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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

Il Grande Capo Supremo di tutti gli zoo

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9 minuti

Pubblicato il 10 giugno 2020 in Humor

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Si prepara una grande festa nello zoo. Tacchino Pasquale, il direttore ha ricevuto la comunicazione che, la prossima settimana, verrà in visita il Capo Supremo di tutti gli Zoo. In cuor suo spera in un riconoscimento delle sue evidenti capacità gestionali e nella promozione a Direttore Generale degli zoo regionali. Ha dato disposizione ad alcuni suoi collaboratori, che sa estremamente esperti nel settore, di imbandire un grande banchetto per accogliere l’illustre ospite. Ha anche disposto la pulizia accurata di tutte le gabbie e degli ambienti comuni del suo piccolo impero:

«Tutto deve brillare come se ogni cosa fosse nuova» C’è grande fermento tra i pulitori: scope, spazzole, cenci e panni da spolvero vengono usati come mai si era visto. Pasquale ha anche deciso che è giunta l’ora di fare nuovi investimenti. Ordina un nuovo bancone per l’atrio dove si svolgono le operazioni di accettazione, qualche apparecchio Tv per le sale di ricreazione e, per sé, un nuovo supersonico telefono con una piacevole suoneria e anche molti quadri per abbellire le pareti del suo megagalattico ufficio. Ordina poi una super poltrona presidenziale, fornita di pedana e di comandi elettrici, per attenuare l’impressione della sua piccolezza nell’immensità dell’enorme stanza presidenziale.

Nell’attiguo ufficio, intanto, i collaboratori si attivano per elaborare un menu speciale per il grande pranzo che hanno avuto ordine di preparare in onore del Capo Supremo.

«Crostini di crema di gamberetti e ombrina al forno con pomodorini e capperi» propone lo Squalo che, come si può intuire ama i piatti a base di pesce.

«Arrosto di tacchino e pollo alla cacciatora» è la proposta della Faina che, invece preferisce frequentare e depredare nottetempo i pollai.

Il Serpente a Sonagli suggerisce, per contorno, un bel piatto di funghi assortiti trifolati, con la precisazione di fare attenzione che non ce ne siano di velenosi. Dal Pit Bull arriva l’idea di uno stinco di maiale, su un letto di patatine novelle arrosto.

«E tu cosa consigli?» chiedono in coro a Penni la coniglietta che, in silenzio, ha continuato a svolgere le sue normali mansioni lavorative, perché anche se viene in visita il Grande Capo Supremo, la vita quotidiana continua e tutti gli animali ospiti dello zoo devono essere accuditi.

«Io sono vegetariana» risponde Penni sommessamente, quasi a scusarsi di non partecipare all’elaborazione di quel fantastico menu, trionfo di carni e di pesci. Gli altri la guardano con disprezzo e una punta di commiserazione.

«Sempre la solita, incapace di integrarsi!» sbotta il Pit Bull.

«Lasciala perdere, tanto qualcuno che si occupa della normali operazioni quotidiane ci vuole, no?!» soggiunge lo Squalo, che è il capo riconosciuto della cricca dei nullafacenti.

Così decidono di lasciare Penni a rispondere al telefono, sbrigare la corrispondenza e occuparsi di tutte le altre necessarie attività, mentre loro si recano in cucina per vedere cosa è opportuno acquistare per preparare i manicaretti per la bella festa.


Finalmente il grande giorno è arrivato. Pasquale, magnificamente vestito in giacca e cravatta, accoglie, sul cancello, il grande Capo Supremo di tutti gli Zoo e lo introduce nella struttura per mostrargli le varie parti del suo piccolo regno e spiegargli le attività che in esso si svolgono. Nel salone centrale è stato predisposto un palco dove sono riuniti i piccoli che, guidati dalla scaltra Volpe Beatrice, che di mestiere fa la vicedirettrice, eseguono in coro, pur con qualche lieve stonatura, alcune canzoncine e qualche balletto in cui, più spesso, inciampano nei piedi uno dell’altro.

«Ma si sa sono piccini e bisogna perdonare loro gli errori di esecuzione» dice sorridendo Pasquale, ripromettendosi in cuor suo di metterli tutti in castigo, senza tv per una settimana.

