scrivi

Una storia di Brividogiallo

Questa storia è presente nel magazine Vari volti dell'amore

Il gatto di cristallo

La puntura di una zanzara prude meno quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. (Ugo Ojetti)

501 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 07 gennaio 2021 in Altro

Tags: #viaggi #tradimento #terrore #vendetta #morte

0

La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte. Per questo sono diventata una travel blogger di discreto successo.

Guadagno abbastanza da poter soddisfare tutte quegli sfizi che, con il solo stipendio di mio marito Diego, non mi potrei permettere e, inoltre, faccio uno dei più bei lavori che sono spuntati dal cilindro delle nuove tecnologie.

Certo, la mia attività complica la mia vita vita di coppia ma spero che mio marito abbia la pazienza di aspettare, fino a quando un desiderio di maternità, che per ora non si è palesato, avrà il sopravvento sulla passione per il mio lavoro.

Sono fuori circa due settimane al mese ma quando sono a casa cerco di recuperare. Cenette intime, gite all'aperto, coccole e sensualità.

Mi piace tanto viaggiare ma amo anche rientrare a casa, il mio rifugio confortevole dove ritrovo le mie cose, soprattutto gli oggetti che compro in ogni paese che visito e che poi espongo su delle mensole di vetro. Il mio preferito è un gatto di cristallo Swarowski che acquistai durante un viaggio nella Repubblica Ceca. Mi è costato una cifra mostruosa ma è stupendo, grande e superbo con quel suo atteggiamento altezzoso e la coda morbidamente appoggiata.

In questo momento sto preparandole valigie. La mia destinazione è Katmandu, un vero e proprio caleidoscopio di immagini, suoni e odori.

Non mi sono presentata. Mi chiamo Alessandra e ho trentadue anni.


Sono Diego e vorrei dire la mia. Amo mia moglie Alessandra. Siamo sposati da due anni e quando l'ho conosciuta era già una travel blogger, quindi sapevo a cosa andavo incontro.

Ero troppo innamorato per farmi scoraggiare dalle sue frequenti assenze ma non immaginavo che restare solo almeno quindici giorni al mese, non mi avrebbe fatto sentire quella completezza che ci si aspetta in un matrimonio. La nostra unione va avanti a fasi alterne ma il mio più grande timore è che lei non si stancherà mai di viaggiare per il mondo per molti anni ancora mentre io desidero una vera famiglia, voglio dei figli e vorrei che lei fosse lì con loro e non si limitasse a vederli crescere. Tutto questo ammettendo che un giorno si decida a metterli al mondo.

Sono appoggiato ad una colonna del Pantheon e aspetto Simona, la mia amante.

Ebbene sì, alla fine ci sono cascato. Inizialmente la mia giovane collega era un'amica perché pur avendo solo ventidue anni, è una ragazza matura e colta con la quale posso parlare di tutto. Da due mesi la nostra amicizia si è trasformata in una relazione. Può sembrare assurdo ma avere Simona come amante fa bene al mio matrimonio. Lei riesce a colmare i miei vuoti sentimentali e fisici, mi rilassa, sa come prendermi e quando Alessandra torna dai suoi viaggi, non mi trova più di cattivo umore. Ora non mi servono più almeno due giorni per riprendere un rapporto affiatato con lei. Al suo ritorno mi trova sempre sorridente e ben disposto nei suoi confronti e credo che lei attribuisca tutto questo al fatto che mi sono semplicemente abituato a questo tipo di vita.

Simona arriva e ci incamminiamo verso il lungotevere dove ho parcheggiato la mia auto.

I nostri incontri avvengono a casa mia perché lei abita ancora con i suoi genitori e, con Alessandra che si trova in qualche parte del mondo, possiamo goderci diversi giorni e diverse notti senza alcun tipo di stress.

A Simona piace molto la mia casa ed è attratta soprattutto dai souvenir coloratissimi di Alessandra e anche lei ha una particolare attrazione per il gatto di cristallo.


"Diego i miei genitori partono per una settimana in montagna. Questa volta vieni tu a casa mia."

Simona è ricca di famiglia. Vivono in una splendida villa che, naturalmente, ho visto solo in foto. So che ha due cani che ama tantissimo e persino un cavallo.

Mi parla spesso delle sue serate in famiglia, quando Alessandra è a casa, che passa di solito con i genitori a vedere la tv davanti a un immenso camino.

Mi attira l'idea di passare alcuni giorni in quella splendida casa quindi, questa volta, sono io a prepararmi la valigetta con l'occorrente per cinque o sei giorni.

Simona mi aspetta in salotto, seduta sul divano a leggere una una rivista.

Ad un certo punto, alza la testa e vede davanti a sé le mensole con i souvenir di Alessandra. Vede il gatto di cristallo, ci si avvicina e inizia ad accarezzarlo come fosse un vero gatto poi, con un gesto fulmineo, lo prende e lo infila nella sua borsa.


Sono finalmente a casa di Simona e l'eleganza quasi sfarzosa di quella villa è al di sopra di ogni mia aspettativa.

Ci tuffiamo in piscina, giochiamo nell'acqua, ci tocchiamo, ci stuzzichiamo poi quel calore, quella frenesia che conosciamo bene ci fa uscire dalla piscina.

Ci asciughiamo e ci stendiamo sul tappeto davanti al camino ed io inizio a baciarla sul seno, sull'addome, sul collo fin quando non si arriva all'amplesso.

Simona geme sotto il mio corpo e sente mio respiro affannoso, che le sfiora le orecchie.

Sente godere anche me, mentre i miei movimenti diventano convulsi e irregolari e i miei gemiti sono acuti, poi strozzati e infine sente tutto il peso del mio corpo su di lei.

Sono immobile anche se il rapporto non è ancora stato consumato.

"Diego"

Silenzio.

"Diego! Cosa fai?"

Non posso rispondere, la vita mia ha abbandonato ma, dall'alto, posso vedere e sentire tutto.

Con un urlo Simona mi solleva da sé, il mio corpo si gira e lei si rende conto che non sono più lì con lei.

La vedo singhiozzare, si avvicina al mio viso e continua a chiamarmi ma non sono svenuto, mia cara, sono morto.

Un infarto fulminante.

Un tintinnio si sente dietro un grande vaso, si fa sempre più distinto, più insistente.

Simona si avvicina al vaso e lo sposta.

Appare il gatto di cristallo, che non ha più la coda morbidamente appoggiata ma dritta come un fuso e le mostra i denti.

Simona fugge terrorizzata, non capisce cosa stia accadendo, pensa di aver avuto un'allucinazione dovuta allo shock per la mia morte.

Io so che non è così.

Non sapevo che Simona avesse rubato il gatto di Alessandra, il suo preferito.

Per la prima volta avevo fatto l'amore con Simona nella stessa stanza dove era presente anche lui e non me l'ha perdonata.

Ha voluto la peggior vendetta per la sua padrona, la mia morte e un trauma lacerante per la mia amante.

E quando le acque si saranno placate, so che il gatto di cristallo tornerà al suo posto.



Cinzia Baldasserini




Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×