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Una storia di Athal

Questa storia è presente nel magazine Riflessioni

Why we hate

L'origine dell'odio

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8 minuti

Pubblicato il 28 agosto 2020 in Didattica

Tags: #abramovic #animalerazionale #aristotele #bacone #filosofia

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English text / testo italiano

Ladies, Gentlemen, Non-binaries

We are beasts.

Do not take it as an offence, as it is not meant to be.

It is just a fact. A mere biological fact. Either you believe God created us ‘’in his own image, in his likeness’’ or helium and hydrogen inflated creating the universe, what does not change is that we were moulded as every other animal.


Aristotle’s definition of man is ‘’rational animal’’, meaning that basically we are not different from other creatures, but what distinguishes us is rationality. My interpretation of that definition is that in us there is the perfect innate balance between heart and brain, impulsivity and restrain. Plato defined the first term of the couples as the ‘white horse’, a side of the soul that leads us to impulsive positive actions towards others, and the second as the ‘charioteer’, a side that will act with rationality and cold-heartedness to preserve the individual and the species. The concept associated with the charioteer is not evil on its own, but its degeneration is comparable to a ruthless dictator moved by the best intentions. When the two parts work together our actions are dictated by humanity and resoluteness, but what happens when we break the balance and the white horse is the one to perish? What if it already happened?


Back in the early 1600s the English illuminist Francis Bacon wrote one of his most important works: the ‘Novum Organum’, in which he displays the idea of ‘Regnum Hominis’, claiming that the purpose of human knowledge is to do, to act using the technique. Through the observation of the phenomena of nature, man can anticipate, control and modify them obtaining the maximum advantage: knowledge is power. However, Bacon sees the understanding of the order of nature not as the end of learning, but as a means to lead science (scientia operativa) and humanist disciplines to a common moral direction, which, according to the philosopher, matches the Christian philanthropy.

In other words we could compare the scientist to a child who plays with Lego bricks: at first he struggles at matching the pieces together, than he observes the shape of the brick and learns how to build different things; at this point he owns the choice to create either a tank or a bridge.

In light of that explanation it looks clear that we chose the tank option, because the ‘charioteer’ only extracted from Bacon’s philosophy the aim of ‘utility’ and the ‘commodities of life’ to reach the human welfare. Placing ourselves at the centre of our interests, we moved back our home’s healthiness. We chose luxury over animals’ lives, trading over Amazon rainforest, petrol over peace and industry over the air we breathe.

If we have been able to abuse of our home in such a cruel way, ignoring that it would have affected each one of us, what might we be able to do to other people, whose pain does not affect our lives?



Artist Marina Abramovic demonstrated, with her installation Rhythm 0, how people who have the chance to abuse of someone soon or later will, as if they feel allowed to do whatever they want if they do not have to pay the consequences and the victim cannot oppose.

Whereas if people suffer, but it is not because of us, then it is not our business at all, is it? Is it the reason why we got used to seeing people killing and dying and hating and depriving others of their freedom? Apparently it is no big deal if people die in the middle of the Mediterranean Sea since they knew what they were going to face. Apparently it is not racist to say <<people should farm their own homeland>>, <<help them in their own homes>>. Apparently it is not wrong to be discriminated and abandoned and beaten for not being ‘straight’, or a man, or white. And apparently it is not cruel to claim it all is someone else’s problem. What is left of ‘’Homo sum: humani nil a me alienum puto’’?


When did we stop calling the World ‘home’ and caring of its wellness, considering others ‘brothers and sisters’ in spite of colour, sex, sexual orientation, religion, ethnicity, or ‘race’ as some people prefer? What are those things if not adjectives and secondary qualities of a person; pieces of a greater puzzle. We need to go back to the animal we have deep inside in order to move forward to a future in which unity does not mean the elimination of differences, but instead the preservation and respect of what makes every individual unique. It is never too late to repair to our mistakes, so long as we are ready to take our responsibilities, to stand up for what is right and to love.

Signore, Signori, Non-Binari

Noi siamo bestie.

Non consideratela un’offesa, in quanto non ha intenzione di esserlo.

Si tratta solo di un fatto. Un mero fatto biologico. Sia crediate che Dio ci abbia creati ‘’a sua immagine e somiglianza’’ o che elio e idrogeno abbiano originato l’inflazione cosmica generando l’universo, a non cambiare è il fatto che noi fummo modellati come qualsiasi altro animale.


