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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Articoli e recensioni

Quando la realtà supera la fantasia

Una società incapace di difendere i piccoli, è una società senza futuro

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2 minuti

Pubblicato il 28 ottobre 2019 in Didattica

Tags: #BimbiMaltrattati #Scuola

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Giorni fa ho pubblicato, proprio qui, su INTERTWINE, un racconto, nella cui parte centrale, si descrive un episodio di maltrattamento nei confronti di un bambino della scuola primaria, seppure edulcorato per non offendere la sensibilità del lettore. Ecco il link:

https://www.intertwine.it/it/read/4kQvtxUm/nel-campo-dei-miracoli

Non ci fossero le date a testimoniarlo, diresti che mi sono ispirata ad un fatto, realmente accaduto, che si legge oggi sui giornali.


Pavia. In una scuola elementare la docente nota, sul corpicino di una sua piccola alunna, i segni di ripetute percosse. Osserva il comportamento della bambina: tende a isolarsi, piange spesso, cerca aiuto dalla maestra. E lei capisce di trovarsi di fronte ad una situazione familiare difficile. Parla coi genitori e scopre la realtà di un padre alcolizzato e di una madre a cui era stata tolta la podestà genitoriale. Come giusto, l’insegnante si rivolge al dirigente scolastico, per segnalare il caso e perché vengano presi gli opportuni provvedimenti. Ma si scontra con il più assoluto silenzio da parte di chi avrebbe dovuto farsi carico del caso. Perciò impone, così come vuole la coscienza civile, il suo “aut aut”: o la dirigenza decide di agire, o lei agirà in autonomia, denunciando il caso di maltrattamenti alle forze dell’ordine e ai servizi sociali. E, in presenza di un ulteriore assordante silenzio, non può fare altro che procedere su quella strada che ritiene giusta.

La salvezza per la bambina.

E la maestra?

Lei invece viene sanzionata: sospesa dal servizio e dallo stipendio, per un giorno, con la seguente motivazione “L’insegnante ha violato il segreto d’ufficio, assunto una condotta non conforme alle responsabilità e ai doveri inerenti il ruolo, creando un danno d’immagine all’istituto”.

Come si può chiudere gli occhi davanti ad un bambino che chiede aiuto per essere liberato dalla sua sofferenza? Una scuola che lo ignora ha dimenticato che la sua funzione è innanzitutto formativa. E allora sì, che c’è un danno d’immagine: quello di non saper educare al rispetto per gli altri, alla convivenza civile, alla capacità di intervenire in aiuto dei più deboli e svantaggiati.

Se avessi dei figli in età scolare, farei chilometri per portarli a scuola, in una classe dove la maestra è capace di prendere decisioni davanti ad una situazione umanamente intollerabile, anche rimettendoci personalmente!

Una società incapace di difendere i piccoli, è una società senza futuro.


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