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Una storia di Maricapp

Questa storia è presente nel magazine Racconti brevi e Poesie improvvise

L'insensatezza del senso

della libertà di  non scegliere

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2 minuti

Pubblicato il 13 marzo 2019 in Altro

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Devo molta parte della mia formazione di scrittrice sul web a 20Lines.

Ed è stato un grande piacere ed una gran bella avventura poter scrivere a piu' mani racconti che avevano un incipit senza pretesa di continuazione sulla stessa linea, cioè ognuno dava alla storia la svolta che riteneva piu' opportuna, senza che il primo autore se ne avesse a male se cio' che lui aveva pensato come storia romantica proseguiva con un assassinio oppure con gli alieni che piombavano nel bel mezzo di un incontro clandestino.

Quello era il bello dello scrivere!

Piena libertà di movimento e capacità di proseguire una storia che ogni volta cambiava sorprendentemente registro!

Tutto cio' per comparare quanto sopra con le sorie collaborative qui su Intertwine.

Bisogna ammettere che non hanno un gran successo. Ed il piu' delle volte vengono abbandonate al loro destino di incompiute da chi le ha proposte.

Credo che la ragione stia nel poter scegliere il contributo che piu' piace all'autore. Non è di suo gradimento? Allora fine della storia.

Ma il bello sta proprio li', nel saper proseguire qualche cosa a cui non avevamo pensato e che forse nemmeno appartiene al nostro modo di scrivere!

Ho letto solo storie continuate da chi su 20Lines era abituato al genere.

Ma perchè?

Qui non è "O si scrive la storia che piu' piace a me o non si scrive per niente"!

Non è una questione di vita o di morte del best seller del secolo! E' soltanto un buon esercizio di scrittura.

Ed inoltre trovo poco rispettosa ed ingiusta la selezione che puo' essere fatta da chi ha scritto l'incipit.

Perchè non dare a tutti la possibilità di esprimersi? A volte vengono abbandonati a sè stessi pezzi davvero interessanti per lasciare il posto a qualche cosa di mediocre ma che rispetta quel che l'autore pensava.

In conclusione il settore Storie Collaborative si è trasformato in un cimitero di Storie non concluse.

Chissà se ci sarà un nuovo 20 Lines (che ne dici Luigi?) capace di darci ancora l'emozione ed il piacere delle righe condivise a formare racconti unici?




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