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Una storia di CharlotteAllen

August.

Come spesso accade, non si vedono gli altri per come sono, ma per come si è. Si ama ciò che si vorrebbe avere e si disprezza ciò che rispecchia sé stessi.

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4 minuti

Pubblicato il 17 aprile 2019 in Storie d’amore

Tags: #narrattiva

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- Mi ami?

- Certo che sì, ma che domande mi fai?

- È che non so se voglio continuare: guardami sono una donna di quasi quarant'anni e non noto alcun interesse in te nel fare dei figli. Cosa c'è che non va?

- Mi sembra un po' troppo presto, non è meglio aspettare un po'?

- Stiamo insieme già da quattro anni e non mi hai fatto nessuna proposta di matrimonio. Quanto vuoi aspettare ancora?

- Abbi pazienza, non accade nulla se attendiamo per altri due o tre anni.

- Ma stai scherzando?! Svegliati! Io non sopporto più questa situazione, tra noi due è finita!


August stava sorseggiando il suo caffè nero, era da circa un anno che era avvenuta quella conversazione e lui non si preoccupa affatto di trovare una nuova partner. Nessuna donna suscitava il suo interesse, come un'adolescente, desiderava incrociare lo sguardo di qualcuno che avrebbe suscitato in lui delle emozioni.


Le sue giornate grigie erano abbastanza uguali: la mattina andava al lavoro, ritornato a casa leggeva e la sera fumava una sigaretta sul balcone e ogni volta prima di dormire nutriva il bisogno di masturbarsi. L'unica eccitazione da lui percepita proveniva dai libri.


Dopo aver finito il caffè, aveva preso la metro. Osservava le persone attorno a lui, per scovare qualche dettaglio interessante. Davanti a lui c'era una donna che parlava ad alta voce, al telefono, disturbando la quiete di quella mattina.

Un uomo sui vent'anni aveva suscitato la sua attenzione, il suo sguardo era vuoto e i suoi vestiti vecchi. Per un attimo, il soggetto aveva smesso di guardare davanti a sé e leggeva le notifiche sul telefono. August percepiva di poter leggere la sua anima, secondo il suo parere era uno studente universitario che aveva scelto una facoltà non incline alle sue passioni per accontentare le aspettative della famiglia e degli amici. Probabilmente, aveva una fidanzata, ma che non amava e restava con lei solo per abitudine. Si sentiva perennemente insoddisfatto e alla continua ricerca di qualcosa che lo stimolasse.

Come spesso accade, non si vedono gli altri per come sono, ma per come si è. Si ama ciò che si vorrebbe avere e si disprezza ciò che rispecchia sé stessi.


Il ragazzo a lungo osservato era sceso, ma allo stesso tempo, era salita una donna carina, ma non una di quelle che attirano l'attenzione. Per il protagonista, lei appariva abbastanza piacevole, ma l'interesse per lei era aumentato, quando dalla sua borsa, aveva fatto uscire un libro.


Il libro era Anna Karenina di Tolstoj, August era rimasto affascinato, finalmente qualcuno lo soddisfaceva a livello intellettuale. Scrutava il suo il suo viso composto da occhi verdi, che gli ricordavano la madre e un mare, di lentiggini, che le donava un pizzico di dolcezza. Le mani erano piccole e delicate, si immaginava quale sensazione gli potevano donare, se avessero accarezzato il suo corpo e, in particolare, il suo membro.


A volte, si ha la sensazione che solo l'amore possa salvare da un'esistenza passiva e mediocre. È come una scarica elettrica che ridona vita e gioia.

Si passa la maggior parte del tempo con persone che non danno piacere, ognuno vuole la profondità, ma non sempre si è disposti a rivelarsi con qualcuno. Invece, l'amore fa credere che tutto è possibile e cancella ogni limite immaginabile.


August scrutava gli occhi di quella donna, rimanevano fissi per qualche minuto sulla pagina che veniva cambiata. Durante la lettura i suoi occhi erano immobili sembrava quasi che non stesse realmente leggendo e per una decina di minuti continuava questo suo atteggiamento.

L'uomo rimase sorpreso che quella dolce creatura non si stesse realmente immergendo nell'attività della lettura, stava semplicemente fingendo o senza accorgersene era immersa nei suoi pensieri.


- Non sorprenderti, ragazzo. La vedo ogni mattina da qualche anno, ogni giorno con lo stesso libro si immerge nei suoi pensieri fingendo di leggere. Una volta, le ho chiesto perché e mi ha risposto che fingendo una tale azione poteva sembrare una persona normale.

Gli disse un vecchio seduto accanto a lui, che lo stava guardando, da tempo.


Il suo cuore si spezzò per quella delusione, nessuno era all'altezza delle sue aspettative. Era troppo bello che una creatura così affascinante, ai suoi occhi, potesse nutrire una tale passione. Per lui erano tutti troppo mediocri, stupidi e immaturi.



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