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Una storia di GioMa46

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Pubblicato il 23 giugno 2021 in Recensioni

Tags: #News #Attualit #Cinema #Films

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Locandina del film
Locandina del film

FILM / RECENSIONI


Recensione: "Il cattivo poeta"

di Camillo De Marco


20/05/2021 - L’esordio senza grandi guizzi di Gianluca Jodice racconta con gli occhi di un giovane fascista il duello a distanza tra Gabriele D’Annunzio e Mussolini

Sergio Castellitto e Francesco Patané in Il cattivo poeta.

Il rapporto tra il grande poeta Gabriele D’Annunzio e il fascismo è stata oggetto di numerosi studi storici e descritto nel dettaglio in un libro recentissimo di Raffaella Canovi (Bibliotheka Edizioni), in cui l’egocentrico individualista e libertario “Vate” viene definito come uomo al di là della destra e della sinistra che non poteva aderire ad uno Stato caratterizzato da rigidi inquadramenti e ferree regole restrittive. Soltanto il nazionalismo fanatico lo accomunava a Benito Mussolini.

Vissuto a cavallo di due secoli, il cultore del superomismo, l’esteta rinascimentale e allo stesso tempo sperimentatore ed entusiasta delle novità tecniche, D’Annunzio fu protagonista non solo della scena letteraria, ma anche del costume e della politica europei dalla fine dell’800 fino all’avvento del fascismo. Ma quella fra poeta e il regime fu sempre una relazione ambigua. La propaganda del regime lo sfruttava come simbolo di un glorioso passato, ma considerava il suo fascino e carisma come un vero pericolo che rischiava di offuscare il Duce. Mussolini ne era ossessionato e lo voleva costantemente sorvegliato, censurato, neutralizzato.

Gianluca Jodice, al suo primo lungometraggio dopo una lunga esperienza di corti, documentari e serie tv, sceglie con Il cattivo poeta [+] di guardare questo storico duello a distanza attraverso gli occhi di un giovane uomo, quel Giovanni Comini zelante gerarca fascista di Brescia che nel 1936 viene promosso segretario federale, il più giovane federale d’Italia. L’Impero italiano ha raggiunto la sua massima estensione, la Germania e l'Italia firmano un patto d'alleanza militare. Adolf Hitler, chiamato da D’Annunzio “ridicolo Nibelungo truccato da Charlot”, scatenerà la Seconda Guerra Mondiale nel 1939 e l'Italia sarà disastrosamente al suo fianco.

D’Annunzio - interpretato da Sergio Castellitto con straordinaria verosimiglianza fisica e di spirito - è vecchio, stanco e ammalato. Si è ritirato nella dorata prigione del Vittoriale sulle rive del Lago di Garda, foraggiato dal governo che ne finanzia la costosissima manutenzione. Il “Comandante” è circondato dal fedele architetto Giancarlo Maroni (Tommaso Ragno) e da quattro figure femminili: Luisa Baccara (Elena Bucci), musa e antica amante di D’Annunzio; la francese Amélie Mazoyer (Clotilde Courau), un tempo governante e anch’essa amante del poeta; l’ambigua assistente tedesca Emy (Janina Rudenska); l’infermiera Lina (Lidiya Liberman). Assiduo frequentatore, tanto da diventare un vero e proprio ospite fisso della tenuta, il commissario Rizzo (Massimiliano Rossi), che spia il poeta per conto del regime. Ma per conquistare la fiducia di D’Annunzio e raccogliere informazioni viene inviato dallo stesso Achille Starace (Fausto Russo Alesi), segretario del Partito Nazionale Fascista, il giovane Comini (Francesco Patanè).