La definizione aristotelica dell’uomo è ‘’animale razionale’’, a significare che essenzialmente non siamo differenti dalle altre creature, ma ciò che ci distingue è la razionalità. La mia interpretazione di tale definizione è che in noi esiste il perfetto equilibrio innato tra cuore e cervello, impulsività e controllo. Platone ha definito il primo termine delle coppie come il ‘’cavallo bianco’’, una parte dell’anima responsabile delle nostre azioni impulsive volte al bene degli altri, ed il secondo come ‘’l’auriga’’, un lato che agisce con razionalità e sangue freddo per preservare l’individuo e la specie. Il concetto associato all’auriga non è di per sé malvagio, ma la sua degenerazione è paragonabile ad uno spietato dittatore mosso dalle migliori intenzioni. Quando le due parti lavorano in accordo le nostre azioni sono dettate da umanità e risolutezza, ma cosa accade quando questo equilibrio viene spezzato ed a soccombere è il cavallo bianco? E se fosse già accaduto?


Agli inizi del ‘600 l’illuminista inglese Francis Bacon scrisse una delle sue opere più importanti: il ‘Novum Organum’, nel quale espone al pubblico l’idea del ‘Regnum Hominis’, affermando che lo scopo della conoscenza umana è il fare, l’agire usando la tecnica. Attraverso l’osservazione dei fenomeni naturali, l’uomo li può anticipare, controllare e modificare ottenendone il massimo vantaggio: il sapere è potere. E tuttavia Bacon vede l’apprendimento dell’ordine della natura non come la fine della conoscenza, ma come un mezzo per guidare la scienza (scientia operativa) e le discipline umanistiche ad una comune direzione morale, la quale, secondo il filosofo, corrisponde alla filantropia cristiana.

In altre parole potremmo comparare lo scienziato ad un bambino che gioca con i mattoncini Lego: dapprima fatica ad incastrare i pezzi assieme, poi osserva la loro forma ed impara a costruire diverse cose; a questo punto possiede la facoltà di scegliere se costruire un carrarmato o un ponte.

Alla luce di questa spiegazione appare chiaro che abbiamo scelto l’opzione del carrarmato, poiché l’auriga ha estratto dalla filosofia baconiana solo l’obiettivo dell’’utilità’ e delle ‘primarie necessità della vita’ per raggiungere il benessere degli uomini. Ponendo noi stessi al centro dei nostri interessi, abbiamo posposto la salute della nostra Casa. Abbiamo considerato il lusso al di sopra della vita di animali, il commercio al di sopra della Foresta amazzonica, il petrolio al di sopra della pace e l’industria al di sopra dell’aria che respiriamo.

Se siamo stati capaci di abusare della nostra casa in un modo tanto crudele, ignorando gli effetti che ciò avrebbe avuto su ognuno di noi, cosa arriveremmo a fare ad altre persone, il cui dolore non ha conseguenze sulle nostre vite?


L’artista Marina Abramovic ha dimostrato, con la sua installazione Rhythm 0, come le persone a cui viene data la possibilità di compiere abusi su qualcuno prima o poi lo faranno, come se si sentissero autorizzate a fare qualsiasi cosa vogliano se non devono pagarne le conseguenze e la vittima non vi si può opporre.

Mentre se qualcuno soffre, ma non è per nostra responsabilità, allora non ci riguarda affatto, giusto? È forse questa la ragione per cui siamo ormai abituati a vedere persone uccidere e morire e seminare odio e privare altri della loro libertà? Apparentemente non è un grande problema se delle persone muoiono nel mezzo del Mar Mediterraneo dato che sapevano a cosa andavano incontro. Apparentemente non è razzista dire <<ognuno deve coltivare la propria terra>>, <<aiutiamoli a casa loro>>. Apparentemente non è sbagliato essere discriminati e abbandonati e bastonati per non essere etero, o uomo, o bianco. E apparentemente non è crudele affermare che tutto ciò è un problema di qualcun altro. Cosa ne è di ‘’Homo sum: humani nil a me alienum puto’’?


Quando abbiamo smesso di chiamare il Mondo ‘Casa’ e preoccuparci del suo benessere, di considerare gli altri ‘fratelli e sorelle’ a prescindere da colore, sesso, orientamento sessuale, religione, etnia, o ‘razza’ come preferiscono alcuni? Cosa sono questi se non aggettivi e qualità secondarie di una persona; pezzi di un più vasto puzzle. Abbiamo bisogno di ritornare all’animale che è in noi al fine di costruire un futuro nel quale unione non sta ad indicare l’eliminazione delle differenze, ma al contrario la preservazione ed il rispetto di ciò che rende ogni individuo unico. Non è mai troppo tardi per porre rimedio ai nostri errori, fintanto che siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, a lottare per ciò che è giusto e ad amare.



Fonti:

‘’Filosofia-La ricerca della conoscenza 1A / 2A’’ R. Chiaradonna, P. Pecere

‘’Order of man, order of nature: Francis Bacon’s idea of ‘dominion’ over nature’’ E. Montuschi

‘’Rhythm 0. Quando Marina Abramovic sconvolse il pubblico napoletano’’ A. Maselli (artslife.com)

‘’Dulce ridentem-cultura e letteratura latina 1 (Heauontimorumenos-Terenzio)’’ G Garbarino, L. Pasquariello


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