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Una storia di CarmelaSannino

Questa storia è presente nel magazine Una scrittrice maldestra

Maledetto Febbraio

251 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 08 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amore #io #maledetto #reale #storia

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28 febbraio.

Faccio colazione come mio solito fare, sempre di fretta, quattro biscotti al cioccolato e un goccio di caffè che sta bene accompagnato solo da una sigaretta.

È il compleanno di una delle mie migliori amiche, Jessica, quindi esco di casa, vado in un centro commerciale, il più grande di Torino, a comprarle un regalo che le porterò la sera a casa.

Una giornata come le altre fino alle ore 20:30.

Arrivo a casa della mia amica, io con addosso un vestitino rosso, anfibi neri e una mollettina avvolta nei miei capelli biondo rame che non sono in ordine mai, le consegno il mio regalo che apprezza tantissimo, e mi presenta alcuni suoi amici presenti che non conoscevo.

Tra questi uno mi colpisce tanto.

Camicia azzurra, pantalone nero, alto, abbastanza muscoloso, quel ciuffo che gli copre la fronte, gli occhi leggermente tirati e un sorriso bianco come la neve. Iniziamo a parlare e mi colpisce ancora di più. Un bravo ragazzo, militare, con tanti sogni e tante aspettative dalla vita che forse gliene aveva date poche. Io incantata dal suo discorso, fatto forse per sfogarsi con qualcuno, resto in silenzio. A me che le parole non mancano mai. Mentre mi parla e io ascolto, per ben 8 secondi (li ho contati) i nostri guardi si incastrano, non sapendo cosa avrebbe combinato una cosa così ingenua come guardarsi.

Jessica ci interrompe, così io torno alla realtà. Cerco di stargli più lontana possibile quella sera, forse per paura di cascarci, forse perché non è il caso mi ripeto o forse non ci sono tutti questi forse che mi sto fantasticando.

Aprimo la torta, brindiamo e restiamo giusto un’altro quarto d’ora a parlare tutti insieme prima che mio fratello passi a prendermi. Il suo sguardo lo sento addosso. Si siede di fronte a me, sul divanetto rosso e inizia a scrutarmi dalla testa ai piedi, forse per vendicarsi visto che io l’ho fatto da quando ho messo piede a casa di Jessica.

Credo di essere diventata rossa, bordeaux, viola e bianca tutta insieme.

Chiama mio fratello, per fortuna o per sfortuna non saprei, saluto tutti, saluto lui, saluto Jessica a vado via.

Con un po’ di amarezza nel cuore.

Maledetto quel giorno!




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