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Una storia di EdoP

La Spagna franchista con Hitler

La Spagna franchista entra in guerra al posto dell'Italia fascista

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Pubblicato il 21 ottobre 2016 in Fantasy

Tags: #fascismo #guerra #Nazismo #repubblica #Spagna

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Re Alfonso XIII di Spagna
Re Alfonso XIII di Spagna

1930, 17 agosto: in Spagna, dopo la caduta del regime militare di destra di Miguel Primo de Rivera (instaurato nel 1923) a causa della Grande Depressione, le forze politiche repubblicane (Socialisti, Comunisti, Repubblicani e Liberali) stipulano il Patto di San Sebastián, decidendo di deporre la monarchia, compromessa con la precedente dittatura.

1931, 14 aprile: le elezioni municipali sono vinte dai movimenti repubblicani. Re Alfonso XIII di Borbone abdica e parte per l'esilio in Italia: è proclamata la Seconda Repubblica Spagnola (la Prima risale al 1873), è promulgata una Costituzione laica e progressista, il governo passa nelle mani delle sinistre anticlericali ed è eletto suo primo presidente della Repubblica il liberale Niceto Alcalá-Zamora (in realtà il sesto).

1933, 29 ottobre: il figlio del dittatore, José Antonio Primo de Rivera, fonda la Falange Spagnola, organizzazione fascista che propugna un regime tradizionalista e corporativista sul modello mussoliniano.

1933, 19 novembre: nuove elezioni sono vinte dalla destra cattolica di José María Gil-Robles, leader della Confederazione delle Destre Autonome, una coalizione comprendente anche monarchici e nazionalisti. Si dissolve così il sogno della costruzione di uno Stato progressista, lo stesso scienziato ebreo tedesco Albert Einstein rifiuta gli inviti ad insegnare in prestigiose università spagnole, non fidandosi della labilità della democrazia locale.

1934, 5-18 ottobre: scoppia un'insurrezione anarco-comunista nelle Asturie contro il governo conservatore centrale ed è proclamata un'effimera Repubblica Socialista Asturiana. L'esercito, con a capo un certo Francisco Franco Bahamonde, reprime la rivolta nel sangue.

Bandiera della Falange
Bandiera della Falange
Francisco Franco
Francisco Franco

1936, 16 febbraio: le elezioni anticipate vedono la vittoria del Fronte Popolare, coalizione di sinistra formata da social-comunisti e anarchici, che batte il Fronte Nazionale dei conservatori. Il repubblicano di sinistra Manuel Azaña Díaz è eletto presidente della Repubblica. Le destre più fanatiche e nazionaliste si organizzano in gruppi armati per contrastare il nuovo governo.

1936, 12-13 luglio: viene ucciso il deputato monarchico José Calvo Sotelo da parte di militanti di sinistra. Questo evento scatena un'insurrezione: l'Alzamiento, la rivolta militare dell'esercito stanziato nel Marocco spagnolo guidata da generali nazionalisti che hanno base a Burgos e appoggiata dalla destra conservatrice, dai proprietari terrieri e dalla Chiesa, passa all'offensiva per rovesciare il legittimo governo repubblicano. Molteplici personalità sostengono quest'ultimo come gli scrittori britannici George Orwell e Virginia Woolf, i pittori spagnoli Pablo Picasso e Joan Miró, il fotografo ungherese Robert Capa, il poeta cileno Pablo Neruda e l'avventuriero americano Ernest Hemingway.

1936-1939: Guerra Civile Spagnola. A capo del pronunciamento ribelle c'è Francisco Franco, già governatore delle Canarie e comandante della guarnigione marocchina, che diventa ben presto leader dei Nazionalisti. L'Europa si pronuncia per il non intervento, temendo il dilagare della guerra al di là dei confini spagnoli, pattugliando le coste per impedire rifornimenti di armi e munizioni. In realtà sottobanco tutti sostengono una delle parti in causa: la Germania nazista e l'Italia fascista inviano rinforzi ai Nazionalisti mentre l'URSS, la Francia e il Messico foraggiano i Repubblicani. La guerra si rivela ferocissima e disastrosa con atrocità inenarrabili da ambe le parti, tanto che essa verrà considerata la prova generale della Seconda Guerra Mondiale.

1937, 26 aprile: la Legione Condor, inviata da Hitler in Spagna a sostegno dei Falangisti, bombarda a tappeto la cittadina basca di Guernica, colpevole di essersi schierata con i Repubblicani. Il pittore Picasso eternerà questa tragedia, preambolo di tanti bombardamenti a tappeto durante l'imminente guerra, nel suo capolavoro "Guernica".

