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Una storia di Filippodilella

Questa storia è presente nel magazine Humour di serie b

Collezione semi seria di piccole crudeltà

I Kiss spaccano ancora

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7 minuti

Pubblicato il 07 maggio 2020 in Humor

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Il ragazzo stava morendo sul ciglio di una provinciale, intorno a lui qualche trifoglio, ghiaia e ciuffi d'erba.
Guardava il cielo stando sdraiato, sdraiato come un crocefisso.
Non c'era più il rumore delle auto, la notte sembrava aver assorbito tutto l'assurdo rumore della vita ad eccezione di un battito che andava tuttavia scemando e il canto intermittente d'un grillo perso tra i campi.
Muoveva un solo dito, stava morendo solo, con la compagnia di un laccio e delle stelle che andavano pian piano a spegnersi nei suoi occhi che custodivano, ancora per poco, i troppi sogni nelle sue vene.
- Ci vuole il coraggio d'un leone per morire così a venticinque anni, eccomi mondo! -, disse con le sue ultime forze mentre tutte quelle cose passeggere si disperdevano nell'umidità e nel freddo della solitudine eterna.


Una partecipata dello Stato fa causa allo Stato e vince, il Tribunale stabilisce un risarcimento da capogiro.


La vecchina stava seduta nel cortile di mattoni davanti casa, la sedia di plastica bianca sembrava non sentire quasi nessun peso.
La vecchina guadava il cielo blu rigato dalle poche nuvole di un maggio generoso, pensava che se il paradiso esiste dev'essere un posto dove gli stormi volano, dove con tutta la loro grazia disegnano forme armoniose in un cielo come quello e i bimbi ti sorridono ed è Natale tre volte l'anno.
La vecchina guardava il cielo, pensava e intanto una sottile lacrima le bagnava quelle rughe figlie d'una antica magnificenza, custodi d'un cuore incatorcito e di tutta quella benevola saggezza che un giorno sarebbe stata trascinata via dal vento per non ritornare mai più, persa a danzare per sempre tra i pianeti più felici, senza avere più paura.


Lazzaro divenne il primo broker della storia, Giuseppe il primo desaparecido. Quando si dice "vivere alla giornata"...


I due giovani discutevano in cantina, l'aria era satura di fumo e odor di vino.
Dalla finestrella ad altezza strada compariva un timido accenno di sole velato di tanto in tanto dal passo frettoloso di un passante.
In un angolo ronzava una vecchia radio che trasmetteva John Denver sulle note di "Take me home, country roads". Contro la parete vicino alla scala stava abbandonato il terzo giovane, svenuto perché ubriaco fradicio e stanco dopo il suo turno di quindici ore giù alla nuova Fabbrica.
Sul tavolino contro parete opposta c'era quel raro mix di frutta secca, salatini, posacenere strapieno, foto, appunti, bicchieri vuoti e perfino un salvadanaio.
I due giovani parlavano da ore, oramai le chiacchiere avevano assunto questa piega:
- ...Non posso credere che l'abbia fatto davvero! Sarebbe come a dire che il pallone è suo e il gioco finisce quando vuole lui. -, diceva il più giovane e l'altro, di rimando, - E che vuoi farci?! Non puoi nulla contro un senso del buon gusto antiquato quanto fascistoide, è applicando un principio così che da redattori si diventa censuratori... Che poi, non dico che la libertà di espressione sia la scusa per offendere gratuitamente, dico che la scelta dei vocaboli dev'essere contestualizzata con consapevolezza e con consapevolezza del contesto e del contenuto dev'essere valutata: non è offensivo dire che un orso è un orso, sarebbe offensivo dire che un orso è un orso di merda secca spiattellata da uno schiacciasassi anche se quell'orso non ha ucciso nessuno. -
- Quindi, correggimi se sbaglio, nel dire troia invece che prostituta o cortigiana o capinera non ci sarebbe peccato se contestualizzato in un ambiente volgare e/o animalesco? -
Il breve silenzio che seguiva a questo scambio era rotto solo dalla radio e da un russare plateale che avrebbe ispirato invidia a molte persone.
- È un guaio cercare di rispondere senza esporre un punto di vista che sa un po' di estremismo libera tutti, possiamo però permetterci di azzardare, bada bene azzardare, - facendo segno con le mani - che un certo tipo di volgarità contestualizzata è nota e utilizzata sin da tempi antichi, ad esempio potremmo argomentare che le antiche

