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Una storia di Roberto98

Reset

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9 minuti

Pubblicato il 29 marzo 2019 in Fantascienza

Tags: #distopia #dittatura #futuro #mercato

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Francesco x17 era stanco di nascondersi e aspettare. Aspettare che cosa, poi? Nessuno si fermava mai ad ascoltarlo. Nessuno lo cercava sui social network; nessuno, quando era giunta l'ora di tornare a casa in metropolitana, sprecava il suo tempo a sospendere le bellezze del Visore. Quando qualcuno si azzardava a farlo, era poi solito inclinare la testa, stupito, sorridere e tornare dentro la realtà virtuale, allontanandosi dalle strane parole di quel pazzo. Una volta qualche pendolare lo aveva ripreso con la videocamera retinale, caricando all'istante il filmato sulla rete; ebbe una discreta dose di condivisioni e di commenti demenziali. Sebbene il Visore avesse informato Francesco x17 di essere stato taggato in un video, egli non si preoccupò mai di guardare di cosa si trattasse. Non usava più la rete virtuale, questi giorni: si limitava ad accedervi saltuariamente, per testimoniare la propria esistenza alle autorità e non dare inizio a fastidiose investigazioni per morte presunta.

.”Non esiste più alcuna carta d'identità, quei meravigliosi pezzetti di carta sgualciti con sopra impressi alcuni dati e una fotografia, come quella posseduta un tempo da mio nonno...” Pensava spesso Francesco x17, sempre così nostalgico. “Se solo avessi nascosto meglio la sua valigia... Loro non avrebbero mai trovato i suoi documenti”. E invece Fx17 era stato troppo ingenuo, nel passato, e silenziosamente le autorità avevano portato via tutti i suoi ricordi. Erano gli anni del “Mondo nuovo”: quando il Governo decise di fare piazza pulita di tutti gli oggetti analogici del “Vecchio mondo” per “portare l'umanità verso il futuro che da tanto tempo sognava.” E la loro speranza era di cancellare quel vecchio mondo anche dalla mente di tutti gli uomini: un reset radicale e completo, si pensava, e adesso si poteva tranquillamente affermare che vi erano riusciti. Le nuove generazioni non sapevano nulla del Vecchio mondo; soltanto il fragile territorio di Francesco x17, la sua piccola mente tormentata, era una piccola oasi alla ricerca di salvezza da ogni reset. Era una guerra iniqua, se ne rendeva conto, ma nonostante ciò egli continuava a lottare contro le idee, i suoni e le immagini che gli sussurravano di arrendersi:

“Abbandona la follia, Fx17, ed entra anche tu nel grande girotondo: sarai felice e non sarai mai solo; danzerai in coro con tutti gli altri eterni bambini del mondo.”

Sarebbe stato felice: era vero, lo sapeva. Ma il vero Francesco x17 gli avrebbe sputato in faccia e non poteva permetterlo.

“La nostra società liberale non ti obbliga ad acquistare un Visore e ad iscriverti su SocialMe, ma senza Visore e senza social è come non esistere, e a un non-esistente non è permesso acquistare nulla, neppure una MelaAP6 o un BreadM71.”

Nel Mondo nuovo, ogni bene, materiale o immateriale, viene schedato nella sezione Acquisti interna al Visore; allo scadere del bene, l'utente è tenuto a rinnovarlo pagando una cauzione o a richiederne uno nuovo in caso di eccessiva usura. Se il bene non viene rinnovato in tempo, l'utente ha infranto la Legge del mercato e sarà chiamato a risponderne davanti alla Corte. Francesco x17 aveva parlato di tutto questo in una sua canzone, tenuta segreta al mondo. Nessuno avrebbe mai avuto modo di sentirla, essendo l'arte bandita dal Mercato – e se il Mercato non contempla un oggetto, neppure le persone lo faranno. Certo, in passato erano nati dei mercati neri dove si commerciava di tutto, a partire dal cibo fino ai dischi in vinile, ma in un batter d'occhi giunsero gli Infiltrati, e forti del loro Visore reticolare – impossibile da scoprire essendo una sottilissima patina applicata alla pupilla – denunciarono alla Corte ogni Violazione del mercato. Il potere giudiziario azionò i corpi militari, i quali fecero una retata dei pochi resistenti: il Mercato li cancellò dal globo e mise fine a quella pratica tipica del Vecchio mondo.