Al termine della visita e dello spettacolino, il Capo Supremo viene invitato in refettorio dove si svolge il sontuosissimo pranzo in suo onore. Siede circondato dal Tacchino Pasquale, dalla Volpe Beatrice e da tutti i loro luogotenenti. I convitati mangiano con piacere, elogiano le varie portate che vengono servite e chiacchierano amabilmente tra loro, mostrandosi cortesi e servili verso l’esimio ospite, consapevoli che altrimenti perderebbero il favore di Pasquale, che a questo evento ci tiene tantissimo. Ognuno spera, in cuor suo, di poterlo seguire nel cammino della sua prestigiosa ascesa, che certamente avrà origine da questa giornata.

«Ringrazio i miei fedeli collaboratori, che tanto si sono impegnati per la buona riuscita di questo convivio» dice il direttore, alzando il bicchiere per un brindisi in loro onore.

«Cin cin, bravi, un pranzo squisito» applaudono tutti.

«Chi sarà il suo segretario particolare?» si domandano la Faina, lo Squalo, il Pit Bull e il Serpente a Sonagli guardandosi in cagnesco, perché ognuno di loro aspira a quella prestigiosa carica, mostrando, però, un sorriso stampato a tutto tondo.

In un angolo, là in fondo al lungo tavolo, Penni la Coniglietta, mangia svogliata la sua insalata di lattuga e carote, stanca per il tanto lavoro che ha dovuto svolgere in questi giorni, sostituendo i colleghi che erano occupati nei grandi preparativi.

«Beh, se servisse a fargli avere una promozione» pensa, riferendosi al direttore Pasquale «almeno, potremmo liberarci di lui e magari avere un capo che si preoccupa veramente del benessere degli abitanti dello zoo, invece di pensare soltanto ai suoi personali interessi. Magari, vorrà portarsi dietro la sua corte di delatori e nullafacenti e così le cose potrebbero migliorare.» Volgendo gli occhi sugli invitati si sofferma sul Grande Capo Supremo e si accorge che anche lui la sta osservando, ha uno sguardo indagatore ed un lieve sorriso beffardo, quasi come se le leggesse nel pensiero.


Al termine del banchetto, il Capo Supremo di tutti gli Zoo e il direttore Pasquale si accomodano nel megagalattico ufficio di quest’ultimo. Sollecito, arriva il Corvo, rigorosamente vestito di nero, a servire il caffè agli illustri personaggi. Con un cenno Pasquale gli indica di ritirarsi, poiché importantissimi sono gli argomenti di discussione di cui loro due devono parlare.

«La ringrazio per la bella accoglienza che mi avete riservato» dice il Grande Capo Supremo, mentre Pasquale gongola tra sé, certo che ormai sia in arrivo la grande notizia della sua promozione «Ho apprezzato lo spettacolo dei vostri piccoli allievi, notato l’acquisto dei nuovi televisori…»

Pasquale sprizza gioia da tutti i pori e si congratula con sé stesso per le ultime compere fatte.

«Magari con la stessa cifra si sarebbe potuta allestire una piccola, ma ben fornita biblioteca» aggiunge il Grande Capo Supremo con noncuranza. Pasquale rimane interdetto e non sa come interpretare questa osservazione, anche perché ha sempre pensato che i libri servono solo a mettere grilli per la testa ai dipendenti, che più ignoranti sono meglio è.

«E questo ufficio, così ben arredato, con tutti questi bei quadri alle pareti e tutti gli ultimi ritrovati della tecnica, non le sembra un po’ sovradimensionato?» Pasquale ripensa a quando, prima che lui si insediasse nell’incarico, era, invece, destinato a luogo di prima accoglienza per gli animali che giungevano anche da molto lontano e lì avevano modo di incontrare i vari assistenti, che si sarebbero presi cura di loro, ed imparare le regole dello zoo e della convivenza tra tante specie diverse. È solo un piccolo attimo di rimorso, ma poi risponde:

«Ma sa, serviva una grande stanza per lo svolgimento delle riunioni del Consiglio di Gestione»

«A proposito: ho ricevuto alcune lettere di protesta da parte di alcuni consiglieri, che lamentano di non poter esprimere il proprio eventuale dissenso perché vengono regolarmente messi a tacere»

La discussione sta prendendo una piega che non piace affatto al Direttore che comincia a dubitare che la tanto agognata promozione possa non essere così certa.