rappresentazioni dei satiri prima, di Pan poi, erano basate su attribuzioni bestiali come un grosso zoccolo caprino utile a spaccare il terreno e un grandissimo fallo sempre eretto utile a fecondare, ciò potrebbe, bada bene potrebbe, significare che attingere ad un lato bestiale serve all'uomo per rompere le convenzioni, le banalità, il terreno su cui si muovono i passi scontati delle insulsaggini quotidiane e fecondare idee nuove, altri punti di vista, piantare il seme insomma, cosa che non puoi fare senza applicare almeno la forza necessaria per creare un buco. Ho risposto? -
- Scusa ma non ti seguo bene... -
- Questo perché sei un asino vestito da carnevale ed è evidente che hanno fatto bene a censurarti! Ma la tua ignoranza non può essere un mio difetto, così è difficile difenderti... Mettiamola così: il linguaggio volgare, le parolacce, non sono mai state del tutto accolte nei componimenti in versi, tuttavia hanno da sempre almeno accostato quel particolare tipo di espressione, basti pensare ai sonetti erotici attribuiti a Machiavelli (guai a scriverlo con due c, sbagliare non è ammissibile, la distrazione tanto meno) in cui si cita la parola Cazzo al posto di membro o fallo, a certe opere di Esenin in cui la parola Puttanella appare più volte, sino ad arrivare a tempi relativamente recenti dove l'accostamento si fa più evidente sin quasi a sfiorare l'accoglimento. È più chiaro così? -
- Non credo di capire fino in fondo ma mi sembra abbastanza chiaro. Comunque ancora non riesco a credere che l'abbia fatto davvero... -
La sera scendeva piano e avrebbero potuto benissimo andare avanti così per giorni senza tuttavia giungere ad una conclusione. Il terzo giovane continuava a dormire accasciato sul fianco sinistro, sognava cose magnifiche come veleggiare in un mare di papaveri a bordo di un sabot olandese ridendo a squarciagola; nessuno aveva mai avuto una faccia più beata.


Ralph Winchester de "I Simpsons" viene eletto primo ministro di una piccola regione del Nord senza affaccio sul mare, l'opposizione critica i troppi Ohi Ohi nel primo disegno di legge presentato al parlamento.


Ogni anno si festeggia il rito del passaggio oltre, ovvero la strage di neonati di un popolo che non è il nostro derivata da una lite tra due popoli eletti di cui uno schiavizzava l'altro, e poi dicono che non c'è più par condicio creditorum...


Il Prete parlava con il Laico a proposito del Libro; il Laico sosteneva che fosse comodo da parte del Culto non prendere in considerazione il Vangelo dell'infanzia del Profeta, dimenticando di insegnare parte di quella vita che così tante altre ne avrebbe influenzate e altresì comodo non citare né il dodicesimo né il tredicesimo comandamento, cioè "Non rompere i coglioni" e "Sii libero di odiare".
Il Prete ribatteva che l'insegnamento non stava nella mera conoscenza nozionistica ma dall'esempio e dall'esercizio della Virtù.
I due venivano alle mani da lì a poco se non interveniva il Filosofo a far da capro espiatorio: i primi due, infatti, se la presero con lui prima ancora che aprisse bocca.
È così che la Chiesa e la Politica tacciano la Scienza e il Pensiero ingannandosi di poterli piegare al Profitto (il quale, oltre ad una sintassi e un'ortografia perfette, rimane l'unico vero Dio).


Anche Beppe Fiorello era uno dei Kiss.


Un orso si arrampica sui balconi di un condominio in Trentino, in risposta la Cina svela al mondo di aver conservato le scoregge di Mao in appositi barattoli.


La scelta delle parole è una cosa seria, dice chi siamo, a cosa apparteniamo e cosa ci appartiene.
Tale scelta diviene ancora più importante se si considera il contesto in cui viene operata, nessuna parola, di fatto, è di per sé "buona" o "cattiva".


La legge di Pareto mi dice che l'ottanta percento degli effetti è frutto del venti percento delle cause, in questo modo si determina che l'ottanta percento di un discorso viene dimenticato perciò, forse, è arrivato il momento di chiudere qui.
Buon venti percento a tutti noi e ricordiamoci sempre che "puoi avere la Ford del colore che preferisci, purché sia nera".


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