Fx17 era stanco di nascondersi e aspettare. Aspettare che cosa, poi? Nessuno si fermava mai ad ascoltarlo. Egli uscì dal letto e mise le mani sulla propria Chitarra. Né il Vocabolario del Visore né il Catalogo contengono quella parola; nessuno sa cosa sia, nessuno può produrla o acquistarla. Francesco x17 la trovò un giorno, curiosando in una casa abbandonata. Era avvolta da un marsupio, al cui interno era anche poggiato un vecchio libello, con sopra stampate tre parole difficili da comprendere. Oggigiorno i libri non esistono più: tramite il Catalogo è possibile scaricare dei loro surrogati, le Particelle audio, gettonate per i corsi d'autostima e di aggiornamento alla bellezza. Francesco x17 impiegò diverso tempo per decifrare quelle parole, essendo il Vocabolario corrente codificato con nuovi segni, molto diversi dal vecchio alfabeto; dopo minuti di sforzi, egli riuscì a comprendere la frase: “Manuale di Chitarra”. Da qui, svolgendo una semplice attività di connessione logica, Fx17 decise che quello strano oggetto proveniente dal Vecchio mondo si doveva chiamare Chitarra.

Adesso Francesco x17 suonava quello strumento ormai da anni, e lo faceva con un particolare accorgimento, seguendo la prassi del “palm muting”:

“Appoggiare il polso della mano ritmica alla base del ponte della chitarra per smorzarne il suono.” Così diceva il manuale.

Egli continuò a farlo per tutti quegli anni, suonando sommessamente, impaurito all'idea di essere sentito da qualcun altro. Certo, la membrana che era costretto a portare sugli occhi non poteva riconoscere quell'oggetto fuori Catalogo, ed essendo bandita dal Mercato anche la musica neppure quegli strani suoni sarebbero stati intercettati dal Visore, giungendo agli Infiltrati; ma le altre persone sì, i vicini di casa avrebbero potuto parlarne alle autorità, e allora qualcuno sarebbe arrivato a prenderlo.

Ormai, le corde dello strumento erano drammaticamente usurate. Proprio adesso, anche la corda del La si era spezzata. A Francesco x17 non rimaneva altro che quella del Mi, la più spessa, e non voleva correre il rischio di spezzare anch'essa prima di compiere un gesto importante.

Fra tutte le canzoni che aveva composto negli anni, egli scelse quella che gli sembrava più significativa. Fx17 aprì la Porta scorrevole N01 ed uscì sul balcone – bene immobile non soggetto alla catalogazione d'usura – ed impugnò la propria Chitarra. Seduto su una Sedia L87, egli iniziò a strimpellare delle note sulla corda rimasta, seminascosto dalle inferriate del balcone. Suonando con il plettro, senza alcun timore di essere sentito – anzi! Cercando disperatamente l'ascolto qualcuno – egli osservo fra sè che il suono era molto piacevole. Francesco x17 giocherellò con una scala pentatonica andando sempre più a fondo della corda di Mi, poi iniziò a cantare a squarciagola, con la propria fragile voce stonata – la stessa medesima voce di tutti gli altri, i quali ormai non riuscivano più neppure a parlare:


Senza comprare un nuovo vestito

Oggi chi mi guarderà?

Senza scegliere un nuovo volto

Chi sarò mai?

Viviamo per guadagnare

E poi per ridare indietro

Noi stessi con gli interessi

A un porco che ci vende il mondo.


Alcune persone si fermarono sotto il balcone e disattivarono il Visore. Intravidero i capelli arruffati e la barba incolta di Francesco x17. Inorridirono.

“D-da quanto è che n-non compra un nuovo Taglio personalizzato?” Gracchiò ad alta voce un'anziana.

“E p-poi che cazzo di vestiti porta su?” Tuonò un ragazzetto, spezzandosi la voce.

Fx17 rideva fra sé, suonando un'altra scala. Finalmente era felice.


Senza parlare del vuoto su SocialMe

Oggi chi mi guarderà?

Senza farmi più piccolo ogni giorno

Chi sarò mai?

Viviamo per guadagnare

Facciamo ciò che sognano

Sogniamo ciò che vogliamo

Ma mai saremo ciò che siamo.


Diverse persone avevano fatto gruppo sotto il balcone.

“Ma cosa d-dice, questo coglione?” Disse uno.

“Ho c-controllato con il Visore, la retina riconosce un Francesco x17.” Rispose il ragazzo di prima.