1939, 28 marzo: i Falangisti prendono Madrid, ha fine la Guerra Civile Spagnola. Il governo repubblicano fugge in esilio in Francia, Francisco Franco restaura nominalmente la monarchia e si autonomina Caudillo del Regno (o anche "Generalissimo"), governando da autocrate. Migliaia di repubblicani lasciano il paese o sono arrestati o fucilati. Il nuovo regime non è propriamente fascista, ma autoritario e tradizionalista e sarà noto come "Terza Restaurazione".

1939, 1° aprile: la Spagna franchista sottoscrive finanziamenti militari ed economici tedeschi per ricostruire la propria industria bellica, questo avvicina ancora di più Berlino a Madrid.

1939, 22 maggio: Joachim von Ribbentrop, Francisco Gómez-Jordana Sousa e Galeazzo Ciano, rispettivamente ministri degli Esteri di Hitler, Franco e Mussolini, firmano a Berlino il Patto d'Acciaio, un'alleanza sia difensiva che offensiva fra i tre Paesi.

1939, 1° settembre: Hitler, che ha già conquistato Austria e Cecoslovacchia, invade anche la Polonia dopo aver stretto un patto di non aggressione con l'URSS di Stalin. Immediatamente Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania: è l'inizio del peggior conflitto di tutti i tempi, la Seconda Guerra Mondiale. L'Italia di Mussolini e la Spagna di Franco per ora dichiarano la loro non belligeranza, nonostante il Patto d'Acciaio stretto con il dittatore tedesco.

1939, 28 dicembre: Papa Pio XII si reca in visita al Quirinale dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, e gli chiede di premere sul Duce affinché mantenga la neutralità italiana, ma il Re risponde che il comandante delle forze armate è Mussolini e la scelta spetta a lui. Allora il sostituto segretario di Stato Vaticano Giovanni Battista Montini prende contatti con la principessa del Piemonte Maria José che notoriamente non nutre grandi simpatie per i Fascisti, ed anzi è in contatto con molti intellettuali invisi al regime.

1940, 31 gennaio: i principi ereditari Maria José e Umberto di Savoia incontrano Italo Balbo a Tripoli: nel colloquio si parla di come evitare il coinvolgimento dell'Italia nel conflitto, che Balbo giudica disastroso, in quanto le colonie nel Corno d'Africa andrebbero immediatamente perdute, vista l'impossibilità di rifornirle, dato che gli inglesi controllano Gibilterra e Suez. Così Maria José propone di formare una "fronda" interna al regime di gerarchi non filonazisti, con i quali concertare un piano dì azione.

1940, 26 febbraio: definita "l'unico vero uomo di Casa Savoia", la principessa Maria José prende contatti con Galeazzo Ciano e con gli ambasciatori italiani in Germania e Gran Bretagna, Bernardo Attolico e Dino Grandi. Si convincono ad agire per evitare che Mussolini scenda in guerra accanto al dittatore tedesco. Pare che questa decisione sia stata presa soprattutto per le pressioni dell'ambasciatore statunitense in Italia William Philips.

1940, 15 marzo: Ciano e Attolico incontrano Mussolini e gli propongono addirittura di denunciare il Patto d'Acciaio, dato che "Hitler tratta gli Italiani come servi e non come alleati". Il Duce afferma che non esiste potenza militare in grado di contrastare i Tedeschi e che quindi conviene onorare i trattati e scendere in guerra al loro fianco. Poco dopo Attolico è sostituito da Dino Alfieri, più filonazista. Ciano, invece, si convince della necessità di silurare Mussolini per evitare la guerra, con lui concordano i principi di Piemonte, Balbo e lo stesso Attolico, che però aggiunge sia necessario un più ampio cambio al vertice.

1940, 20 maggio: il Duce, vista la travolgente avanzata tedesca in Europa, allerta le forze armate in vista di un'imminente dichiarazione di guerra. Ciano e Balbo chiedono insistentemente per questo una riunione del Gran Consiglio del Fascismo e Mussolini accetta, credendo ratificherà semplicemente i suoi ordini.

1940, 24 maggio: Grandi propone all'ordine del giorno del Gran Consiglio la restituzione del ruolo di capo delle forze armate al re d'Italia. Molti dei presenti sono concordi con Grandi e l'ordine del giorno passa, Mussolini grida al complotto per destituirlo. Dopo la seduta alcuni carabinieri fedeli prendono in custodia il Duce al fine di proteggerlo da qualche iniziativa frondista.

