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Una storia di BeppeGVida

Mister Luna e Gina – Madrid –

Un mancato appuntamento con la Storia della Spagna moderna

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3 minuti

Pubblicato il 09 dicembre 2020 in Giornalismo

Tags: #racconti #storie

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Mister Luna, Gina Lolobrigida, un Giornalista

Gina mi telefona chiedendomi un appuntamento. Concordammo e ci incontrammo di lì a poco. L’intento era dirmi che doveva fare una mostra delle sue opere fotografiche alla Galleria Vandrés di Madrid. Mi chiedeva se l’avessi aiutata nella sceneggiatura per disporle seguendo un criterio di selezione che aveva in mente. Diedi la mia disponibilità.

La scelta della prestigiosa Galleria Vandrés di Madrid faceva parte di un progetto finalizzato ad accreditare il fratello sconosciuto dell’avvocato Soarez leader dell’Union de Centro Democratico.

La Compagnia che organizzava la campagna per l’elezione del candidato della nuova destra spagnola, aveva previsto di dare un’identità al fratello del leader, sconosciuto fino a quel momento, per prevenire attacchi della stampa d’opposizione. Infatti ne usci un’identità del fratello dell’avvocato Soarez come uomo di cinema completamente fuori dalla politica.

Quando lessi sul Quotidiano El Pais del 22 febbraio del 1979 capii le ragioni del coinvolgimento di una star internazionale come Gina che per quanto ne so, era all’oscuro della strategia prevista; era chiamata ad una presenza significativa per la costruzione di una figura nuova nel paesaggio dell’imprenditoria del cinema spagnolo.

El Pais come noto è un giornale che fa il paio con il nostro prestigioso Quotidiano La Repubblica con orientamento a sinistra.

La stampa era divisa. Il prestigio, la simpatia e l’affetto per Gina in Spagna era straripante e il successo della mostra era evidente a tutti. El Pais che aveva ben compreso lo scopo di unire all’internazionalità della star il nome del fratello del leader e non fu tenera. Se qualcuno volesse cercare l’articolo rimarrebbe sorpreso:
La exposicion fotografica de Gina Lollobrigida El Pais.com/diario/1979/ …2888486015_850215.htm

Non stravinse il leader dell’Union de Centro Democratico Soarez, vinse non clamorosamente. Aveva per avversario Phelipe Gozales socialista.

Un episodio al quale assistetti fu di quelli che dici “tanto rumore per nulla”. Eravamo in una sala privata per una cena in onore di Gina. Eravamo La consorte dell’avvocato Soarez la moglie con il figlio adolescente, Gina, due signori "dall’aria di banchieri", Villalba, un artista che si batteva con le sue opere per la chiusura dei manicomi. Un Basaglia che usava l’arte per le stesse finalità, ed io.

Villalba era figlio dell’ambasciatore spagnolo in Danimarca.

Già ultimata la cena stavamo conversando quando d’un tratto Villalba, presente già qualificato, esci con una frase che, come un temporale d’estate che ti trovi senza ombrello, disse una frase malintesa, dagli sconosciuti (probabili banchieri), che mise in panico la moglie del leader e tutti i presenti.

Avevano inteso che Villalba sperava vincesse le elezioni Phelipe Gonzalez. La compagnia fino a quel momento composta e formale si allarmò e diede segni di disapprovazione. Il povero (non perché morto dallo spavento) povero perché intendeva tutt’atra cosa così mi disse poi.

Io passai le prime ore notturne del nuovo giorno su di una panchina del centro di Madrid a consolare il figlio dell’ambasciatore che pensava di aver compromesso la posizione del padre…

Una parola chiave che ho usato è questa vicenda: Lei è cattolico cristiano? la risposta fu no… Ero per dirle di pregare che non venga eletto Soarez. Dissi le elezioni non sono ancora finite. Villalba era veramente socialista..? e quel mezzo scandalo forse l’ha fatto di proposito..? Era l’artista omosessuale a cui il glamour poteva favorire la sua causa..?. Certamente non pensava al padre; sono propenso a credere come tanti spagnoli nella vittoria di Gonsalez.


Autore Beppe G. Vida

Madrid 1979


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