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Una storia di IBonamiciFredducci

Coprifuoco

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7 minuti

Pubblicato il 18 ottobre 2020 in Storie d’amore

Tags: #distopia #coprifuoco #lockdown #futuro #amore

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“Look what you’ve done” dei Jet, diffusa da una piccola e zozza cassa wifi di forma cilindrica, era al culmine…

Il modesto bilocale, illuminato poco e male ed invaso da cianfrusaglie di ogni tipo, puzzava esageratamente di fumo. Le troppe sigarette avevano ingiallito le pareti anche se, a dire il vero, magari erano gialline di sue, e tempo ed umidità le avevano invecchiate…

Un laptop di dimensioni generose, con uno strano simbolo illuminato sul coperchio del display, se ne stava in stand-by confortevolmente poggiato su una base raffreddante, sull’angolo di un piumone blu con una fantasia composta da una miriade di ananas: la tastiera retroilluminata lampeggiava e si faceva un gran numero di trip luminosi. Il piumone non era su un letto, ma steso direttamente sul pavimento...

L’angolo cottura era il più in ordine di tutta la casa, eccezion fatta per una teglia con dentro della verdura che languiva perfettamente a metà di una doppia piastra ad induzione portatile, appoggiata sui vecchi fornelli a gas inutilizzabili ormai da tempo: pareva domandarsi quando accidenti le avrebbero regalato un po’ di calore…

Lo splendido brano fu sovrastato dal suono registrato della sirena modello “contraerea nella seconda guerra mondiale” che, quando terminò, lasciò il posto alla voce femminile apatica e priva di emozione, anch’essa registrata che, diffusa dagli altoparlanti integrati in ogni lampione lungo le strade della città, annunciò come ogni sera alle 21:55:

-A TUTTI I CITTADINI, ATTENZIONE!!! STA INIZIANDO IL COPRIFUOCO!!! STA INIZIANDO IL COPRIFUOCO!!!! TRA 5 MINUTI VERRANNO SPENTE LE LUCI E RICORDIAMO CHE NON SARA’ PERMESSO USCIRE DI CASA FINO ALLE 6 DEL MATTINO: CHIUNQUE SARA’ SORPRESO FUORI DALLA PROPRIA ABITAZIONE SENZA UN PERMESSO STRAORDINARIO RIPORTANTE IL TIMBRO DELLE FORZE DI SICUREZZA NAZIONALE VERRÀ’ IMMEDIATAMENTE ARRESTATO!!! RIPETO: CHIUNQUE SARA’ SORPRESO FUORI DALLA PROPRIA ABITAZIONE SENZA UN PERMESSO STRAORDINARIO RIPORTANTE IL TIMBRO DELLE FORZE DI SICUREZZA NAZIONALE VERRÀ’ IMMEDIATAMENTE ARRESTATO!! BUONANOTTE CITTADINI E RICORDATE: “LA GUERRA E’ PACE”, “L’IGNORANZA E’ FORZA”, “LA LIBERTÀ’ E’ SCHIAVITÙ’-!!!!

Marzio balzò di scatto a sedere, si strusciò gli occhi e bestemmiò. Emilia non si destò dal proprio sonno per la voce che annunciava il coprifuoco, ma per lo scatto dell’uomo a cui era abbracciata.

-Cazzo...il coprifuoco...ora non posso tornare a casa!-

Con una nota lasciva la ragazza domandò lui se la cosa fosse così terribile, al che quello rispose: -Assolutamente no; ma avevo promesso agli altri che avrei portato loro un po’ di “Disadorna” per fargli passare una bella serata!!!!!!-

Anche Emilia passò dalla posizione sdraiata a quella seduta e, fissando la vecchia bottiglia di vetro col tappo a molla che se ne stava, vuota ma con tracce di liquido giallastro sul fondo, in piedi accanto ad un curioso monticello di sciarpe sdrucite, ridacchiò e sentenziò: -Dovevi ricordarti della promessa che avevi fatto a loro, prima di scolarti quella bottiglia assieme a me...e poi crollare!-

-Già...oddio...vedo ancora i mostri… Stavo dormendo così bene...cazzo. Questo annuncio malefico...ormai lo sento da quando ero un ragazzo, eppure non mi sono ancora abituato! Poi sta novità dei motti finali che hanno inserito da un po’ di tempo: si può sapere perché hanno citato “1984”? Che ironia da stronzi...-

-Cos’è 1984?- chiese la ragazza, spalancando in segno di curiosità i suoi grandi occhi scuri ed avvicinandoglisi.

Marzio le fece cenno con la mano sinistra di parlare a voce bassa e, da quel momento, continuarono a conversare praticamente sussurrando: nonostante la musica alta, qualcuno dei Controllori delle Forze Di Sicurezza Nazionale avrebbe potuto sentirli o magari la dirimpettaia avrebbe captato qualcosa allertando subito, da brava Informatrice ligia al suo dovere, la Guardia dell’Isolato.


