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Una storia di Sepulzio

Sepulzio

Fumare, alle volte, fa male

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2 minuti

Pubblicato il 02 giugno 2020 in Altro

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La solitudine spinge Sepulzio nel deserto.
Per quale motivo la solitudine possa spingere un uomo come Sepulzio a vagare nel deserto è oltre la mia comprensione.
Forse, circondarsi del puro nulla desertuale è per Sepulzio un buon modo per scacciare quella solitudine che si nasconde nei più profondi tagli dell'anima.
Forse, prendere di petto la solitudine è per Sepulzio il modo più intelligente di affrontarla con la speranza di vincerla.
O forse, Sepulzio è solo un idiota.
Uscito da quello sgarrupo che continua a chiamare casa, Sepulzio sella il suo cavallo ed inizia a fumare.
Il cavallo è pronto ed impaziente, e, proprio per questo, Sepulzio non può non perdere quanto più tempo possibile fumando.
Qualche minuto fa, Sepulzio ha avvertito l'inarrestabile necessità di correre fuori, sellare il cavallo e partire alla ricerca di Dio solo sa che cosa.
Ora che tutto è pronto per la sua partenza, Sepulzio deve fumare seduto su un sasso, guardando l'orizzonte con sguardo ebete e compiaciuto.
Come ho già detto, è probabile che Sepulzio sia un idiota.

Finito di fumare, Sepulzio è incerto su cosa fare poiché non è più sicuro che la solitudine di cui qualche minuto prima era intriso sia adesso molto rilevante.
Sepulzio ama fumare, e farlo lo mette di buon umore.

Quello che Sepulzio non ha considerato è che fuori la stalla non è solo.
Sepulzio ha dimenticato che la solitudine di cui era prigioniero fino a poco tempo prima era frutto del meticoloso lavoro di collaterale persecuzione portato avanti dall'uomo col fazzoletto.
Sepulzio ha dimenticato l'uomo col fazzoletto.
Ovviamente, l'uomo col fazzoletto non ha dimenticato Sepulzio.

L'uomo col fazzoletto non crede ai suoi occhi quando vede Sepulzio abbandonare l'orrore edilizio in cui è stato confinato per quasi 13 anni.
Lo stupore è tale che l'uomo col fazzoletto lascia a Sepulzio il tempo di una lunga, lenta ed inutile fumata.

Quando l'ultimo rivolo di fumo si è dissipato nel secco vento di una domenica pomeriggio, l'uomo col fazzoletto estrae la pistola, mira e spara Sepulzio precisamente nell'occhio destro.
Sepulzio crolla a terra e l'uomo col fazzoletto è finalmente libero.



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