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Una storia di FrancescoAltrui

Uno più uno ?

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Pubblicato il 25 agosto 2019 in Storie d’amore

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Per fare certe cose bisogna essere in due.

La frase è apparentemente scontata, ma non tanto: se qualcuno facesse una serenata all'idea che si è fatto della Beatrice di Dante Alighieri, sarebbe bizzarro. Se invece io faccio una serenata a te in ricordo di quando e quanto ci amavamo, beh, quello ha già più senso, mi pare.
Ci amavamo? Al tempo imperfetto?
La situazione è tesa, per entrambi. Ci porta fuori, a volte, dal nostro legame, o forse semplicemente aggiunge tempesta. Lo so e lo capisco; ma ci siamo detti e provati con i fatti che riusciamo a rimanere insieme, forse barcollando, anche nella tempesta.
La situazione è tesa - per entrambi - e mi provoca una certa rabbia e tristezza. Sì, personalmente sono molto preoccupato e triste, ma mi spiegherò meglio.

Siamo sempre riusciti a capirci, a sentirci, anche a distanza, in un modo che ci è sempre sembrato incredibile, quasi impossibile. Eppure era così ed era bellissimo. Ora faccio fatica a capirti, a volte.

A volte, non "sempre", bada. A volte.

Quando non capisco qualcosa, il fatto mi scoccia, quando non capisco te, puoi immaginare quanto. No, forse non lo puoi immaginare. Allo stesso tempo mi rattrista, perché non capire te, la donna a cui tengo, è qualcosa di molto grave.


Rabbia e tristezza, perché sento che stiamo rischiando di buttare nel bidone un legame che non capita a tutti, anzi, credo, a pochissimi. Qualcosa che ci legava e ci faceva andare a tempo ed aiutarci anche senza che l'altro chiedesse, perché era bello così. Ridere insieme, condividere, progettare insieme. Unire le nostre famiglie e le nostre vite anche quando eravamo distanti. fumarci una sigaretta insieme, anche a distanza, fare i cretini, piangere insieme, sentirci legati da un sentimento che faceva quasi commuovere e piangere, che fosse un momento più tranquillo o più tremendo. Unire, a volte anche a distanza, le nostre famiglie e fare una bella "famiglia allargata", la vogliamo chiamare così? In cui il legante eravamo noi. Darci la spinta, lo slancio, ad affrontare le nuove sfide che a noi due la vita pone in modo sempre più difficile, purtroppo; ma sempre di slancio, a darci il cambio a chi spinge l'altro, con forza. Insieme siamo una forza pazzesca.

O eravamo?
Io lo so che per il tuo carattere a volte ti capita di chiudere i cancelli, o di chiuderti come un'ostrica, non riesco a trovare una similitudine migliore. Ora capita molto spesso e da molto prima della nostra ultima... "discussione", chiamiamola così. Forse quella stessa discussione è cominciata per quel motivo. Mi sono sentito - e mi sento - evitato, persino respinto, in certi momenti.
Conosco bene i miei pregi, ma anche i miei difetti. Non ho filtri, non ci sono sotterfugi, né cose da nascondere. Sono così.

D'altro canto, so che per il mio carattere ti ho sempre fatta arrabbiare perché a volte ti dico le cose partendo dagli uomini primitivi, ci metto secoli e poi alla fine ti dico. Vero, per te che non arrivi a contare fino a tre è terribile, ti sembra una mancanza di chiarezza. È solo la tortuosità delle mie frasi, perché sai benissimo che quello che penso lo dico, senza problemi. Senza freni, certo non con te.

Sono un mezzo paranoico, un folle, un rompiscatole. Un nostro comune amico, durante un litigio, disse che ero un "nanetto petulante e appiccicoso" e in un certo senso ha ragione. Sono sicuro che ogni tanto lo pensi anche tu, mio difetto, è vero, se ti scocci lo capisco.
Spesso, però, ma non sempre.

Mi fido di te come persona e come donna. non è quello il punto. È che ora sento una chiusura forte, difficile. Ben oltre "Ale che rompe". Devo dedurre che mi stai buttando fuori dalla tua vita?


Quindi, sì, rabbia perché stiamo buttando via noi due e tristezza perché sento di perderti, di nuovo.
Di nuovo.
Di nuovo.
Cavolo.
Io ci sono e ci sarò sempre, per te. I miei sentimenti e quello che provo sono sempre fortissimi, forse persino manifesti. Lo sai, ma se vuoi te lo ripeto e te lo ripeterò. Rimarrò finché tu andrai meglio e che ce la metterò tutta, nei miei tanti difetti, perché ci si riprenda, non devi dubitarne.

Te lo metto anche per iscritto. Sono qui e resto; ma dopo?

Oltre?


Per fare certe cose bisogna essere in due. Anche per ricucire un rapporto. Devo, non "vorrei", "devo", sapere se anche tu sei nei "due".


Sono ancora in te? Sono ancora nei tuoi pensieri? Soprattutto, sono ancora nei tuoi progetti?
Questo non posso e non devo certo dirlo io.


Senza uno più uno non si fa due - per la mia matematica - e non potremmo fare proprio niente, credo...

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