1940, 25-26 maggio: Maria José e Umberto si presentano da Vittorio Emanuele III chiedendogli di firmare l'abdicazione, dato che il monarca non sembra intenzionato ad impedire un ingresso nel conflitto al fianco nazista. Il Re ovviamente rifiuta indignato e chiama il maresciallo Pietro Badoglio, ma anche questi caldeggia la neutralità e quindi una sua possibile abdicazione se intende seguire Mussolini, così Vittorio Emanuele III per mantenere il trono accetta il nuovo corso. Poco dopo una sollevazione armata di Camicie Nere guidata da Alessandro Pavolini, leader dell'ala filonazista del regime, viene stroncata dal Regio Esercito guidato dallo stesso Badoglio, che occupa tutta la capitale. Alla fine Italo Balbo assume la carica di Duce d'Italia e presenta al Re la lista dei nuovi ministri e annuncia i fatti compiuti via radio a tutta la nazione. Mussolini, intanto, è trasferito sull'isola di Ventotene, il luogo dove ha mandato al confino tanti antifascisti.

1940, 31 maggio: il Duce Balbo fa fortificare il Vallo Littorio, per prevenire un ipotetico attacco tedesco, ma Hitler non pensa alla possibilità d'invadere l'Italia perché povera di materie prime e non ora che la Spagna sembra essergli più fedele; inoltre è occupato dalla battaglia di Francia.

1940, 10 giugno: Franco decide di rompere gli indugi e di scendere in guerra contro Francia e Regno Unito, allo scopo di "punire" Parigi per l'appoggio dato sottobanco ai Repubblicani e per ricostruire una Spagna imperiale coi bottini di guerra, ora che Hitler sembra vicino alla vittoria. Subito le divisioni spagnole varcano i Pirenei ed avanzano nel Rossiglione e in Aquitania puntando a Perpignano e Bayonne; la stampa francese parla di "pugnalata alle spalle".

1940, 14-20 giugno: Gibilterra resiste eroicamente all'assedio spagnolo e alla fine è costretta a capitolare, è il primo successo dell'Ejército de Tierra. Le truppe coloniali spagnole sferrano attacchi in Marocco dal Marocco spagnolo, da Sidi Ifni e occupano Tangeri, che è un porto franco.

1940, 16-22 giugno: mentre la Francia cade e firma la resa, il suo esercito è riuscito a respingere le offensive spagnole da sud, che hanno guadagnato solo pochi km di terreno. La Spagna ottiene l'annessione di Gibilterra, Tangeri, parte del Rossiglione con Perpignano e Bayonne, ottenendo pure Lourdes, luogo sacro cattolico, tra le proteste locali. L'occupazione di Tolosa rimane solo un sogno.

1940, 3 luglio: dato che Marocco e Algeria sono controllati dal governo collaborazionista di Vichy, Franco concentra le sue truppe nel Rio de Oro, attaccando la Mauritania schieratasi con la Francia libera di Charles De Gaulle in esilio a Londra.

1940, 12 luglio: si diffonde la notizia della morte di Mussolini. Secondo la propaganda ufficiale si è trattato di un attacco di colite ulcerosa, malattia di cui l'ex Duce soffriva; ma in realtà Mussolini è morto durante un tentativo da parte delle SS tedesche di liberarlo in gran segreto dal rifugio di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, nel quale è tenuto prigioniero, schiantandosi poi in aereo su una montagna. All'ex Duce vengono tributati solenni funerali di Stato, ma è tumulato a Predappio e non a Roma.

1940, 28 agosto: l'Africa Equatoriale Francese passa nelle mani di De Gaulle, che pone il suo quartier generale a Brazzaville. Subito le truppe coloniali francesi assediano la Guinea Spagnola (il Río Muni), ben presto aiutate da contingenti britannici.

1940, 24 settembre: la Guinea Spagnola è conquistata dai Franco-britannici.

1940, 27 settembre: la Germania nazista, la Spagna franchista e l'Impero Giapponese firmano il Patto Tripartito.

1940, 27 ottobre: Franco decide di continuare una "guerra parallela" di conquista e, senza consultare l'alleato tedesco, presenta un ultimatum al Portogallo, intimandogli di consentire alle forze spagnole di occupare i principali porti del paese in funzione antibritannica. Il dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, che pure ha aiutato Franco durante la Guerra Civile, respinge l'ultimatum dichiarando che il suo paese resisterà con tutte le forze. Di conseguenza Franco fa invadere il Portogallo.

1940, 4 novembre: dopo una prima fase favorevole agli Spagnoli, l'esercito portoghese passa al contrattacco e respinge gli invasori, costringendoli alla ritirata.

1940, 11 novembre: la Royal Navy britannica lancia il primo attacco dal cielo dalle sue portaerei, distruggendo la flotta spagnola ancorata a Valencia.