«E mi sono anche giunte voci di espressioni ed atteggiamenti non adeguati al ruolo che ricopre» Pasquale è sempre più mortificato e non trova parole per difendersi mentre il Grande Capo Supremo lo incalza:

«E quella sua vicedirettrice, Beatrice, ho letto di lei sul giornale. Non è quella che insegnava ai piccoli allievi le canzoni alla moda, senza valutarne linguaggio e contenuti, riuscendo a far scoppiare le proteste dei genitori che non amano certo che i figli imparino maleducazione e parole volgari?Avrebbe dovuto sanzionarla e non sottovalutare la faccenda. Mi risulta invece che le abbia conferito sempre maggiori incarichi di fiducia. Se non sa scegliersi i collaboratori, caro Direttore, non merita il ruolo che ricopre. Perciò la sollevo dall’incarico e da domani entrerà in carica un nuovo dirigente»

Tacchino Pasquale è annichilito e tace, pensando al suo prossimo destino, quando dovrà tornare, sconfitto, tra gli altri animali dello zoo, che certo non avranno comportamenti di favore nei suoi confronti.

Il Grande Capo, infine si alza ed esce dalla stanza, lasciandolo lì a meditare sul triste destino che lo attende.

Nell’ufficio adiacente, tutti tacciono, ognuno avendo intuito che qualcosa non sembra essere andata per il verso giusto. Il Grande Capo apre la porta e li saluta cordialmente: «Buongiorno signori, sono venuto a salutarvi e a ringraziarvi per il sontuoso pasto che mi avete offerto» I visi si distendono, forse a loro non è andata male come al Direttore…

«Ma sapete cosa vi dico? I contributi donati allo zoo, non va bene che vengano utilizzati per acquistare cibarie e preparare sontuosi banchetti, neanche per ben apparire con i superiori, ma servono a soddisfare le necessità dei residenti e devono essere oculatamente spesi. Perciò da domani, visto il vostro prevalente interesse, sarete assegnati alle cucine in qualità si sguatteri ed aiuto cuochi, ognuno in una cucina diversa.

Invece tu, Penni, visto che, a quanto pare, non sai cucinare, continuerai a svolger qui il tuo lavoro e tra qualche giorno avrai dei nuovi colleghi, spero per te, più motivati e meno nullafacenti. Arrivederci signori, vi auguro di trovarvi bene nel vostro nuovo ruolo».

Poi , nel silenzio generale si dirige verso la porta, lasciandoli lì a meditare sulla sorte che li aspetta.


Filastrocca di Penni la coniglietta:


Il pavone Gian Marcello è davvero un bell’uccello,

la sua coda colorata è da tutti assai ammirata

gira calmo per il prato e da tutti è molto amato


Sopra il ramo della quercia canta allegro l’usignolo

col suo suono melodioso rende il giorno più radioso

se lo ascolti attentamente il tuo cuore è più gioioso


Il gattino Corradino è davvero assai carino

salta e gioca tutto il giorno e ti sta sempre dintorno

poi ti porge la zampina con quell’aria birichina


Il castoro Termidoro tutto il tempo sta al lavoro

se hai bisogno di un aiuto, lui accorre in un minuto

e ti lascia solo quando, terminato è tutto quanto


Rosalino, il delfino, sta giocando a nascondino

vuole farti divertire e vederti assai contento

è felice solamente, se ti vede sorridente.


La lucertola nell’erba, se ne sta ben rintanata

esce solo se c’è il sole, per potersi riscaldare

poi d’un tratto scappa lesta, per la troppa timidezza.

Questo zoo mi fa star bene, non lo voglio più lasciare,

dagli amici che ho trovato ogni giorno è illuminato

Tutti quanti li ho nel cuore, li conservo con amore.


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