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Una storia di DomenicoDeFerraro

PROFUNDIS MARE NOSTRUM

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6 minuti

Pubblicato il 25 luglio 2019 in Fiabe

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PROFUNDIS MARE NOSTRUM


POEMA CORALE MARINO




Un tuffo dallo scoglio di Mergellina, aprendo le braccia al cielo, verso il fondo del mare ,scendo giù perduto tra mille correnti marine , accompagnato da vecchie rime , dilemmi, umori senili , nuotando sotto acqua alla ricerca di un mondo nuovo.

Un luogo ameno dove ogni cosa è possibile dove l’amore giunge in fretta con le onde del mare , nell’eco di Eolo in mille voci disperse in questo canto solitario di sirene e mostri da tanti occhi . Cerco un luogo ove poter vivere in pace lontano dall'inquinamento ,dai malanni causati dalla civiltà moderna, lontano dall'odio e dal rancore, lontano dai coglioni.


Ecco mi butto

Viene giovane vita

Vengo a braccia aperte

Vieni tra le mie braccia , nei miei sogni che bruciano nel mio canto

Mi tuffo senza sapere dove giungerò

Non aver paura

Sono qui che mi struggo

Non spogliarti

Ne farei a meno , ma sono già bello è pronto con il costume

La vita mio caro è un battito di ciglio

Vero , siamo in tanti a crederci

Di pesci non ne vedo neppure uno

Come faro ad essere felice ?

Chiamo Eolo

Ecco Nettuno

Non mettere le pinne

Accidenti questo è un fatto serio

Vedi qui muoiono a migliaia ogni giorno

Povero Gigino non sanno neppure dove mettere le sue spoglie

Il mare è la nostra vita

Scendiamo negli abissi

Io porto il paniere dei panini

Calma qua non si muove nessuno

Chi è lei?

Sono la signora Calamara

Ma mi faccia il piacere


Que poca confidanza

Correte questi si appiccicano

Volano le malaparole

Come si permette

Che faccia verde

E bella la tua



Quel luogo marino ,bellissimo, abitato da sirene affascinanti dai lunghi capelli biondi, rossi, smossi dalle correnti marine, popolato da pesci dalle diverse sembianze ,pesci impiegati elegantemente vestiti con tanto di cappelli e occhiali , prigionieri di idee eclettiche , causa le persecuzioni da parte del loro capo ufficio il salmone commendatore dei salmoni .

Desta in me una strana sensazione , pensare il fondo del mare abitato da tanta strana gente, un delirio lirico corre tra i miei pensieri stracchi , adirati , pieni di tristezza pronti a combattere a salire sulla cresta di un onda a lanciarsi dall’alto verso il blu nel profondo dei mari del sud . Vedo Pesci meccanici che sanno aggiustare ogni meccanismo, pesci poeti che scrivono versi memorabili ,pesci malandrini , pesci politici ed altri mostri marini m’accompagnano lunga la mia discesa negli abissi marini così continuo a scendere sempre più giù , aggrappato alla spina di una cernia gigante dagli occhi tondi e strabici che scodinzola la coda come un cane e parla in continuazione dei suoi problemi di cuore ,dei suoi guai giudiziari, della mancata riscossione dei profitti derivati da certi suoi illeciti pescherecci . Più parla e più scendiamo giù in fondo al mare attraverso una dimensione quasi surreale , là nel fondo , sembro scorgere montagne di bidoni arrugginiti

Chi sa cosa contengono mi chiedo.

Quando arriviamo ?

Dico alla cernia e un bel po’ che nuotiamo

Dove mi stai portando ?

Non aver paura

Di cosa ?

Di ciò che vedi

Non dire cosi

Siamo morti

Stiamo all’inferno

Madonna che paura

Stammi a sentire Peccerella

Fatta a la

Io ti sparo

Que mi vuol sparare

Mo’ chiamo a Nettuno

Chiama chi ti pare di qui non si passa

Ma che sta succedendo disgraziati

Io con questo non ci parlo

Fai il dispettoso

Sono a corto di munizioni

Cosa sono questi rottami in fondo al mare ?

gli grido dentro la branchia della gigantesca cernia .

Lei si volta , mi dice non preoccupati tutto regolare , ti faccio fare un giro per i fondali marini , voglio farti rendere conto di quanto siamo rovinati, ti faccio visitare il nostro regno , tranquillo .

