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Una storia di Voiceinsidemyhead

Questa storia è presente nel magazine Tutto quello che non ti ho detto

Mi sono innamorata di te anche se potevo fare tutt'altro

Siamo entrati in sintonia da subito, noi due. E mi sono spesso chiesta il motivo.

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4 minuti

Pubblicato il 15 ottobre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amore #innamorarsi #lettera #perdersi #trovarsi

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Perché mi sono innamorata di te. Siamo entrati in sintonia da subito, noi due. E mi sono spesso chiesta il motivo. Ci siamo guardati negli occhi e ci abbiamo visto dentro qualcosa di simile. E questo ha fatto da filo conduttore alle nostre paure più profonde. E le abbiamo rivelate come se non ci fosse niente di più semplice a questo mondo. La mia paura di essere me stessa ha incrociato la tua. E fu così che ne diventammo l’uno il custode dell’altra.

E come siamo noi quindi? Dico spesso a molta gente che siamo uguali. Loro non riescono a comprenderne il motivo: siamo apparentemente così diversi! Io amo la vita e tu la disprezzi, dicono. Loro non sanno, in realtà, che io la vita la so detestare tanto quanto tu mostri di riuscirla a rifiutare, e che tu la sai amare tanto quanto io spesso fingo di volerlo fare. Siamo stati una combinazione più che paradossale, ma ha funzionato.

E sai cosa? Almeno noi eravamo veri. Almeno eravamo coerenti. Non avevamo bisogno di essere diversi agli occhi della gente. E se le cose andavano male, andavano male alla luce del sole. Almeno noi mostravamo ciò che davvero sentivamo, almeno noi dicevamo ciò che davvero pensavamo.

Sempre molto schietti, io e te, e per questo ci siamo spesso cacciati in molti guai. Dico in generale, non solo fra di noi. Spontanei e senza peli sulla lingua come due bambini che ad ogni scoperta si convincono di aver capito tutto del mondo che li circonda.

Ma sai cosa penso? Che la gente si fascia la testa così tanto pensando alla famiglia, al lavoro, alle relazioni sociali… E se conservasse quell’istintività infantile per cui se una cosa non ti piace fa schifo e se ti piace è bella, forse vivrebbe meglio.

La vita è così. Schizziamo fuori da una vagina senza neppure sapere chi sia il coglione che ci ha messi in questo casino e perché. Alcuni dicono che sia un dono, altri pensano che sia la breve parentesi fra la nascita e la morte. I primi vivono attribuendole un senso in particolare, i secondi esistono senza che ci sia per forza un fine ultimo dietro ogni decisione presa.

E tornando alla domanda sul perché mi piaci, posso dirti questo: sei diverso. Sei diverso da tutta la merda che ho visto e conosciuto fino ad ora. Sei misantropo, irriverente, non te ne frega un cazzo di quel che pensa la gente o almeno è quello che fai credere (in realtà ti frega e ci soffri parecchio). Sei sociopatico, ma allo stesso tempo cerchi un modo per combaciare con tutto questo, trovare una collocazione, in tutto questo, così disperatamente che finisci col disprezzare tutto ciò che ti sta intorno, tanto che alla fine l’unico modo per non soccombere è stare ai giochi.

E poi ci sono io, che per non soccombere decido di distaccarmi da tutte queste stronzate superficiali e far completamente il contrario di quello che sarei tenuta a fare secondo le regole di questo stupido giochetto sociale. Ma lo sappiamo solo tu ed io.

Sono cose che abbiamo tirato fuori senza un perché, o forse il perché è che ci siamo veramente amati. Perché io tiravo fuori il lato peggiore di me, tutti i miei demoni e fantasmi, ma allo stesso tempo la parte migliore di te.

E tu tiravi fuori il lato migliore di me, quando diventavi la parte peggiore di te con tutti i tuoi scheletri e i tuoi limiti.

Perché cercando di amare quel lato di te, miglioravo me stessa.

E amando il lato migliore di me, miglioravi te stesso.

Potevamo essere entrambe le cose: il meglio e il peggio, che tanto andava bene lo stesso e tutte quelle cose di noi che ci facevano tanta paura sembravano quasi “normali” quando stavamo insieme. Abbiamo dimenticato che esistevano nel momento in cui le abbiamo amate. Ed era una cosa solo nostra. Per questo gli altri non ci hanno mai capiti.

Dicevano “ma come fanno quei due”. Come fanno quei due ad essere così felici insieme. Se hanno il potere di distruggersi come fanno anche a farsi tanto bene.

Ci distruggevamo, quando io diventavo i miei demoni, e tu i tuoi limiti. Ma ci amavamo, nel momento in cui tu scoprivi i miei fantasmi e io vestivo i tuoi scheletri.

E la verità è che ci invidiavano tutti. Che tanto lo sapevano quanto ci amavamo. E noi lo sappiamo, noi due insieme, cosa eravamo. Che ci guardavamo negli occhi e leggevamo cose che loro non potrebbero mai neanche lontanamente immaginare.

Sai, è questo l’amore. E mi odierai perché è una parola che ripeto all’infinito, e che forse a te non piace, ma non me ne frega un cazzo perché questo è e così va chiamato.

E io non volevo cambiare tutto questo. Ti amavo così. Col tuo essere cafone ma gentile allo stesso tempo, con le tue smanie egocentriche e il tuo farti piccolo davanti a chi vuoi davvero bene.

Con i tuoi scatti di pessimismo e la tua voglia di vivere.

E mi dispiace dirtelo solo adesso.

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