-Beh...con la tua domanda hai risposto alla mia: lo hanno citato perché i giovani come te nemmeno sanno che è, visto che i libri non di Regime son spariti da tanto tempo...-

-Quindi era un libro?-

-Uno dei più grandi capolavori distopici di tutti i tempi; anche se personalmente il mio preferito resta “piano meccanico” di Vonnegut...-

-Che vuol dire “distopico”?-

-Oh, Madre Santissima… Vedi, briciolina di pane, beh...la distopia è esattamente il posto dove sei nata e cresciuta; solo che un tempo era fantasia…-

Alzandosi la vistosa frangia con la mano sinistra e mettendo su un’espressione davvero interrogativa, Emilia si lamentò del fatto che non riusciva a comprendere e quindi Marzio spiegò un po’ più chiaramente, dopo essersi guardato intorno in cerca del necessario per rollare una sigaretta.

-Un tempo si scrivevano libri e si giravano film e serie tv su Nazioni governate da Dittature totalitarie oppressive e violente, che governavano il popolo col pugno di ferro controllando la vita di ogni cittadino quasi secondo per secondo, limitando al massimo le libertà personali e imponendo l’uniformazione più totale, l’impoverimento culturale e magari una società dalle gerarchie quasi militari...-

La ragazza esclamò: -Stai scherzando?????-

Di nuovo il gesto con la mano, invitandola a tenere la voce bassa, poi la risposta: -No, tesoro… Il romanzo “1984” è stato scritto nel 1949… Ora io non so se chi ha scritto i capolavori distopici sia riuscito in qualche modo a vedere il futuro, o tutti gli Stati che hanno messo su sti deliri tirannici vi si siano ispirati...o bene o male sia semplicemente l’ennesima prova del fatto che nella Storia, stringi stringi, di nuovo succede poco perché è tutto un insieme di corsi e ricorsi; fatto sta che quello che un tempo era un filone di fantasia dall’immenso fascino, da ormai vent’anni è realtà in quasi tutto il Pianeta...realtà e normalità, cazzo...-



Si sdraiarono nuovamente entrambi ma Emilia qualche secondo dopo, giusto il tempo di afferrare una vecchia coperta di lana e coprire entrambi con cura, per poi adagiarsi sul petto di lui con un sospiro rilassato: il coprifuoco era iniziato e Marzio sarebbe rimasto a dormire lì.

Lui le passò la sigaretta e, dopo un tiro, quella tornò a parlare: -Tu...tu hai il doppio dei miei anni...-

-Tecnicamente non è vero, bambina...comunque a dire il vero inizio a sentire il tempo che passa; ma che c’entra?-

-Ricordi ancora com’era “prima”?-

-Come se fosse ieri, giuro: nonostante siano trascorsi 20 anni dall’inizio di questo delirio a me pare che siano passati solo un paio di giorni...-

-Me ne hai raccontate di cose; ma non mi hai mai detto se davvero si stava bene, in quello che tu chiami “il mondo libero”-

-All’epoca non pensavo di stare proprio bene...all’epoca nessuno pensava di stare bene sul serio: eravamo tutti bravi a lamentarci perché fondamentalmente non eravamo mai contenti e non ci andava mai bene niente. Eravamo viziati e volevamo di più, pretendevamo di più, non apprezzavamo le piccole cose...-

-Potevate lamentarvi?-

-Potevamo, e lo facevamo sempre: ci lamentavamo e polemizzavamo così tanto che nemmeno comprendevamo quanto fossimo fortunati a poterlo fare; ma ora io lo capisco… Tutti quelli hanno vissuto nel mondo libero lo capiscono senz’altro… Darei qualsiasi cosa per poter tornare a lamentarmi per quelle che all’epoca sembravano cose gigantesche...e invece erano totali minchiate-

-C’era speranza, c’era eccitazione per il futuro??? Eri felice?-

Marzio le coprì scherzosamente la testa con la coperta, come per non farla parlare più: -Ma che domande fai???? Dai...smettiamola di parlare di queste cose; piuttosto apriamo la bottiglia di Disadorna che avrei dovuto portare agli altri...-

Emilia sgattaiolò da sotto la coperta e, raggiunto a quattro zampe il frigorifero (antidiluviano), lo aprì ed afferrò una boccia gemella di quella che avevano già finito, tornandosene nel giaciglio.

Marzio le -Potrà sembrarti strano...ma io sono in un letto...-

-Un letto????-

-Vabbè...siamo sdraiati al caldo, e il piumone su cui lo siamo è molto morbido! Comunque sono qui con una splendida ragazza che ha 20 anni meno di me e che mi ha appena mostrato il culo andando a prendere a 4 zampe una bottiglia di un alcolico fatto in casa...che probabilmente è velenoso e ci toglierà anni di vita, ma sballa un sacco! QUESTA E’ FELICITA’. Io sono felice, in questo momento...-

Dette una bella gozzata dalla bottiglia per passarla a lei e, dopo averle dato un dolce bacio sulla fronte, concluse: -Se ci beccano con questo liquore ci spediscono ai lavori forzati per almeno un mese, se hanno sentito le cose di cui abbiamo parlato poco fa tu ti ritrovi a fare la prostituta in un bordello per militari e a me probabilmente mi giustiziano; ma, tralasciando questi due piccoli e insignificanti particolari...beh...io adesso so cos’è la felicità e, che tu ci creda o no, nel “mondo di prima” non era così-


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