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Una storia di Brividogiallo

Un cambiamento radicale

 Sono in ribellione totale contro la mia stessa mente, quando vivo, vivo per impulso, per emozione, per incandescenza.

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9 minuti

Pubblicato il 02 febbraio 2021 in Storie d’amore

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Claudio e Livia sono sposati da quindici anni.

Lui è caporeparto in una grande officina meccanica e guadagna bene lei non ha mai lavorato, fa la casalinga.

Non hanno avuto figli, Claudio è affetto da astenospermia, spermatozoi troppo deboli e lenti per riuscire ad arrivare alla meta.

Livia, da tempo, si sente come gli spermatozoi del marito.

Ogni giorno, quando si sveglia, spera in un cambiamento, in una novità, di qualunque genere pur di uscire da quell'apatia che le consente di tenere abbastanza in ordine la casa ma non le dà la forza per uscire, trovarsi un'amica, andare in palestra.

Finiti i compiti domestici, accende la TV e aspetta il ritorno di Claudio.

Non che le cose cambino molto al suo ritorno.

Lui è sempre stato un uomo introverso, senza entusiasmi, senza interessi e quando torna a casa, un bacio sui capelli di Livia, un distratto "Come va?" che, se non ha risposta, rimane lì, a mezz'aria e lentamente si dilegua nella stanza, indifferente al silenzio di lei.

Tanti anni fa, lui la conquistò per la sua serietà, per la sicurezza che le infondeva pur avendo solo due anni più di lei. Era diverso dagli altri ragazzi, su Claudio ci si poteva contare, non sparava cazzate che non manteneva, se prometteva qualcosa, aveva rispetto per la parola data.

Lui si laureò in ingegneria meccanica e trovò subito lavoro e quando anche lei prese la sua laurea in lingue, decisero di sposarsi.

Ma il problema di Claudio, incise molto sul loro rapporto.

Livia desiderava tanto un figlio, lo avrebbe voluto subito ma il tempo passava e ogni mese era una delusione.

Fin quando non si arrivò al verdetto, crudele e inappellabile.

Claudio la prese male, soprattutto per il motivo, inconscio, di sentirsi un uomo a metà ma Livia la prese peggio, anche se cercò di non farlo mai vedere troppo.

In fondo che colpe aveva Claudio? Era la natura che aveva voluto questo e non voleva aggiungere sensi di colpa ad un orgoglio già ferito.

Ma le cose non furono più le stesse tra loro, ogni aspettativa di creare una nuova vita che avrebbe riempito i silenzi andava accantonata per sempre e questo spense l'entusiasmo per ogni altra cosa e finì per spegnere anche loro due.

Dopo quindici anni di matrimonio, si ritrovano ad essere più dei conviventi che moglie e marito.

Due conviventi che dividono lo stesso letto che ormai è diventato quasi esclusivamente la cosa su cui dormire. I loro rapporti intimi sono sporadici, quasi un atto dovuto perché, ad ogni eiezione, Livia sente che sta ricevendo dentro di sé la parte malata di lui, quella che ha posto per sempre una grande limitazione alla sua vita e quella di Claudio.


Una mattina di pioggia torrenziale, Livia si sveglia con l'umore più tetro del solito.

Non ha voglia di alzarsi dal letto, vorrebbe rimettersi giù e dormire fino all'arrivo di Claudio.

Ed è in quel momento che sente di aver toccato il fondo, ancora un passo, uno solo, e cadrà in quell'abisso infernale chiamato depressione.

Si fa forza, scende dal letto, fa una doccia, si veste e si siede in poltrona pensando che è arrivato il momento di agire per cambiare almeno la sua vita.

Ha quarant'anni, è sana e forte fisicamente, conosce due lingue.

Perché sprecare tutto questo prima che sia troppo tardi?

Si mette al computer e si dà da fare per cercare un'attività che la costringa ad uscire da quel guscio maledetto che comincia ad avere odore di stantio.

La ricerca è breve, trova subito un annuncio di una casa editrice che cerca traduttori in lingua inglese e tedesca. Sembra fatto apposta per lei.

