scrivi

Una storia di Giaroz

Questa storia è presente nel magazine L'amante religiosa

Changement

64 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 15 febbraio 2021 in Thriller/Noir

Tags: #anni20 #thriller #parigi #donne #cambiamento

0

Parigi, 03 Febbraio 1921



Carissima Olga,

ti scrivo questa lettera perchè non ne posso più. Ho bisogno di sfogarmi, di togliermi questo immenso peso che mi sta affliggendo e mi sta logorando dentro. Ti prego di non giudicarmi, di non odiarmi e di ascoltare le mie parole senza perde la stima che hai sempre sostenuto di avere nei miei confronti, perchè per me il tuo giudizio è sempre stato importante. Quando leggerai questa lettera io non ci sarò più perchè ho deciso di farla finita, ma non prima di aver confidato questo segreto che mi porto dentro da anni.


Correva l'hanno 1906, avevo 18 anni ed ero nel pieno della mia giovinezza. Ero in età da marito e mia madre mi presentò a diversi uomini nonchè potenziali pretendenti. Non avevo mai avuto alcun approccio nessun uomo, non sapevo neppure come fosse fatto un corpo maschile, ma ero del tutto ferma sulle mie convinzioni e legata alle convenzioni sociali che mai e poi mai mi sarei concessa prima del matrimonio. Ero una bella donna in giovane età: bellissimi capelli lunghi, neri, lisci come la seta; occhi azzurri come l'acqua nei quali ogni uomo si perdeva sognando chissà quali situazioni inconfessabili e ogni donna si sentiva minacciata a tal punto che sentivo il loro disprezzo sulla mia pelle. Pelle bianca, candida, morbida e dall'inequivocabile profumo di iris che mia madre era solita mettere nella vasca da bagno. Labbra naturalmente rosse, invitanti, come fragole dolci da mordere e delle quali gustarne il dolce sapore.


Quella sera stavo tornando a casa dopo una breve passeggiata attorno al nostro casale. Era l'imbrunire e le ombre degli alberi erano più spettrali del solito. Qua e là si sentivano civette stridere, cicale cantare, ma il silenzio era così intenso da rendermi inquieta. Sentivo la pelle d'oca assalirmi e una strana sensazione di oppressione mi stava pervadendo. Sentivo che qualcuno mi seguiva, ma nonostante mi girassi in continuazione per coglierlo il flagrante, non vedevo nessuno e questo mi rendeva ancora più nervosa. Ricordo che cominciai ad accelerare il passo vedendo in lontananza la mia destinazione. Potevano esser 100 piedi come 2000 piedi per quel che ne sapevo perchè la paura mi stava assalendo. Poi d'un tratto lo sentii... Il suo braccio attorno al mio collo, come un lazo lanciato attorno al collo di un toro, sentii stringere la gola trascinandomi a terra. Il buio mi rese incapace di vedere e la mente si chiuse non permettendomi di ragionare. Non potevo urlare, ero soffocata dal terrore. Sentivo le sue respiro fetido, vomitevole sul mio volto con un sussurro così terrificante da farmi venire i conati di vomito STAI ZITTA O TI AMMAZZO. Anche volendo, non riuscivo a proferire parola o a muovere un solo muscolo. Sentivo le sue mani fredde e unte farsi strada sotto il mio vestito e la sua bocca baciarmi avida sul petto lasciando una scia di bava disgustosa che a contatto dell'aria sembrava tanto fredda quanto ghiaccio penetrante. Lottai con tutta me stessa e le uniche parole che riuscii a proferire furono NO TI PREGO, ma a quel sibilo lui si fece ancor più cane, ancor più iroso nei suo gesti e nei suoi movimenti. Le lacrime scesero dal miei occhi così vuoti, in balia di una bestia che ora mi stava toccando là dove nessuno avrei mai voluto arrivasse, se non con i giusti presupposti. Sentii l'inconfondibile rumore della cintura slacciarsi e pensai TI PREGO DIO, TI PREGO ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Poi d'un tratto, come un sacco pieno di sabbia e con la violenza di un lottatore, mi prese e mi girò dicendomi SEI VERGINE VERO? NON TI DEFLORERO', MA IN UN MODO O NELL'ALTRO DEVI ESSERE MIA. Quella voce, così roca e diabolica mi penetrò come un pugnale nel cuore e un dolore mai sentito prima mi fece urlare. Mi chiuse la bocca con tanta forza che il respiro mi si mozzo e un senso di svenimento mi fece accasciare, senza sensi. Ho pensato che Dio forse aveva pensato fosse meglio non farmi ancor più male di quello che stavo provando facendomi assistere a quell'abuso, perciò svenni. Quando mi risvegliai, il dolore corporeo passava totalmente in secondo piano rispetto al dolore dell'anima. Sapevo che la mia purezza era stata infangata per sempre per mano di una bestia che non avrei mai più riconosciuto. Mi rialzai a stento. Gli arti inferiori non mi reggevano, ma era necessario tornare senza destare alcun sospetto. L'umiliazione che avrei dovuto affrontare era più forte di ogni pugno. Nessuno doveva sapere, nessuno doveva chiedere.

Piansi per un mese intero, ogni notte e ad ogni occasione in cui rimanevo sola. Non permisi a nessuno di avvicinarsi inducendo mia madre ad ogni sorta di domanda a cui rispondevo con allusioni ormai talmente ben fatte che mi stavo autoconvincendo che avrei potuto proseguire all'infinito.


Poi un giorno, al mercato, sentii quella voce, così inconfondibile, impressa nella mia mente come un marchio a fuoco. Era lui, un uomo alto, di aspetto gradevole, ma che nascondeva una sozzaghine tale da rendermi violenta. Avrei voluto prenderlo da parte e urlargli, quale signora ero, che avrebbe pagato per il dolore e l'umiliazione che mi aveva provocato. Ma mi dissi PERCHE' CLAUDIEN? PERCHE' ESSER SIGNORA? CON TE LUI NON LO E' STATO. Un fuoco assassino mi pervase e decisi che era tempo di vendicarmi. Dissi a mia madre che volevo cambiare aspetto, che era il momento di crescere. Non dovevo permettere che mi riconoscesse.


Tagliai i capelli, come per dare un taglio netto alla mia giovinezza, cambiai colore tingendoli di un rosso porpora per far trasparire il sangue che sgorgava dal mio cuore e iniziai ad indossare indumenti neri, come le tenebre che oscurarono la mia anima.


Non potevo sapere se mi avrebbe riconosciuta, ma ero forte. Una forza mai percepita in vita mia e mi convincevo che avrei potuto e dovuto fargliela pagare, in un modo o nell'altro.



..............




Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×