1940, 27 novembre: la Royal Navy e l'Armada Española (la marina militare) si scontrano nella battaglia di Capo Finisterre.

1940, 9 dicembre: le forze britanniche e della Francia libera, comandate dal generale Archibald Percival Wavell, sfondano le difese spagnole nel Rio de Oro.

1941, 23 gennaio: i Franco-britannici conquistano Villa Cisneros.

1941, 1° febbraio: i Franco-britannici raggiungono Boujdour. Resistono poi solo El Aaiún e Villa Bens, mentre Sidi Ifni resiste agli sbarchi alleati.

1941, 17 febbraio: a sostegno degli Spagnoli arriva nel Rio de Oro il generale tedesco Erwin Rommel a capo delle due divisioni dell'Afrikakorps. Intanto i Britannici foraggiano ampiamente l'esercito portoghese.

1941, 25 febbraio: Hitler e Balbo s'incontrano a Bressanone. Il Führer torna a chiedere con toni accesi l'intervento dell'Italia in guerra, per soccorrere gli Spagnoli in Portogallo e in vista dell'imminente attacco all'URSS. A sorpresa Balbo, che è un politico navigato, si dice disponibile, ma avanza richieste che al dittatore tedesco appaiono eccessive: forniture di cibo, equipaggiamento militare, la Corsica, la Savoia, Nizza, l'Africa Settentrionale Francese. E così, non viene raggiunto alcun accordo: il Duce italiano si limita ad offrire l'utilizzo di alcuni basi marittime alle navi tedesche. Molto probabilmente Balbo ha avanzato apposta richieste che sapeva Hitler avrebbe respinto, per rimanere fuori della guerra.

1941, 28 febbraio: muore Alfonso XIII in esilio a Roma. Il figlio, il conte di Barcellona, Giovanni di Borbone cerca di tornare in madrepatria per arruolarsi nell'esercito ma, di idee troppo liberali, è respinto per ordine del Caudillo.

1941, 7 marzo: sbarcano corpi di spedizione britannici in Portogallo.

1941, 18 marzo: la campagna spagnola in Portogallo si trasforma letteralmente in una rotta: le truppe portoghesi penetrano in territorio spagnolo e conquistano porzioni di confine. L'ambasciatore spagnolo in Germania, Ramón Serrano Súñer, è costretto a chiedere l'aiuto tedesco.

1941, 24 marzo: contrattacco ispano-tedesco guidato da Rommel, che riconquista Boujdour e punta verso Villa Cisneros.

1941, 29 marzo: battaglia di La Coruña tra la Royal Navy e l'Armada Española, che perde delle navi.

1941, 1° aprile: ulteriori rinforzi navali tedeschi alla Spagna capovolgono rapidamente la situazione sul fronte lusitano: Lisbona è conquistata, il governo di Salazar fugge a Madeira sotto protezione britannica. Il Regno di Spagna annette il Portogallo, coronando il sogno di riunire la penisola iberica. Intanto le truppe dell'Asse, guidate da Rommel, riconquistano quasi tutto il Rio de Oro.

1941, 6 aprile: mentre i Tedeschi sono impegnati in Jugoslavia e Grecia, che hanno dovuto occupare per impedire divenissero basi alleate, l'Italia decide di ammassare le sue truppe ai confini jugoslavo e austriaco, dato che ormai è accerchiata dalle forze di occupazione naziste.

1941, 14 aprile: le forze di Rommel riconquistano Villa Cisneros e si dirigono verso Port-Étienne.

1941, 21 giugno: inizia l'invasione tedesca dell'URSS (Operazione Barbarossa). Le truppe spagnole, tra cui la División Azul (Divisione Blu, dal nome del colore del partito della Falange), si uniscono a Hitler in quella che sembra una marcia trionfale in territorio russo.

1941, 13 luglio: a Porto, in Portogallo, avviene la prima rivolta popolare europea contro l'occupazione nazifranchista, repressa nel sangue.

1941, 1° agosto: il generale Rodolfo Graziani tenta un contro-colpo di Stato contro Italo Balbo, ma è sconfitto e ucciso.

1941, 20 novembre - 1942, 28 ottobre: Esposizione Universale di Roma. Anche nota come EUR e voluta precedentemente da Mussolini, l'esposizione è un'ostentazione di potenza dell'Italia fascista come erede della Roma augustea, della sua nuova architettura razionalista e monumentale. Uno dei più grandi progetti in tal senso però, la Mole Littoria, rimane sulla carta.

1941, 7 dicembre: dopo l'attacco giapponese alle Hawaii, gli USA scendono in guerra e Germania e Spagna dichiarano loro guerra.

