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Una storia di angelaaniello

Questa storia è presente nel magazine RecensiAMO....

Come quando l'amicizia ha i colori belli dei bambini

nell'appartenenza ad un'unica razza, quella umana

756 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 14 settembre 2018 in Recensioni

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I viaggi molte volte sono solo la superficie d'uno specchio di cuore sommerso. Forse perché fanno male e fanno venire le lacrime agli occhi. O forse perché guardare al di là del mare confonde le idee e incute un po' di paura.

"Il mare è uno, Adama. Siamo noi uomini che gli diamo nomi diversi perché ci piace sempre dividere e distinguere, e mai unire."

Già dall'inizio il romanzo "Adama e Tonio: un'amicizia senza confini", scritto da Laura Tullio e Chiara Curione, entrambe baresi, arricchito dalle bellissime illustrazioni di Davide Mangione e pubblicato con il Grillo Editore, immette il lettore dinanzi a una grande verità: "gli uomini badano più alle piccole diversità che alle grandi somiglianze", distorcendo la bellezza tacita delle cose.

Adama com papà Aliou è costretto a lasciare il Senegal dove restano la mamma, tre sorelle e un fratellino.

La nostalgia guizza sotto la pelle scura ma lo spazio non è poi così importante e, " se una persona ha le radici ben piantate nella sua terra, prima o poi ci ritorna, non la perde mai, perché la terra, la sua terra, ce l'ha dentro."

Può nascere una vera amicizia quando si è stranieri e tali ci si sente?

La due autrici imbastiscono una storia accattivante fatta di colpi di scena e tenerezze: il pugliese Tonio è figlio del signor Rino Balone per cui il padre di Adama dovrà lavorare, e riceve in regalo per il suo compleanno un purosangue arabo di nome Shazada, principe, poi soprannominato Tempesta o Peperoncino.

Tonio ha difficoltà ad accettare la presenza di Adama.

"Adama, certo che avrai bisogno di amici. Ne abbiamo bisogno tutti, soprattutto noi che siamo stranieri".

Non è facile sentirsi a casa, laddove si percepiscono subito le differenze.

"I cavalli. Almeno loro saranno uguali in tutto il mondo, spero!" sussurra il piccolo Adama pronto a correre veloce come il vento fino in Senegal, "che è casa sua".

A scuola la maestra Ada Simonetti, esigente e severa, accoglie Adama con un largo sorriso ed è una delle poche persone che lo trattano con rispetto, perché vuole che si integri e impari con serenità correggendo gli errori.

Cattura vivamente la trama, commuovono la curiosità e il senso di educazione di Adama, il suo rapporto docile e appassionato con i cavalli, le riflessioni forse troppo grandi per la sua giovane età.

"Cara mamma, qui le persone ridono per niente ma nessuno scherza. È diverso. A noi piace sempre scherzare con gli amici, giocare e ridere tutti insieme invece qui ridono di me e basta ma non mi importa perché tanto prima o poi da qui me ne vado e torno da te".

Poi accade che la vita sbuffi e capovolga l'ordine delle cose cambiandole. Allora ci si rannicchia e ci si protegge. Allora il suo fragore schiaffeggia come la pioggia e avvicina in un tempo che sembra interminabile.

Il tempo degli affetti, dei primi amori, delle strette di mano, degli abbracci.

Tanto, poi, c'è sempre molto da imparare!

Consiglio questa lettura perché offre numerosi spunti in una società che spesso categorizza e poco rinfranca, in una società che disgrega, dimentica del fatto che la razza umana è la stessa dappertutto.

Sollevare il cuore contribuisce ad educare sensibilmente a una cittadinanza attiva e schietta, oltre tutti i confini.

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