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Una storia di MarcoCasagrande

Il terrorista

Nell'epoca del terrorismo fai da te, basta poco per diventare supercriminali

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2 minuti

Pubblicato il 12 settembre 2018 in Thriller/Noir

Tags: #Blocco #Citt #Ricatto #Traffico

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A cavallo della sua motocicletta, l'agente della Stradale fu costretto ad attivare la sirena, tanto il traffico era compatto e congestionato. Anche così, avanzava faticosamente, a singhiozzo, come un chiodo che penetra nel legno duro. Sullo specchietto retrovisore non riusciva nemmeno più a vedere il suo collega di pattuglia, rimasto invischiato in qualche ansa di quel fiume denso.

"Tutto bene, Eric?" Provò a contattarlo attraverso la radio montata nel casco.

"Sì, sì..." borbottò Eric, imbarazzato. "Sono bloccato all'incrocio con l'Ottava... non ti vedo più... qui è un casino, Ger... mai vista una cosa del genere, in dieci anni di servizio..."

"Dillo a me..." rispose Gerard, che di anni di servizio ne aveva quasi venti.

Finalmente, almeno, vedeva la luce in fondo al tunnel. Un TIR era parcheggiato di traverso sulla carreggiata. Gerard scese dalla moto e marciò decisamente verso la motrice. Mentre si avvicinava, gli si affiancò un tizio.

"Il guidatore aveva il volto coperto," lo informò, "si è scaraventato giù dalla cabina e si è allontanato di corsa: come se il camion stesse per esplodere".

Il poliziotto si irrigidì. All'improvviso, quella gazzarra aveva un senso. Fin troppo. Passò sulla frequenza delle comunicazioni e chiese l'invio degli artificieri. Poi intimò all'uomo di allontanarsi e, sudando copiosamente sotto il casco, aprì il cassone. Era stipato di scatoloni. Impossibile, per un profano come lui, individuare un eventuale ordigno. Non gli restò che far allontanare gli automobilisti più vicini e attendere gli artificieri. Questi ultimi ci misero due ore, perché furono costretti ad arrivare a piedi sul marciapiede, con tute e tutto. Il traffico e la città erano impazziti.

Il camion risultò pulito. Conteneva solo biscotti per celiaci, esattamente come quando era stato rubato, su una piazzola di sosta dell'autostrada, la notte prima. Nel pomeriggio, arrivò in centrale una lettera anonima, consegnata a mano da un ragazzetto della Città Vecchia; gliel'aveva allungata un tizio dal volto coperto. La busta conteneva un foglio bianco, fatta eccezione per una sola riga in Times New Roman: "Un milione di euro o rifacciamo il giochetto tutte le mattine".


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