Invia subito una mail specificando di non aver mai lavorato ma di conoscere a fondo entrambe le lingue.

Non ci spera molto, visto che non ha un curriculum ma invia e aspetta.

Per due o tre mattine, appena sveglia, si precipita al PC e apre la sua posta ma non vede nulla a parte le solite mail pubblicitarie.

La quarta mattina arriva la risposta.

"Abbiamo ricevuto la sua mail e saremmo interessati ad avere un colloquio con lei. La invitiamo presso la nostra sede......" segue indirizzo giorno e orario.

Livia, con il cuore che le batte forte, risponde che si presenterà al colloquio e vorrebbe aggiungere una decina di grazie.

Il giorno del colloquio, Livia fa una cosa che non faceva da anni, va dal parrucchiere.

Nuovo taglio, nuovo colore e si fa truccare il viso dall'estetista.

Alla fine lo specchio le sembra mentire, prendersi gioco di lei. Quella non è la Livia che conosce ma una bella donna ancora giovane.

Sale in auto e va. Nonostante la giornata grigia, apre il finestrino e respira a pieni polmoni l'aria fresca e umida che riempie l'abitacolo. Accende l'autoradio e si mette a cantare.

È uscita dal guscio che sa di chiuso, forse sta andando incontro ad una nuova vita.


Il colloquio è andato meglio di quanto sperasse ma la delusione è arrivata comunque.

Dovrà lavorare da casa.

"Per le traduzioni dei libri in altre lingue oggi adottiamo questo sistema, sa...è per una questione di contenimento dei costi..."

Ma non si fa scoraggiare da questo. In fondo tenere la mente impegnata in un lavoro di responsabilità le eviterà la noia, il sentirsi inutile...

Arrivano presto i testi da tradurre e Livia ci mette tutto il suo impegno. Passa ore al computer, lascia che Claudio vada a dormire da solo mentre lei continua a lavorare fino all'alba.

Riceve i complimenti per la qualità del suo lavoro e per la velocità con la quale consegna i testi tradotti.

Un giorno, mentre consulta la sua posta elettronica per aprire il nuovo testo da tradurre, vede una mail diversa dalle solite pubblicità.

Riguarda un sito di incontri per cuori solitari.

Ne è incuriosita ma non attratta, comunque lo apre perché la curiosità ha la meglio.

La descrizione del sito è invitante per chi è stufo della solitudine e promette la massima discrezione.

Livia non riesce a staccare lo sguardo da quei visi sorridenti nelle piccole foto dotate di breve descrizione della persona.

Ne è stupita, sembrano uomini e donne della porta accanto, non hanno sguardi ambigui, né abbigliamenti particolarmente eccentrici.

Livia si riscuote, accantona la pagina del sito e inizia il suo lavoro.

Scrive ma non è sicura come sempre, la concentrazione va e viene, interrotta da momenti in cui la mente va dove vuole andare.

Capisce. Riapre la pagina con le immagini dei cuori solitari e inizia a guardarli con maggiore attenzione. Non sa niente Livia di quelle cose, ne ha sentito parlare qualche volta ma in modo critico, una piega della innovazione tecnologica che può portare pericoli, un modo innaturale e rischioso di esporsi alla società.

Eppure quei visi non le fanno paura. Sarà incoscienza? Sarà che la sua esperienza in quel mondo è pari ad una tabula rasa?

Non riflette, dà retta alla sua pancia che le dice "prova".

Livia si iscrive al sito immettendo sul suo profilo meno dati possibile, nessuna descrizione di se stessa e di cosa cerchi. Solo foto e età.

E ora non sa cosa fare, non capisce come funziona, non sa cosa aspettarsi ma ha i battiti del cuore accelerati perché ora ha paura, perché è una donna sposata, perché teme di ricevere proposte indecenti, perché pensa di aver fatto una cosa brutta.

All'improvviso si apre una chat e appare un "Ciao Livia".

Questo saluto è associato alla foto di un uomo sui quarantacinque anni, leggermente brizzolato, con un sorriso appena accennato.

