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Una storia di CinziaMarchese

Tommy e il delfino Pallino

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4 minuti

Pubblicato il 15 febbraio 2019 in Fiabe

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Il piccolo Tommy curiosava tra gli oggetti custoditi gelosamente nella “stanza dei ricordi” che la nonna Amelia aveva lasciato inavvertitamente con la porta socchiusa.


Era un ragazzino molto speciale Tommy e, proprio per questo non veniva compreso fino in fondo: a volte, invece di giocare con gli amici, plagiati per ore dai videogame, preferiva mettersi seduto alla finestra ed ascoltare i rumori della natura, oppure fantasticare guardando l’orizzonte combaciare tra mare e cielo. Adorava il mare, forse, cercava una risposta alle tante domande che si portava dentro: perché non poteva raggiungere il suo papà? La mamma continuava a ripetergli di come egli vivesse, oramai, in un giardino coloratissimo, di una pace infinita assieme ad altri angeli ma…Tommy non ne era tanto convinto.

Voleva un amico a cui confidare le sue piccole, grandi scoperte quotidiane, voleva giocare a pallone con il suo papà e fare l’aeroplano tra le sue braccia, per guardare il mondo dall'alto in basso e, invece…era lì, incustodito dalla nonna, a giocare all'esploratore.

Le manine infilate in un bauletto polveroso smistavano di tutto: un mucchio di lettere legate da un nastrino rosso, un libricino dall'aspetto vissuto, una bambolina di pezza dai capelli lanosi e sconvolti e poi…una boccia di vetro. La rigirò tra le mani, ripensando alle biglie di vetro colorate viste un giorno, al mercatino delle pulci con la mamma: ribaltandola più volte spalancò la bocca stupito alla vista di un delfino. Si esibiva in mille capriole tra miriadi di spruzzi argentati. Inaspettatamente, un effluvio verde smeraldo guizzò fuori dalla boccia, risucchiando il bambino all'interno di un mondo sommerso.

“Ehi, dove sono?” Tommy tremava ma, non aveva freddo. Si sentiva fluttuare tra coralli e filamenti acquatici.

“Ciao, sono Pallino, il delfino birichino!” gli strizzò l’occhio spingendolo con la pinna a cavallo sul dorso.

“Non aver paura, con me sei al sicuro” Tommy non era affatto spaventato, anzi… una roba così era da favola! Adorava il mare, i granchietti nascosti tra gli scogli, le conchiglie sulla risacca da raccogliere, e quante volte in barca a pesca con papà usando i vermi schifosi…La Sirenetta della Walt Disney era il suo cartone preferito.

“Io mi chiamo Tommy e aspettavo da tanto un amico”

“Se vuoi, disse Pallino, saremo amici per sempre. Andiamo, ti mostro il rifugio segreto di noi, creature marine”. Si spinse lontano tra i flutti, sfiorando un branco di razze e pesci multicolori.

“Qui nei fondali, la vita scorre tranquilla, ma gli umani restano una minaccia continua. Il mare è diventato una discarica e dobbiamo difenderci per la sopravvivenza… Il mio papà rimase soffocato da una chiazza di petrolio…uscì un giorno verso la superficie e non tornò più indietro”. Tommy carezzò con la manina il muso impertinente del delfino, condividendo i suoi pensieri tristi…

“Sai, mi chiamano Pallino perché una volta trovai una piccola palla colorata, bloccata in un anfratto, gettata da chissà chi: da allora mi diverto nel lanciarla, rincorrerla, rotearla tra lo stupore di polpi e granseole. Sono un piccolo delfino, giocherellone e curioso, come te!”

“Anche a me piaceva tanto giocare a palla , con il mio papà sai ? Ma non c’è più… pensi che tra gli angeli si giochi a pallone?” Tommy con innocenza ,attendeva una risposta esauriente.

“Ti dirò, non saprei… penso di sì. Posso dirti per certo però che ti ho trovato grazie ad una barchetta di legno recuperata tanto tempo fa a largo, dove c’era inciso un cuore sulla prua con scritto “Da Papà per Tommy”. “Sì, ricordo… eravamo usciti a pesca e lui mi costruì la barchetta, con le sue mani, lasciandola andare tra le onde, perché nulla ci separasse...” La voce di Tommy s’incrinò così Pallino lo distolse, soffiandogli forte bollicine d’acqua sul viso e aggiunse: “Ho un compito importante: da quando ho trovato quella barchetta, ho avvertito il tuo dolore mentre guardavi il mare e il tuo desiderio, sempre più forte, di ritrovare un amico vero... Non sono il tuo papà ma desidero con tutto il cuore diventare il tuo amico segreto e farti sorridere. Un bambino non dovrebbe mai sentirsi solo e triste con i suoi pensieri, anch'io a volte ho dei pensieri strani: poi, prendo la mia pallina colorata, la lancio temerario a destra e a manca e ritorno a sorridere… Penso d’esser fortunato già che lo possa fare e adesso sono ancora più fortunato perché ho un amico speciale come te”.

Tommy sorrise e gli solleticò il capo, mentre Pallino lanciava la pallina tra saltelli e versi di pura gioia, che risuonarono richiami ineluttabili per altri spettatori delle profondità.

Nonna Amelia aveva appena finito di parlare a telefono con sua figlia e non riusciva a capire dove si fosse cacciato suo nipote Tommy… “Ah, eccolo! Ma guarda, avevo lasciato questa porta aperta senza rendermi conto…” La scena che le si presentò davanti la commosse fino alle lacrime: Tommy dormiva con un sorriso beato stampato sulle labbra, disteso ai piedi del bauletto segreto. In una mano stringeva una pallina colorata e dall'altra la boccia di vetro verde smeraldo. “ Bravo Pallino, hai fatto la cosa giusta… anche Tommy merita la tua amicizia perché è un sognatore e sa mantenere i segreti, come me…” La vecchia carezzò materna il capo del nipote e sorrise a Pallino!




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