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Una storia di GeorgeDebilatis

AMMORTIZZATORI SENTIMENTALI

PROCEDIMENTI TORTUOSI DI APPROCCIO

108 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 23 marzo 2020 in Fantascienza

Tags: #Amore #Autoipnosi #Dio #Disintossicazione #Perversione

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L'uomo con il fucile fece finta di non aver sentito,
e riprese a leggere i suoi fogli vergati ad alta voce:
"Dopo aver sperimentato quella tecnica rilassante
negli scantinati della clinica, venni fatto vestire con
una bella divisa giallo desertico, con delle ciabatte viola
e, ancora pieno delle visioni che avevo sperimentato,
fui affidato a un altro uomo dello staff, questa volta
un piccoletto con maglietta sportiva che si presentò
come Devoy.


Mi disse che il dottore voleva parlare con me, e che dovevo
seguirlo. Così feci attraverso un dedalo di scale che portavano
prima in alto, poi in basso, poi diritti. Finalmente si arrivò alla fine
del percorso, davanti a una bella porta dipinta di bianco.
Devoy bussò e poi mi fece passare. Con quale entusiasmo
trovai che nell'ufficio di Foster stava, avvolta in un completino
beige, la mia ragazza, Rihanna!
Lei mi guardò, mi sorrise e mi mandò un bacio con la mano.
Ero al settimo cielo... Solo il pensiero di non essere stato separato
per sempre dal mio amore mi rendeva euforico e straripante...
La voglia di correre ad abbracciarla era tanta, ma dovetti trattenermi

per la presenza di Devoy e del Dottore.


Sentivo che, al di là delle costrizioni a limitarci, non potevo comunque
gettarmi ai piedi di Rihanna e baciarle le caviglie: non era opportuno
e decoroso poiché già sentivo che in qualche modo ero debitore alla
clinica, che mi aveva salvato da un lungo periodo in un istituto correzionale,
anche se ancora non percepivo l'esatta ragione di quel comportamento...
Perché, insomma, proprio noi due fossimo stati prelevati e ci fosse stata
concessa una seconda opportunità, invece di lasciarci a marcire dentro
qualche penitenziario dalle mura altissime.
Invece potevo osservare al di là della finestra un paesaggio delimitato
solo da mughetti e piante nane, paulonie e nasturzi, minuscoli cedri
ed estese macchie d'edera... Mi si empivano gli occhi di lacrime...

Quando il dottore iniziò a parlare possedeva una voce che avevo già
notato in precedenza, durante il colloquio che ci aveva salvato dal rastrellamento...
Dolce, ipnotica e piena di compassione. Ci invitò ad abbracciarci e a baciarci
se volevamo, perché lui sapeva che eravamo puliti dentro, e che ogni nostro
gesto, d'ora in avanti, sarebbe stato motivato dalla purezza e dalla continenza.
Eravamo, secondo lui, già entrati in un piano differente di comprensione
delle cose e quindi anche del Sesso...E tutto dopo poche ore di separazione
e di esercizi fisico-spirituali...
Roba da non crederci.


Così, feci come mi aveva suggerito il dottore: mi avvicinai e strinsi forte
Rihanna, dandole un bacio sulla guancia, solo quello, poi mi allontanai
di qualche passo. Non volevo rovinarmi troppo in fretta. Il dottore si sentì
in dovere di precisare che c'era ancora parecchia strada da fare, prima
di parlare di un nostro totale recupero, e che avremmo dovuto restare

separati per un certo periodo, ognuno impegnato a ricostruirsi moralmente
sotto lo sguardo non percepito, ma vigile, del rispettivo compagno.
Poi ricordo che ci offrì un sorbetto al caffè e tutti, compreso Devoy.
Poi sedemmo intorno al suo tavolo. Furono minuti di una indicibile
serenità,e ancora oggi li ricordo come gli attimi di maggiore tranquillità,

quasi contemplazione della mia vita..."

"Ti rendi conto di quello che sto leggendo?" Fece l'uomo con il fucile,
ammiccando a Peter. Questi si schermì e replicò a voce bassissima:
"Le parole le hai scelte tu, io ho solo dichiarato. E comunque è vero che
in quegli istanti ero immensamente felice. Quello non lo rinnegherò mai."
Fowler rimase per un attimo interdetto, poi si chinò nuovamente sui fogli
e riprese a leggere con voce monotona e nasale:
"Dopo quel breve, fatidico incontro, io e Rihanna restammo separati per
due mesi, ognuno impegnato nella propria terapia di recupero... Io prendevo

tre capsule al giorno. Al mattino, a mezzogiorno e alla sera... Per il resto facevo
un sacco di esercizi agonistici e meditativi, docce fredde, saune, azioni d'urto
e di relax.


Quello non fu un periodo facile... Ci si sentiva come un militare all'addestramento,
e non sempre si era all'altezza di ciò che pretendevano gli amministratori..
Quando le cose non funzionavano venivamo nerbati, o rinchiusi per diciotto ore
nello stanzino dei polli (come lo chiamavano) a meditare sui nostri sbagli,

e a cercare psicologicamente il modo per uscirne, con maggiore determinazione
e forza. Insomma, doveva essere una scuola di vita, un modo per liberarsi dalle scorie
e dalla decadenza di una esistenza basata su piccolo narcisismo e scarsa attitudine all'ingaggio... Si rivelava una gran fatica; dopo il primo impatto piacevole e psichedelico
ora si trattava di un'etica da samurai, inquadramento paramilitare, punizioni e poche soddisfazioni, il bastone e la carota.


Ma sapevo di doverne uscire... Dovevo farlo per Rihanna, perché lei stava facendo sicuramente la stessa cosa per me. E il modo migliore per liberarsi dal sesso e dall'impudicizia era esattamente quello, e lo sapevo. Ne sarei uscito in grado

di fornire a lei e a un nostro eventuale figlio, un solido appoggio, una presenza
solida e precisa. Insomma un uomo in grado di badare alla sua famiglia, e non
un microcefalo in perenne ricerca del miglior soddisfacimento per la propria foia.
La stessa che fa sgangherare le relazioni, che mette in crisi i rapporti e conduce
il maschio e la femmina a separarsi, per andare ognuno in caccia del proprio migliore esemplare, quello che riesce a garantire la prestazione più soddisfacente,
e i gemiti migliori...

Comunque, dopo un mese di quella disciplina potevo dirmi cambiato, più mobile,
meno acchittato su certi pensieri, meno statico, più propulsivo e pulito. In ogni caso
fu dopo due mesi di selvaggia preparazione che il dottor Foster mi convocò nuovamente
nel suo ufficio. Ero uno specchio... Mi era stata sospesa la somministrazione di farmaci,
e i muscoli del petto mi affioravano da sotto la maglietta strettissima, mi sentivo esplosivo ma non verso obiettivi morbosi e autoreferenziali.
L'attrazione nei confronti di Rihanna si era sublimata in qualcosa di definitivamente
(mi illudevo) completo, tutto il mio corpo reclamava la perfezione e l'armonia.
Il trasporto sessuale verso la mia ragazza si era trasformato in un vettore diverso:
una specie di sauna di sole."

(Liberamente tratto da "UOMINI E SORCI: NOTTE BOREALE PROVVISTA DI SFONDO - FLETCHER E LA FUGA/ in prossima definizione)


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