"Ciao Sandro" risponde. Vuol proprio vedere dove, questo Sandro, intenda andare a parare.

"Sei nuova qui"

"Sì, prima volta"

Inizia una conversazione che a Livia non procura né paura, né emozione, né un particolare interesse.

Ora sa qualcosa che concerne la vita di un certo Sandro, dove lavora, in che zona abita e altre cose più o meno personali e lui sa qualcosa di lei, escluso il fatto che sia sposata e non separata come ha detto.

"Ci risentiamo domani alla stessa ora? Se tu non sei impegnata, non voglio essere invadente" chiede lui.

"Ok domani stessa ora"

Non si sente in colpa Livia, in fondo ha solo scambiato qualche parola con un perfetto sconosciuto che non vedrà mai.

Ma questo suo segreto, questo piccolo peccato che ha commesso, le fa apparire quella giornata diversa dalle solite, da quelle che vive da quindici anni.

Ora può riprendere il suo lavoro, la mente concentrata sul testo non vaga più, se ne riparlerà domani.


Quanti domani ci sono stati? Sei mesi di domani, sei mesi durante i quali mai Livia rinuncerebbe a quell'appuntamento quotidiano.

Sandro è entrato nella sua vita, in modo strano, è una presenza impalpabile, invisibile ma la desidera, non riuscirebbe a dormire se ogni giorno alle diciotto, Sandro non le mandasse il solito "Ciao Livia, sono qui".

I loro appuntamenti pomeridiani al PC avvengono anche la domenica, quando Claudio è in casa ma sempre troppo preso dalla partita in TV o dai commenti sulla partita o chissà da quali altri pensieri nei quali lei, regolarmente, non rientra.

"Sandro devo dirti una cosa ma te la devo dire di getto, altrimenti non te la dirò mai. Io non sono separata."

"Ma io lo sapevo già Livia. Non parli come una quarantenne libera, le tue parole non sono leggere, a volte sembra che tu sia oppressa da un macigno, altre da sensi di colpa, in altre tue parole avverto il peso di una noia e di una profonda insoddisfazione che ti rende cupa o insofferente a tutto. Ne ero certo, aspettavo solo che fossi tu a dirmelo."

"Non ce la faccio più. Indipendentemente da te, sto maturando una decisione, quella di separarmi da mio marito. Ormai economicamente sono indipendente. Ho desiderio di avere una casa tutta per me dove vivere da sola, senza la sua presenza che ormai mi provoca solo irritazione. È un satellite che mi gira intorno, senza mai sfiorarmi, freddo, distaccato, disinteressato a qualunque cosa mi riguardi."

"Vorrebbe gettarsi ai tuoi piedi e chiederti perdono per non essere stato in grado di darti un figlio ma così si annullerebbe, perderebbe quel poco di sicurezza in se stesso che le è rimasta, non vuol diventare una larva. Per questo ti ignora. Perché i nodi non vengano mai al pettine."

Una disanima così lucida non era mai stata in grado di farla nemmeno lei. Sandro pur non conoscendolo, ha avuto la capacità di fare un'esatta introspezione nella mente di Claudio e di metterlo a nudo.


Sono seduta al tavolo di un ristorante quando avverto un leggero malessere. Davanti a me Sandro mi guarda preoccupato.

"Tutto bene tesoro?"

"Sì tranquillo ora passa. Devo solo mangiare qualcosa."

Sette mesi fa mi sono separata da Claudio e sono andata a vivere a casa di Sandro.

A quarantuno anni aspetto il mio primo figlio che nascerà tra quattro mesi.

Anzi, figlia, è una femmina e si chiamerà Lisa, le prime due sillabe dei nostri nomi.

Mi è andata terribilmente bene. Tra centinaia di uomini presenti sul quel sito, ho trovato subito quello perfetto per me.

La felicità ha un volto bellissimo, soprattutto quando la vedi per la prima volta, dopo anni di limbo, grigiore e tristezza.

Anche il volto di Sandro mi appare bellissimo, come la nuova vita che mi ha regalato e come la nuova vita che sto per mettere al mondo.




















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