Testimone delle repressioni brutali dei dissidenti da lui stesso ordinate, Comini subisce presto il fascino e l’influenza.del poeta. D’Annunzio soddisfa la domanda di padre simbolico che si contrappone al Mussolini padre primordiali che divora spietatamente i propri figli. Quando una ragazza che Comini frequenta rimane vittima della violenza fascista, si realizza il distacco definitivo dall’ideologia fascista (Comini sarà espulso dal partito dopo la morte del poeta). Eppure il giovane coprotagonista del film non riesce mai a elevarsi a figura simbolica di crescita e vera ribellione. Seppure apprezzabile il lavoro minuziosamente filologico del regista, con la ottima fotografia di Daniele Ciprì, lo stesso D’Annunzio è colto nel momento del suo crepuscolo e sono solo citate le gesta che lo hanno reso un’icona immortale. Come il volo su Vienna o l’esperienza forse più “cinematografica” del poeta, la conquista della città di Fiume, trasformata da D’Annunzio in capitale delle avanguardie europee, una sorta di Sessantotto ante litteram in cui convivevano monarchia e anarchia, i costumi erano eccezionalmente liberi, i diritti delle donne erano riconosciuti e l’omosessualità non era condannata.

È il 1937 quando Giovanni Comini viene promosso federale per volontà del suo mentore, Achille Starace, Segretario del Partito Fascista nonché numero due del regime. Giovanni è il più giovane in Italia a potersi fregiare del titolo e per questo la notizia ha una certa risonanza. E a soli 29 anni si ritroverà a dover gestire una missione delicata: controllare Gabriele D’Annunzio, sempre più irrequieto e pericoloso agli occhi del Duce. Quest’ultimo non può permettersi intoppi o complicazioni, dal momento che il suo piano di espansione dell’Impero ha la precedenza su tutto. Si tratterà di una vera sfida per il protagonista, soprattutto per via della incrollabile stima reverenziale che prova nei confronti del “Vate”.

sinossi

È il 1937 quando Giovanni Comini viene promosso federale per volontà del suo mentore, Achille Starace, Segretario del Partito Fascista nonché numero due del regime. Giovanni è il più giovane in Italia a potersi fregiare del titolo e per questo la notizia ha una certa risonanza. E a soli 29 anni si ritroverà a dover gestire una missione delicata: controllare Gabriele D’Annunzio, sempre più irrequieto e pericoloso agli occhi del Duce. Quest’ultimo non può permettersi intoppi o complicazioni, dal momento che il suo piano di espansione dell’Impero ha la precedenza su tutto. Si tratterà di una vera sfida per il protagonista, soprattutto per via della incrollabile stima reverenziale che prova nei confronti del “Vate”.


ALIDA VALLI
ALIDA VALLI

Oltre lo schermo, viaggio dietro le quinte.


di Camillo De Marco

21/06/2021 - Una emozionante rassegna di documentari dedicati ai mestieri del cinema, in occasione della quarta edizione di Fare Cinema, sulla piattaforma Audiovisiva

Un viaggio emozionante nelle produzioni cinematografiche italiane e internazionali degli ultimi 70 anni, alla scoperta dell’universo nascosto dietro le quinte. E’ “Oltre lo schermo”, rassegna dedicata ai mestieri del cinema, in occasione della quarta edizione di “Fare Cinema”, promossa dal Ministero degli Affari Esteri italiano, ideata e prodotta dalla piattaforma Audiovisiva.

15 documentari fruibili gratuitamente on demand dal pubblico internazionale, fino al 25 luglio, attraverso la rete degli 82 Istituti Italiani di Cultura nel mondo e il portale italiana, con sottotitoli in italiano, italiano per non udenti, inglese, francese e spagnolo. 15 film che esplorano i set più famosi, accanto ai registi più noti - da Luchino Visconti a Lina Wertmüller, Francesco Rosi, Giuliano Montaldo - svelando anche ruoli e mestieri senza i quali la magia del cinema non sarebbe possibile.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ci sono vincitori di premi Oscar come lo scenografo Dante Ferretti e il maestro Nino Rota, compositore di musiche leggendarie. Si vedono all'opera macchinisti, sarte, falegnami, pittori e scultori, artisti che hanno dedicato la vita a disegnare i cartelloni dei film, come Silvano Campeggi, che volò a Los Angeles per ritrarre la mitica Marilyn Monroe. Giuliano Montaldo racconta la genesi di Sacco e Vanzetti, tra difficoltà e incredibili colpi di scena come l'incontro tra Joan Baez ed Ennio Morricone che in poche ore registrarono Here's to You, la ballata divenuta manifesto di un'intera generazione.

