto, no? Se non si fosse capito scelgo il tuo bene perché lo richiede la nostra amicizia, non c’è altro modo. Se scegliessi l’amicizia e il silenzio, non avrei scelto l’amicizia affatto. Scelgo il futuro triste, per il tuo bene. Credo che questo discorso sia esaustivo, no? Cioè, ho esposto le mie ragioni in modo inconfutabile credo, non c’è modo in cui tu possa ribattere. Ora devo solo dirtelo negli occhi. Nei tuoi occhi, non nei miei. Lo specchio non vale.

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