1942, 15 febbraio: l'esercito ispano-tedesco inizia la seconda offensiva in Mauritania, verso il Senegal, che si è schierato con la Francia libera.

1942, 21 giugno: massima avanzata dell'Asse in Africa occidentale, con l'occupazione di Nouakchott. Franco canta vittoria e spera di entrare trionfalmente a Dakar, progettando un'"Africa Occidentale Spagnola", ma i suoi desideri sono delusi: truppe coloniali alleate giungono in sostegno dei Franco-britannici e Rommel è costretto ad arrestare la sua avanzata.

1942, 1°-31 luglio: le forze ispano-tedesche si scontrano con quelle Alleate presso Nouakchott. Nonostante le speranze franchiste, l'Asse non riesce a sfondare le linee nemiche ed è ricacciata nel Rio de Oro.

1942, 23 settembre: battaglia di Port-Étienne. Rommel, sconfitto, ordina il ripiegamento delle truppe superstiti.

1942, 8-16 novembre: Operazione Torch. Le truppe statunitensi sbarcano in Senegal e in Marocco, conquistando pure le isole Canarie. Come conseguenza la Francia di Vichy è invasa dalla Wehrmacht.

1942, 20 novembre: battaglia di El Aaiún. Da sud e da nord i Franco-anglo-americani premono contro il Rio de Oro, che si trova isolato, senza più rifornimenti ed è interamente occupato dall'imponente contrattacco alleato. Ai Britannici si è unito il generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque.

1942, 26 novembre: esce il celeberrimo film 'Casablanca', uno dei più bei film di tutti i tempi, diretto da Michael Curtiz. Questa in sintesi la trama: durante la Seconda Guerra Mondiale l'espatriato americano Rick Blaine (interpretato da Humphrey Bogart) gestisce un locale a Casablanca, nel Marocco governato da Vichy. Anche se in passato ha contrabbandato armi in favore degli Etiopi durante l'invasione italiana e partecipato a fianco dei Repubblicani nella Guerra Civile Spagnola, egli è ormai un uomo cinico e indifferente alle tragedie mondiali. Il criminale spagnolo Guillermo Ugarte (l'attore Peter Lorre) arriva nel locale di Rick con due lettere di transito rubate, le quali consentirebbero di muoversi liberamente nell'Europa occupata dai Tedeschi; Ugarte prevede di vendere le lettere a un prezzo molto alto al miglior offerente. Tuttavia, prima di riuscire a venderle, Ugarte è arrestato dai poliziotti del capitano Louis Renault (l'attore Claude Rains) che vuole fare colpo sui superiori con la propria efficienza, ma a sua insaputa prima di essere arrestato Ugarte ha affidato i documenti a Rick.

Il giorno dopo giunge a Casablanca Ilsa Lund (una profuga norvegese interpretata da Ingrid Bergman, con cui Rick ha avuto una storia d'amore a Parigi nei giorni dell'occupazione hitleriana) col marito Victor Laszlo (Paul Henreid), uno dei leader della Resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento e ricercato pure in Spagna e in Italia perché antifascista. Laszlo e Ilsa hanno bisogno delle lettere di transito per fuggire da Dakar in America e proseguire la loro lotta al nazismo, ma Rick non vuole consegnargliele, perché l'americano vorrebbe trattenere la donna con sé a Casablanca. Il suo comportamento cambia quando Laszlo insiste con lui perché Ilsa e Rick partano insieme: il partigiano è disposto a perdere la propria donna, pur di saperla al sicuro all'estero. Colpito dal sacrificio di Laszlo, Rick decide di tentare il doppio gioco: promette al capitano Renault di consegnargli Laszlo quando gli darà le lettere nel proprio locale. In realtà Blaine, al momento della consegna, punta la pistola contro Renault e lo costringe ad accompagnare lui, Laszlo e Ilsa all'aeroporto, dopo aver fatto una telefonata per garantirsi libero passaggio. Il capitano finge di telefonare all'aeroporto, avvisando invece il maggiore Strasser, della Gestapo, che è in Marocco sulle tracce di Laszlo. Questi si precipita all'aeroporto per bloccare i fuggitivi, ma viene ucciso da Rick. Dopo una memorabile scena di addio tra la Bergman e Bogart, l'aereo di Ilsa e Laszlo parte indisturbato verso il Senegal, e all'arrivo dei gendarmi Renault, stanco della propria collaborazione con i nazisti, copre Rick, salvandogli la vita. Decidono poi di partire insieme verso Brazzaville, il quartier generale della Francia libera.