E poi ancora il burrascoso legame d'amicizia e stima che legava Federico Fellini ed Ennio Flaiano; Piero Tosi che ha vestito le più grandi dive di tutti i tempi, da Claudia Cardinale a Silvana Mangano; il leggendario direttore della fotografia e regista Carlo Di Palma; Giuseppe Tornatore che firma l'emozionante documentario su Goffredo Lombardo, il produttore che con la Titanus ha ridisegnato completamente il cinema italiano della seconda metà del Novecento; il cinema civile di Francesco Rosi; Alida Valli, la madre di tutte le attrici secondo Giuseppe Bertolucci.

I 15 film in rassegna sono Alida di Mimmo Verdesca (2020), Acqua e zucchero. Carlo Di Palma, i colori della vita di Fariborz Kamkari (2016), Citizen Rosi di Didi Gnocchi e Carolina Rosi (2019), Handmade Cinema di Guido Torlonia (2012), Gli angeli nascosti di Luchino Visconti di Silvia Giulietti (2007), Dietro gli occhiali bianchi di Valerio Ruiz (2015), La morte legale. Giuliano Montaldo racconta la genesi del film Sacco e Vanzetti di Silvia Giulietti e Giotto Barbieri (2018), I ragazzi della Panaria di Nello Correale (2004), L'ultimo Gattopardo. Ritratto di Goffredo Lombardo di Giuseppe Tornatore (2010), Segretarie. Una vita per il cinema di Raffaele Rago, Daniela Masciale (2019), Flaiano: il meglio è passato di Giancarlo Rolandi, Steve Della Casa (2010), Un amico magico. Il maestro Nino Rota di Mario Monicelli (1994), Dante Ferretti: scenografo italiano di Gianfranco Giagni (2010), L'abito e il volto. Incontro con Piero Tosi di Francesco Costabile (2008) e As Time Goes by. L'uomo che disegnava sogni di Simone Aleandri (2018).

La rassegna “Oltre lo schermo” è resa possibile grazie ai film concessi in licenza da: Istituto Luce Cinecittà, Titanus, Enormous Films, Acek, 3D Produzioni, iFrame, Tipota Movie Company, World Video Production, Baires Produzioni, CSC Production.

Futura

di Camillo De Marco

17/06/2021 - La regia dell’opera seconda di Lamberto Sanfelice è troppo attenta alla forma per dare una vera “anima jazz” al film

Niels Schneider in Futura

La relazione fra jazz e cinema è iniziata praticamente con la nascita del cinema. I pianisti nelle prime sale cinematografiche commentavano le scene dei film muti e il primo film sonoro, nel 1927, è The Jazz Singer. Ancora oggi, un noir non è un buon noir se non ha del jazz nella colonna sonora e i film di Woody Allen e Clint Eastwood non sarebbero gli stessi senza ragtime e piano blues. Tanto più che alcuni tra i migliori film degli ultimi anni hanno quel genere musicale come idea di partenza o elemento fondante.

Un universo, insomma, in cui il cinefilo sguazza e lo spettatore medio si trova a suo agio. Incuriosisce quindi la scelta di Lamberto Sanfelice per il suo Futura [+]. Il regista aver esordito brillantemente nel lungometraggio nel 2015 con il notturno e acquatico Cloro [+], in concorso al Sundance Film Festival e selezionato nella sezione Generation della Berlinale. Alla sua seconda prova, Sanfelice raccontare la storia di un giovane musicista jazz alla ricerca di una seconda possibilità. Niente che non si sia già sentito, ma piuttosto originale nel panorama del nuovo cinema italiano.

L’idea del film, come l’ha raccontata il regista, sarebbe nata da un incontro: il suono di una tromba suonata da un tassista seduto al suo posto di guida nell’auto ferma. Da qui il personaggio di Louis Perri, che ha la faccia giusta dell’attore parigino naturalizzato canadese Niels Schneider. Louis è un jazzista di talento schiacciato dal peso di un rapporto decisamente irrisolto con il padre, grande sassofonista (ispirato alla figura di Massimo Urbani, di cui si vedono immagini di repertorio) che l’ha abbandonato. Il giovane ha rinunciato alla musica e si guadagna da vivere come tassista notturno e corriere della cocaina con la sua disinvolta amica Lucya, una transessuale cilena, interpretata da Daniela Vega (la bravissima protagonista del film premio Oscar Una donna fantastica [+] di Sebastián Lelio).