“Che sfigato: non posta più n-nulla su SocialMe da due m-mesi!” Disse un'altra.

“Ragazzi, f-forse è i-impazzito. Un m-matto!” Disse l'anziana. “Avete chiamato le Armi?” Chiese.

“Ci ho p-p... pensato io. Ma poi... Che cosa ha in m-mano?”

“E la sua vio... vioca... vioce...” Incespicò il ragazzo.

“P-p... penso si dica voce, sì... il Visore dice così.” Confermò l'anziana.

“Come f-fa a fare quei s... sioni... suoni! C-con la sua v... Voce?” Continuò il giovane.

“E' incredibile.... Ma poi... Una cosa del g-genere, quella cosa su cui fa su e giù con la m-mano... Non l'ho m-mai vista sul Catalogo. Mai! Neppure dieci anni f-fa.” Disse un signore.

“Ecco l'Arma! Loro s-sanno cosa fare!”

Due agenti nascosti dal loro casco nero e avvolti da una tuta dello stesso colore entrarono nel palazzo. Iniziarono a bussare sulla porta, mentre Francesco x17 ancora cantava, ormai stremato.

Se è per impedirne futuri sovvertimenti, la Proprietà riconosce dei limiti alla propria sacralità: in nome del Mercato, i due Armati attivarono il Visore e individuarono il chip dentro la porta dell'appartamento, poi ne disattivarono l'accesso limitato al solo profilo MeSocial di Francesco x17 ed ebbero il permesso di aprire la serratura. Quand'egli li sentì farsi strada per il corridoio, Fx17 si alzò dalla sedia, e alzata la chitarra al cielo gridò alle persone:

“Non sapete che cos'è, vero? Si chiama Chitarra, e nel p-passato tante persone ne hanno suonata una simile... E facendo suoni ancor più belli, ne sono sicuro! Suonata, sì: non sapete neppure cosa vuole dire! Sapete soltanto quello che vi dice il bastardissimo Visore e un giorno anche la parola Voce verrà tolta dal Dizionario, perché della vostra bocca non uscirà più nient'altro che il fiato. E forse un giorno non avrete più bisogno n-neanche di quello!”

I due poliziotti vedevano Francesco x17 delirare oltre la portafinestra del balcone. Il primo fece per infrangere il vetro con il manganello, ma l'altro ne fermò il braccio: davanti a una simile infrazione del Mercato, anche loro sarebbero stati chiamati a risponderne davanti alla Corte. Effettuando la stessa operazione di poco prima, i due iniziarono a sbloccare la proprietà della porta tramite il Visore. Francesco x17 riuscì a pronunciare le sue ultime parole:

“Oh, povero stupido... Ma cosa ho mai p-pensato: come posso parlarvi? Come posso cambiare qualche cosa? Non è l'epoca degli e-eroi... Eroi: quali sono i loro nomi? Non li conosco.

E poi, come ho potuto credere di farvi r-ragionare! Quale follia! E' come parlare di storia con una scimmia. La storia, sì: sul Visore potete ancora trovarne degli s-sprazzi, ma è distrutta, macellata, inventata: ne ho la certezza! Ma sappiate che arriverà un giorno...”

Gli Armati riuscirono a sbloccare la serratura.

“E l'uomo di domani riscoprirà il mio nome nella storia, e sarà dietro questo stupido nome che troverà un s-seme...”

La portafinestra iniziò a scorrere.

“Così egli capirà che anche durante l'epoca più buia l'Uomo ha continuato ad esistere. Sì... Dietro queste mie parole, e dietro questo corpo che non può agire, scoprirà la luce che a-anima il corpo degli Eroi!”

Un Armato azionò il taser e diede una scossa a Fx17, che cadde a terra, poi ammanettò il suo corpo incosciente. L'altro prese in mano la chitarra e la guardò stupito, sistemandosi il casco. Sfiorandone la corda uscì un suono stridulo, e l'uomo iniziò a picchiare la chitarra contro una parete, terrorizzato da un simile oggetto non registrato sul Visore. I frammenti di legno, misti alla polvere, si sparsero sul pavimento.

Finito il loro intervento, i due uomini in nero si affacciarono dal balcone:

“Lo show è finito. Tornate pure al vostro dovere: il Mercato farà il suo.

La piccola folla applaudì e poi tornò alle proprie faccende.


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