Ingrid Bergman in un fotogramma del film
Ingrid Bergman in un fotogramma del film

1943, 14 gennaio: Conferenza di Casablanca. Il presidente USA Franklyn Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill decidono l'apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dalla penisola iberica, "il ventre molle dell'Asse", per favorire la caduta del franchismo.

1943, 23 gennaio: gli Alleati dopo aver liberato il Rio de Oro, conquistano Sidi Ifni e proseguono verso nord, raggiungendo il Marocco spagnolo. Quasi tutti i soldati spagnoli e dell'Afrikakorps sono fatti prigionieri.

1943, 1° marzo: un'ondata di scioperi investe la Spagna, sotto la direzione di militanti antifranchisti reduci della Guerra Civile che si riorganizzano, mentre ex combattenti repubblicani, comunisti e anarchici rientrano clandestinamente dalla Francia , dov'è attiva la Resistenza, o escono allo scoperto: la crisi economica dovuta alla guerra che si trascina praticamente dal 1936 ha messo in crisi il sistema produttivo nazionale. Il regime reprime le proteste nel sangue.

1943, 15 marzo: il Marocco spagnolo si arrende al generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque, che conquista Tangeri, Ceuta e Melilla.

1943, 12 maggio: scatta l'Operazione Corkscrew: le forze anglo-americane conquistano l'isola di Minorca, nelle Baleari. Inizia la liberazione del continente europeo.

1943, 8 luglio: la Settima Armata Americana, comandata dal generale George Smith Patton, sbarca a Palma de Maiorca.

1943, 10 luglio: l'Ottava Armata Britannica, comandata dal generale Bernard Montgomery, sbarca ad Algeciras, mettendo piede per la prima volta sul territorio metropolitano spagnolo.

1943, 19 luglio: Madrid viene bombardata dagli Alleati per la prima volta.

1943, 25 luglio: golpe militare promosso da José Enrique Varela e Gonzalo Queipo de Llano, generali dell'esercito, contro Franco, accusato di incapacità nella gestione della guerra. Il Caudillo è arrestato e rinchiuso nella piazzaforte di Jaca, sui Pirenei. Varela, che è sempre stato contrario all'ingresso della Spagna nel conflitto, rassicura Hitler circa la continuazione della guerra al suo fianco, ma comincia a prendere segretamente accordi con gli Alleati in vista di una pace separata. Scettico circa le rassicurazioni spagnole, Hitler sposta truppe verso la penisola iberica.

1943, 17 agosto: la Settima Armata Americana raggiunge Cadice, Malaga e Siviglia, avanzando verso il cuore dell'Andalusia. La popolazione accoglie gli Alleati come liberatori.

1943, 3 settembre: il governo Varela firma segretamente con gli Alleati l'armistizio di Huelva. Gli accordi prevedono che esso resti segreto finché gli Anglo-americani non saranno in grado di occupare tutti i porti del paese.

1943, 8 settembre: gli Alleati annunciano l'armistizio con la Spagna. I nazisti reagiscono malissimo alla pace separata, Varela e i generali golpisti fuggono da Madrid e riparano a Siviglia, sotto protezione alleata; l'esercito spagnolo, privo di ordini, sbanda e il paese piomba nell'anarchia. L'Armada Española si consegna agli Alleati a Maiorca. Il generale tedesco Albert Kesselring occupa immediatamente Madrid e si proclama governatore militare della capitale. Il socialista Francisco Largo Caballero, detto il "Lenin spagnolo", e il repubblicano Juan Negrín rientrano dall'esilio e organizzano il Comité de Liberación Nacional (CLN, Comitato di Liberazione Nazionale) allo scopo di scacciare gli occupanti nazisti e per questo decidono temporaneamente di collaborare col governo militare Varela. Ha inizio ufficialmente la Resistenza partigiana in Spagna, molti reduci spagnoli si uniscono ai connazionali partigiani e a quelli portoghesi.

Bandiera del CLN
Bandiera del CLN

1943, 12 settembre: Operazione Quercia. Un commando di paracadutisti tedeschi libera Francisco Franco, detenuto sui Pirenei, lo porta prima nella Francia di Vichy e poi a Berlino.

1943, 23 settembre: Hitler impone a Francisco Franco di tornare in Spagna e di mettersi a capo di un governo fantoccio e collaborazionista, in contrapposizione a quello di Varela. Siccome quest'ultimo si è insediato a Siviglia sotto protezione alleata e Madrid è occupata dai nazisti, Franco pone la sede del suo governo a Ferrol, sua città natale, posta in uno dei fiordi della Galizia. Anche se il suo nome ufficiale è 'Regno Nazionale di Spagna', tutti lo ricorderanno come il Regno di Ferrol, che è la continuazione del regime franchista. Stavolta il Caudillo invita Giacomo Enrico di Borbone a cingerne la corona, ma questi rifiuta.

