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Una storia di Maxmos7

Resurrezione

I veri incubi iniziano al risveglio.

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4 minuti

Pubblicato il 08 maggio 2020 in Fantasy

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La grossa pietra che sbarrava il sepolcro si scostò di colpo, e un soffio maligno d’aria gelida investì Gesù, facendolo trasalire.

-Dove sono?-

Il dolore alla testa era martellante, e i fori sulle mani e sui piedi bruciavano come fuoco.

Gesù dischiuse le palpebre: Una luce bianca e lattiginosa era tutto ciò che i suoi occhi riuscivano a percepire. Si sentiva fluttuare come in sogno.

Forse stava davvero sognando.

Questo lo tranquillizzò un poco ma, oltre al dolore, una sensazione di opprimente solitudine gli stritolava il cuore.

Risolse che svegliarsi era la cosa migliore da fare. Ma come? Si trovava in una di quelle situazioni in cui la sola volontà non basta.

In quel momento, un nauseante odore di zolfo e di vello caprino saturò lo spazio nel sepolcro.

La luce bianca che schermava la sua vista divenne tremula. Come la superficie di uno stagno che viene colpita da un sasso, questa si increspò di piccole onde concentriche. Qualcosa risaliva verso la superficie.

Verso di lui.

Poco dopo una testa glabra con fattezze da uccello notturno lo fissava a poca distanza, soffiandogli in faccia un alito fetido, di carne in decomposizione.

--Come stai figlio di Dio? O dovrei chiamarti re dei giudei?--

Gesù cercò inutilmente di ritrarsi. L’alito nauseabondo di Lucifero gli provocò spasmi violenti allo stomaco, e una incontrollabile necessità di vomitare.

--È da molto tempo che non ti faccio visita, ma non ti ho dimenticato.--

Gesù cercò di evocare mentalmente suo padre. Dov'era Dio? Prima la croce e ora questo. Era sofferente, sfinito e confuso.

--Non ho niente da dirti. Ho salvato gli uomini dal male, e tu sei sconfitto.--

Il demone rise, ruotando l’enorme testa di cent’ottanta gradi, prima di vomitargli adosso una grossa borra di peli e ossa umani.

--Perdonami signore, ma dopo ogni pasto devo liberarmi di ciò che il mio stomaco non può digerire.--

Gesù continuava a invocare Dio. Lui poteva aiutarlo a svegliarsi, a liberarsi da quella visione.

--Vattene bestia immonda! Perché non ti rassegni e mi lasci in pace?--

Gli enormi occhi rapaci sbatterono le palpebre, e una lingua lunga e viscida serpeggiò dal becco.

--Non c’è pace a questo mondo, e tu lo sai. Sono qui per condurti con me.--

Gesù era impaurito, mentre Dio era sordo alle sue suppliche.

La superficie dello stagno riprese a tremolare. Il demone gli soffiò ancora una volta in faccia, e lentamente si lasciò risucchiare sotto al pelo dell’acqua. Gesù lo vide sprofondare, divenire un’immagine sfocata, fino a scomparire.

La luce bianca e lattiginosa rifece la sua comparsa. A quel punto Gesù si aspettava di svegliarsi nel sepolcro, risorto e coperto dal suo sudario. Poi avrebbe incontrato le donne e sarebbe asceso al cielo.

Invece niente. Però gli parve di udire qualcosa, come delle voci in sottofondo. Voci indistinte di più persone.

<<È da un po’ che si agita e pronuncia frasi sconnesse. Ritengo che debba svegliarsi tra poco, l'effetto del sedativo sta per finire. >>

<<Da quanto tempo è in questo stato? >>

<<Da quando è stato trovato crocifisso nel parcheggio del vecchio ospedale vaticano.>>

--Una di quelle voci...-- A Gesù parve di averla già udita altre volte.

<<Da subito dopo il suo arrivo in reparto ha provato più volte a fuggire. Farfuglia cose senza senso. Dice di chiamarsi Gesù.>>

<< Avete provato a metterlo in isolamento per iniziare la terapia di recupero?>>

<<Certo dottore, ma dobbiamo continuamente sedarlo per impedirgli di farsi male. È ossessionato da un viaggio che afferma di dover compiere. Un viaggio per riunirsi a suo padre.>>

Lo psichiatra prese un po' di tempo per pensare, mentre osservava l'uomo disteso sul letto come farebbe un ragno con una mosca.

<<Sarà, ma io voglio che cessiate di sedarlo e lo mettiate in isolamento.>>

<<Come lei comanda dottore.>>

Poco dopo Gesù si svegliò quasi del tutto. La luce bianca cominciava a dare spazio a timide sfumature di colore. Ombre fugaci si divertivano a disegnare abbozzi di immagini distorte. Aveva sete, un’arsura feroce gli bruciava la gola. Provò a muoversi ma qualcosa lo teneva bloccato.

<< C’è qualcuno? >>

Gesù non riconobbe la sua voce. Era impastata e oscenamente stridula. Stette in ascolto, ma nessuno rispose al suo richiamo. Un brusio ovattato sembrava giungere da un punto alla sua destra. Gesù si voltò in quella direzione, e mise a fuoco la sagoma di una porta.

Si trovava in una stanza dalle pareti bianche e spoglie. Indossava un camicione grigio e qualcuno lo aveva legato ad un letto con delle cinture di cuoio.

-- Dove sono? --

<< Dove sonooooooo? >>

Un rumore di serratura che scattava si sovrappose al suo urlo. Gesù fissò la porta. Un uomo alto, vestito con un camice bianco entrò, spingendo la porta con le spalle e trainando un carrello dei medicinali. Gesù non aspettò che si voltasse.

<< Insomma dove sono? >>

Il dottore si bloccò, continuando a voltargli le spalle.

<<Sei a casa.>>

Gesù trasalì. Aveva riconosciuto quella voce.

L'uomo si voltò e gli rivolse un sorriso beffardo: Era Lucifero, e quel posto era l'inferno.


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