Ma io non credevo di vedere tanto male

E solo un illusione

Sono qui che mi struggo

Non fare il finto tonto

Stiamo nuotando insieme

Non ci posso credere

Chiama le guardie

Signora Calamara

Pigliatelo nell’ano

Maleducato

Come è bello dirlo in faccia

Mi fate schifo

Che soddisfazione

Che sono queste brutte parole

Permette

No sono occupata

Avanti il prossimo

Non posso

Prego

Venite domani

Sono impegnata

Mangiamo pane e veleno

Voi ci credete a Gesù ?

Non faccio per vantarmi ma sono un fervente credente

Sono tre ore che nuotiamo

Faccio finta

Io nuoto

Io ti seguo

Va bene dico mettendomi comodo sopra il suo dorso.

Qui un tempo dice la cernia cera un paradiso marino abitato da un sacco di specie anfibie , oggi molte di quelle specie di pesce si sono estinte causa l’inquinamento. La pesca di frodo , le bombe , hanno distrutto il nostro habitat


Un vero peccato , mio fratello una cernia due volte più grande di me gli hanno ammazzato tutta la famiglia ,uccisi per mangiare carne di pesce , carne da fare al sugo. Non ricordo neppure più il loro viso come se non fossero mai esistiti e più si va avanti la situazione in questo mare peggiori sempre più.

Ma non avete fatto nulla per difendervi da tutto ciò gli rispondo sollevando la testa mentre mi passa accanto una sirena con un morto sulle spalle . Ella mi guarda strizzando l"occhio .

E cosa vuoi fare, caro mio siamo rimasti in pochi qui la maggior parte sono emigrati in altri mari.

Che tristezza non c' e sta più niente da fare siamo condannati a morire.

Quanto mi dispiace, come ritorno in superficie denuncerò la vostra storia agli organi competenti mi farò garante della vostra disgrazia recandomi di persona alle istituzione preposte per far conoscere a tutto il mondo la vostra triste storia.

La ringrazio assai ,accidenti ma non ci siamo neppure presentati non so neppure il suo nome

Io mi chiamo: Cerbone dice la cernia

Voi come vi chiamate ?

Io Carmine gli rispondo confuso mentre una bomba lanciata da pescatori di frodo , mi scoppia accanto uccidendo cosi malauguratamente la grossa cernia ferendo me che cado ancora più giù in un burrone marino pieno di rifiuti d'ogni genere .

Privo di senso, scendo giù sempre più giù fino a giungere in un luogo sconosciuto senza nome e senza tempo tra le braccia della regina delle sirene . Bella , aggressiva con dei grandi occhi azzurri, una bocca rossa color corallo. Una medusa con tanti serpenti in testa, pronta a divorarmi in un sol boccone . Vengo a sapere da un granchio che lei gestisce tutti i traffici illeciti ,sopratutto il riciclaggio dei rifiuti tossici terrestri, mi risveglio i suoi occhi sono azzurri come il mare, le sue braccia morbide e lunghe mi avvolgono , mi stringe forte a se, mi sorride. Anch'io sorrido risvegliandomi , in un momento penso di essere salvo , vorrei alzarmi ,scappare , nuotare verso la superficie come un pesciolino su verso il cielo. Ma mi sento afferrato da mille tentacoli poi un dolore corre lungo il mio corpo vedo i suoi denti aguzzi addentare la mia carne. Il sangue scorre mi vedo prigioniero di decine di mostruosi esseri , si avventano su di me mi stringono , rosicchiano, toccano , qualcuno ritocca, mi spolpano come un osso di seppia. La mia fine giunge in breve con l’eco del mare, con il canto delle onde , con il caldo dell’estate che matura in me un idea solinga fatta di strani sogni , di voci , di un tempo perduto alla ricerca di un mondo meraviglioso, laggiù nei fondali del mare nostrum . E pensare che avevo sperato di trovare un paradiso naturale in fondo al mare ,speravo di trovare una soluzione a tutto il male di questo mondo , un luogo diverso ma il male non ha mai fine , prolifica in noi e nella nostra natura che coltiva la bellezza e la sorte di essere diversi nell’essere unici . Ed anche se tutto ciò può essere strano come la regina delle sirene e le sue sirene stonate , io rimango carne per pesci mentre si continua a vivere e a procreare sulla terra e nel mare con i tanti bagnati pronti a gettarsi da uno scoglio sicuri che l’amore viva in fondo al mare e non nel profondo di se stessi.






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