Bandiera della Spagna franchista e del Regno di Ferrol
Bandiera della Spagna franchista e del Regno di Ferrol
L'iniziale Resistenza partigiana dopo l'armistizio
L'iniziale Resistenza partigiana dopo l'armistizio

1943, 13 ottobre: il governo Varela è riconosciuto dagli Alleati, ed in cambio dichiara guerra alla Germania nazista, ottenendo lo status di "cobelligerante" a fianco degli Alleati.


1943, 16 ottobre: Kesselring ordina la deportazione degli Ebrei iberici, cui Franco si era sempre opposto, non avendo mai promulgato leggi antisemite.


1943, 2 novembre: le truppe alleate in Spagna raggiungono Cartagena, mentre nel sud del Portogallo liberano Faro.


1943, 24 dicembre: Balbo abroga ufficialmente le leggi razziali in Italia, ormai puramente formali. Molti ebrei europei si rifugeranno proprio nello Stivale.


1944, 3 gennaio: arriva dall'Africa settentrionale un corpo di spedizione francese agli ordini del generale Alphonse Juin.


1944, 17 gennaio: le forze britanniche raggiungono Valencia, ma non riescono a superare la Sierra Morena perché i Tedeschi hanno fortificato la Linea Gustav che passa su di essa a difesa della capitale. Le forze naziste faticano a controllare il troppo vasto territorio iberico.


1944, 22 gennaio: gli Alleati lanciano l'Operazione Shingle, uno sbarco a Tarragona che però è respinto dai Tedeschi.


1944, 15 febbraio: credendo erroneamente che vi si nascondano armi e truppe naziste, dopo aver avvisato la popolazione mediante volantinaggio dagli aerei, gli Americani radono al suolo l'Alcazaba, l'antica fortezza che domina la città di Badajoz, di cui è il simbolo.


1944, 12 marzo: si costituisce ufficialmente il Comitê de Libertação Nacional portoghese. Lealisti di Salazar, partigiani comunisti, socialisti e cattolici si uniscono provvisoriamente per fronteggiare l'occupante nazista.


1944, 24 marzo: a Madrid 33 soldati tedeschi sono uccisi in un attentato in Calle de Juanelo. Come rappresaglia Kesserling ordina di eliminare dieci spagnoli per ogni tedesco ucciso. Per errore ne vengono uccisi cinque in più; alla fine vengono trucidati in 335.


1944, 27 marzo: svolta di Cadice. Dolores Ibárruri detta "la Pasionaria", segretaria del Partito Comunista, propone alle forze antifranchiste più intransigenti di cooperare con il governo Varela, dando vita ad un esecutivo di unità nazionale allo scopo di fronteggiare l'occupazione tedesca; lo status istituzionale della Spagna sarà deciso dopo la Liberazione.


1944, 10 aprile: le truppe tedesche edificano la Linea Carlomagno, che intende proteggere Galizia, Castiglia del Nord, Asturie, Paesi Baschi, Navarra, Catalogna del Nord e Pirenei dall'assalto angloamericano. Questa è l'ultima trincea dei nazifranchisti in Spagna.


1944, 18 maggio: battaglia di Albacete. I Tedeschi evacuano le proprie posizioni e arretrano verso Madrid.


1944, 4 giugno: Madrid viene liberata dagli Alleati. L'avvenimento sarà ritratto in un celebre dipinto di Picasso.

Liberazione della Spagna
Liberazione della Spagna
Il pretendente al trono Juan di Borbone rientra in Spagna per il referendum.
Il pretendente al trono Juan di Borbone rientra in Spagna per il referendum.
La principessa Mercedes delle Due Sicilie
La principessa Mercedes delle Due Sicilie

1944, 12 giugno: anche Lisbona è liberata.


1944, 3 luglio: le truppe americane entrano a Valladolid.


1944, 12 agosto: le truppe angloamericane liberano Barcellona.


1944, 25 agosto: Porto e Braga cadono in mani alleate, tutto il Portogallo è liberato. Nelle aree sgomberate dai nazifranchisti inizia una violenta guerra civile tra i comunisti e i partigiani di Salazar.


1944, 28 agosto: il "Manifesto separatista" chiede agli Alleati di riconoscere la Catalogna come Stato sovrano indipendente dalla Spagna.


1944, 31 agosto: battaglia di Saragozza. Il secondo maggior scontro terrestre in Europa dopo la battaglia di Stalingrado. Le forze alleate riescono a sfondare la Linea Carlomagno ma sono fermate presso Barbastro dalle forze franchiste.