Siamo in una Milano notturna, cosmopolita e scintillante di neon, fotografata sontuosamente da Luca Bigazzi. La musica permea il film. La vita notturna è punteggiata dalla musica techno e dalle esibizioni canore di Lucya che canta la Madama Butterfly di Puccini nei club. Di giorno è il jazz a dominare e per realizzare il film Sanfelice si è avvalso di collaborazioni eccezionali, da Stefano Di Battista, che interpreta uno dei musicisti della band a cui si unirà Louis, al mitico Enrico Rava, che appare brevemente, entrambi autori anche delle musiche originali del film insieme a Lorenzo Cosi e Giovanni Damiani.

Lamberto Sanfelice mette le basi per una sorta di thriller atmosferico ma la sottotrama creata dalla sceneggiatura (di Fabio Natale e Sanfelice, in collaborazione con Alessandro Valenti) affievolisce la resa generale. Il coinvolgimento della moglie del protagonista, una sotto-utilizzata Matilde Gioli e della figlia Anita (Aurora Onofri), rendono Futura una sorta di Whiplash per famiglie. Musica e droga non bastano a rendere il film abbastanza sporco e “maledetto”, e la forma estetica quasi estremizzata creata da una regia troppo attenta alla forma non aiutano a dare una vera anima jazz al film.

Prodotto da Indiana Production, MeMo Films, Lalavì Film con Rai Cinema e Rosebud Entertainment Pictures, il film sarà al cinema in Italia dal 17 giugno distribuito da Adler Entertainment.



Rapporto industria: Politica europea

di Davide Abbatescianni


Il 70% dei canali televisivi transfrontalieri rientra nella giurisdizione AVMSD di Paesi Bassi, Lussemburgo e Spagna.

Le informazioni sono ora disponibili sul database MAVISE dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo, accessibile liberamente

As a result of the European Audiovisual Observatory’s cooperation with the European Commission under the EU’s Creative Europe programme, MAVISE, the database of audiovisual services in Europe, now offers detailed information on the application of the European Union’s Audiovisual Media Services Directive (AVMSD).

In detail, the data available in MAVISE is based on contributions from the audiovisual regulatory authorities of the EU Member States as well as 14 other European countries and Morocco.

Interestingly, the recent 2020 figures disclose some notable insights on the supply of audiovisual services in Europe. The first key trend shows that between Brexit and the transposition of the revised AVMSD, the supply of audiovisual services has been experiencing significant commotion. The official press release published by EAV highlights that “in a quest to secure continuity in their distribution outside the United Kingdom, traditionally UK-originating channels have been relocating over the past two years” and “transnational networks such as Discovery, Disney, NENT, NBC, Viacom, Sony, SPI International, Turner as well as the internationally targeted versions of Sky and BBC networks represented around 250 broadcasting licences migrating during this period.”

Furthermore, most of the relocated TV channels were cross-border services targeting foreign European audiences outside of the country of origin. In 2018, half of the channels available in Europe outside their country of origin were under UK jurisdiction, while at the end of the last year the share decreased to just 10%. Predictably, the shift generated a fragmented landscape and a repositioning of the main hubs. In 2020, the top five hubs were the Netherlands (27%), Luxembourg (19%), Spain (15%), the aforementioned UK (10%) and France (6%). However, the EAV reasonably noted that the snapshot was taken “in a context in which post-Brexit consequences are still to be felt and the AVMSD transposition is yet to be completed across the board” and that this fragmentation was “the result both of migrations and the continuity of a prominent trend towards diversification of the international TV channels in their new host territories.”

The new insights also indicate that 85% of TV channels addressing foreign European audiences now fall within the jurisdiction of a European Economic Area (EEA) country, and the Netherlands (32%), Luxembourg (22%) and Spain (18%) accounted for over two thirds of these broadcasters. Moreover, in contrast to most member states, over 75% of these channels fell under Luxembourg’s jurisdiction, owing to the usage of the satellite up-link situated in the country or the offered satellite capacity.

Currently, 94% of the TV channels available in the 41 European countries covered by MAVISE originate from one of these countries and, among these, almost two thirds fall under the jurisdiction of an EEA country.


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