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Una storia di DomenicoDeFerraro

PASSIONI ROSEI FIORI DI PESCO

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4 minuti

Pubblicato il 28 aprile 2019 in Poesia

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PASSIONI ROSEI FIORI DI PESCO


Le passioni sono immagini con cui narrare poesie in amplessi, complessi , musicali, psichici e altre stronzate. Le pensi zitelle, figlie della buona borghesia , figlie di quell’amore acerbo, che gioca su di un ramo dimenticato che splende al sole , che ride alla luna . Graziose figlie di pene remote. Spremi le meningi, immagini , un amore possibile , un bene che non ha senso come l'errore che rincorre la verità. Come quel giorno al bar della stazione con le gambe accavallate, con l’aria di chi tira l’acqua al suo mulino, come l’amore , anche la morte si è giocato i suoi assi, ha messo un perché tra i tanti miei dubbi si è preso quest’anima per amica ed è partita con lei all’avventura.

Potrebbe essere stato un errore o l’inizio di una nuova storia di un qualcosa che attorciglia il senso, irrita la chimera la metrica l’ignoranza , l’ingrato compito di cercare ancora un perché. Con la bocca seduce fa pernacchie e se la ride contenta di mostrare le sue grazie. Ed un ridere ridicolo un sbellicarsi in un sinonimo un mitico inizio un metro che s’accorcia diventa cosi piccolo che è come trovare un ago in un pagliaio. Come con questo amico deriso, preso a calci lungo una strada polverosa. Galoppando insieme , andiamo contro le mille paure contro il tempo che ci ha domato e donato una nuova vita.

Abbiamo sbagliato a cantare dietro l’inferriate di questo casa, in questa cella dove s’osserva il mare. Muovermi insieme ai miei pensieri , muovermi dolcemente nel canto dell’allodola ferita sul ramo . Come l’amore , la vita risorge in me ed io vivo mille vite , vivo il mondo che mi ha condotto dentro l’odio , dentro questo canto , fuori di me , dentro di te.

Un inizio , una vittoria fatta di tanti egocentrismi , immemore , immobili, brilli e bulli che ballano per strada, fanno i pazzi davanti casa si abbassano le mutande , imprecando contro il buon senso e alla buon ora che preclude al canto. Certo dei tanti temi , le tante storie simili a sinistri introiti, condivise con mecenati professori di passioni senili . Poi prendi una ventina di canti fatti da santi che si tingono i capelli e sei dentro un umanità che non ti rende merito, accusandoti di essere insensibile , troppo folle , troppo poeta , troppo stonato, nell’intendere nel volare verso l’infinito, fustigato dalla gioia del vivere eremitico. Eclettico , eccentrico , copulante in una coppa colma di versi sibillini . Spumeggianti versi , feste ed altre locuzioni , puzzole, mite poesiole pasquali , cretine rime incipriate di fresco. Alla porta nessuno è sincero , c’è sempre qualcuno lesto nell’aprire poi nel chiudere dietro di se tutto il passato . E si ride tanto che non ci capisce se quello piscia contro vento o è ubriaco di felicita . Ma la verità che lui ama una fanciulla e fuma erba ,dentro una pipa perduto nel suo tempo. Vorrei organizzarvi in mezzo a tantissime tarantelle , quaresimale , pastiere e pizze un pranzo che fa accapponare la pelle.

La quaresima esprime un dissenso dietetico. Risorti per questo siamo, anfitrioni, forniti di gran intelletto, in una ragione informale elementi di un vivere psicosomatico che mostra di conoscere le scemenze altrui che si tira le bretelle e s’eleva verso le vette della sapienza è non c’è mezzo ne sostentamento ne imprecazioni che renda questo luogo un paradiso.

Le prime impressioni sono momenti lirici irriverenti . Pigre domeniche addormentati ai margini di uno stagno ove nuotano mediocri figuranti , figli di speranze e abnegazione , scheletrici sacerdoti che fanno di ogni uomo un simulacro un fantoccio tra il sacro ed il profano .
Profondo come Il tempo , dolce come le labbra della bella. La poesia è cinetica , calva, incapace di radere e rendere felice chiunque l’ami . Appartiene ad un illustre casato senza testa. Amori banali , quasi ridicole conclusioni che conoscono la realtà circostante . Domani lo spiegherò dentro un discorso che non sta né in cielo né in terra.

La strada ci ha traditi entrambi, ci ha messo in faccia ad un muro , dentro un uovo pasquale , dentro il ricordo dei morti , in una soave sorpresa che esprime la sua ipocondria. Illude, desume , traccia un esistenza effimera quasi miscredente con un dente traballante in bocca . E la sorte è compagna di molte morte e di molti nomi , si compiace di ciò che crede , cresce si allarga a dismisura ed il vecchio continua a ripetere la frase : fatti fosti a viver come bruti, perciò fatevi i fatti vostri.

E tutto ha un senso , inutile , senza futuro che mostra la sua ira, la sua bellezza pasquale , quasi sepolcrale ,risorta in effettivi preludi biblici , bagnata dall' acqua che scorre e mai ritorna indietro. Un mare di stelle , sopra la nostra testa , gioiosi esperimenti lirici, segnati dal caso , dalla volontà di riscatto. Un enorme uovo lasciato fuori la porta di casa che contiene ogni cosa che si desideri , ed ogni cosa ha un prezzo come la pazzia anche la poesia rode le membra , ti riduce all’osso , verso un senso secondario in un sesso a pagamento come Ulisse andiamo verso Itaca sul mare in tempesta , cantando Oh vita , Oh mia vita mia sei stato ò primmo ammore ò primmo e l’ultimo sarai per me.

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