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Una storia di BeppeGVida

1000 Miglia 1957

Alfonso de Portago

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3 minuti

Pubblicato il 26 giugno 2019 in Avventura

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Alfonso de Cobeza de Vaga 17° marchese De Portago muore nella 1000 Miglia del 1957 sulla sua Ferrari 335 S 12 cilindri col numero di corsa 531 nel tratto di rettifilo che da Guidizzolo provincia di Mantova sulla strada Mantova Cremona alle ore 16,35 del mese di maggio… Al traguardo di Brescia non arriverà…

La corsa più affascinante e spericolata d’Italia nata il 27 marzo del 1927 si è fermata nel maggio del 1957. Nella tragica corsa avvenuta per lo scoppio della gomma sinistra dell’avantreno investendo il pubblico che affollava i margini della strada.

Le ipotesi fatte da tecnici esperti non hanno chiarito a sufficienza per una forma tra il pudore dell’incertezza e molte concause hanno reso la ricostruzione del tragico evento, impossibile da dipanare…

Sono stati messi in causa anche gli “occhi da gatto” che stavano sulla mezzaria della careggiata che possono aver lesionato il pneumatico Englebert ma di certo non è emerso nulla…

La corsa seguita da mezzo mondo ha avuto un impatto sull’opinione pubblica che l’inchiesta aperta a carico dell’ingegner Enzo Ferrari messo sotto accusa per delitto colposo per l’incidente che già nell’aprile del 1938 alla 1000 Miglia al secondo passaggio di Bologna, morirono, per lo sbandamento della Lancia Aprilia col numero di corsa 101 sulle rotaie del tram.


L’ingegner Enzo Ferrari solo nel 1961 venne prosciolto dalle accuse e continuò la sua missione di costruttore di auto potenti come le conosciamo.


Nel 1957 finiva la storica 1000 miglia nella versione su strade libere. Le edizioni successive la 1000 Miglia continuò; e ancora si corre con un criterio completamente diverso dalle 27 edizioni precedenti.


De Portago 28 anni bello come un dio greco, ricco e famoso, per il casato e le donne che frequentava. Nei giorni precedenti la sua fine sembra, per quello che hanno riportato le cronache all’epoca, che dalle sue affermazioni aleggiasse un senso fatale premonitore.

Aveva affidato un piccolo libro- quaderno da consegnare alla madre, Donna Olga in vacanze a Biarritz e, in caso di incidente avvertissero prima la moglie che viveva con i due bambini a New York… Ciò ha avvalorato la tesi che sentisse la sua fine. Quanto aveva predisposto nei giorni prossimi alla partenza della sua prima ed ultima 1000 miglia (circa 1.700 chilometri) indicassero fatalmente che andava a morire …

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Le passioni quelle che condizionano la vita non sempre sono fatali: esaltano imprimono vigore e fanno salire l’adrenalina antica droga che esalta uno spirito libero un pensiero promettente un’azione audace, nel rispetto di ogni regola civica, civile e proietta in taluni spiriti la leale competizione e, in mancanza delle condizioni porta ammirazione per coloro che competono.


I figli maschi di Gaetano Marzotto appassionati di corse automobilistiche grandi lavoratori come il padre, Gaetano, taluni di essi correvano su Maserati nelle 1000 Miglia… Hanno creato vanto alla Maserati - casa automobilistica fondata a Bologna dai fratelli Alfieri Maserati - passata alla famiglia Orsi di Modena…

Un racconto per dire della fierezza di un padre – Gaetano Marzotto – per i propri figli noti come corridori su macchine Maserati; un giorno Gaetano viene fermato dalla polizia stradale per un accertamento di routine, Il capo pattuglia chiede i documenti e la patente. Mentre legge esclama a voce entusiasta “alla pattuglia” “è il padre di Giannino Marzotto…”. Risposta lapidaria in dialetto di Valdagno: No è Lui Mio Figlio…

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La Maserati dal 1960 a Bologna aveva i suoi clienti più numerosi concentrati in una sola località urbana italiana. Cesare Perdisa era il corridore bolognese che ha partecipato a tutte le edizioni della Bologna Raticosa e altre prestigiose compresa la 1000 Miglia… Si racconta ancora negli ambienti dove l’odore del cuoio degli interni delle Maserati sono il profumo della gloria, che Cesare andò da Bologna a Modena in retromarcia per dire che l’adrenalina che prende come una droga spinge la passione ed esercita un’azione di coraggio di fede di incoscienza da record…


Autore Beppe G. Vida


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