1944, 29 settembre: i Tedeschi in ritirata compiono una strage ad Andorra.


1944, 19 ottobre: strage del pane. Soldati di Varela sparano sulla folla a Jérez de la Frontera.


1944, 19-28 ottobre: dei partigiani e guerriglieri attraversano la frontiera franco-spagnola per insediare un governo repubblicano provvisorio nel nord della Catalogna, sperando che l'azione sia il prologo di una sollevazione popolare nel Regno di Ferrol e spinga gli Alleati ad accelerare la liberazione, ma questa non arriva e i reparti ribelli vengono travolti dai nazifranchisti, giustiziati o rispediti in Francia.


1945, 6 gennaio: le forze comuniste evacuano Lisbona dopo aspri scontri coi Britannici.


1945, 4 febbraio: colloqui segreti tra gli Alleati e il comandante SS a Ferrol, Karl Wolff, che all'insaputa di Hitler offre la resa sulla base di reciproche garanzie.


1945, 24 aprile: finalmente gli Alleati sfondano la Linea Carlomagno e raggiungono il golfo di Biscaglia. Il Comité de Liberación Nacional proclama l'insurrezione generale nel Regno Fantoccio di Ferrol.


1945, 25 aprile: fine della guerra in Spagna con la completa liberazione del paese. A Madrid si riuniscono per la prima volta dopo anni le Cortes presiedute dal governo provvisorio di tutti i partiti antifranchisti succeduto a Varela.


1945, 28 aprile: il vescovo di Mondoñedo-Ferrol, monsignor Fernando Quiroga y Palacios, tenta di salvare la vita a Francisco Franco, invitandolo nel vescovado affinché tratti la resa con i capi delle milizie partigiane. Siccome però questi ultimi insistono per farlo processare da un tribunale di guerra spagnolo, anziché da una corte di giustizia internazionale, Franco se ne va sbattendo la porta e si aggrega, travestito da tedesco, a un convoglio nazista in ritirata. A Langreo però è riconosciuto dai partigiani, arrestato e passato per le armi. Il suo corpo e quelli di quindici suoi gerarchi vengono trasportati a Burgos, già base della giunta nazionalista, e appesi a testa in giù in Plaza Mayor, dove i nazifranchisti avevano giustiziato quindici partigiani.


1945, 1° maggio: per la prima volta dopo anni la festa del Lavoro può essere celebrata liberamente in tutta la Spagna. Dietro iniziativa degli Alleati, il primo ministro ad interim Francisco Largo Caballero incontra l'arcivescovo di Madrid monsignor Leopoldo Eijo y Garay, e gli chiede scusa per le persecuzioni subite dalla Chiesa cattolica durante la Guerra Civile; a sua volta Monsignor Eijo y Garay chiede scusa perché la Chiesa ha appoggiato incondizionatamente il franchismo e troppi privilegi. Ciò apre la strada alla riconciliazione nazionale. Emerge anche lo scandalo di migliaia di bambini che nei territori franchisti e poi durante la guerra sono stati tolti a famiglie repubblicane e di sinistra e dati in adozione a famiglie nazionaliste e cattoliche.


1945, 7 maggio: le truppe britanniche e quelle italiane guidate da Giovanni Messe si congiungono a Klagenfurt, capoluogo della Carinzia austriaca.


1945, 8 luglio: l'Italia dichiara guerra anche al Giappone. Italo Balbo invia in Estremo Oriente un contingente simbolico di una quarantina di idrovolanti.


1945, 17 luglio - 2 agosto: Conferenza di Potsdam, cui partecipano Harry Truman, nuovo presidente USA, il nuovo primo ministro Clement Attlee per il Regno Unito, Galeazzo Ciano per l'Italia e Stalin per l'URSS. I quattro stabiliscono che il nuovo confine tra Polonia e Germania correrà sulla linea dell'Oder-Neisse, che tutta la popolazione tedesca presente nel territorio divenuto polacco dovrà essere espulsa e trasferita in Germania, e che il territorio tedesco sarà diviso in cinque zone d'occupazione, assegnate rispettivamente a USA, URSS, Regno Unito, Francia e Italia. Quest'ultima controllerà il Voralberg, il Tirolo Settentrionale e la Carinzia; il Governatore Militare, Generale Giovanni Messe, risiederà a Innsbruck, capitale del Tirolo. I quattro invece non trovano un accordo sull'ammontare dei risarcimenti: USA, Regno Unito, Francia e Italia perseguono una linea più morbida, mentre Stalin insiste nel richiedere risarcimenti ingentissimi.


1945, 15 agosto: finisce la Seconda Guerra Mondiale anche nel Pacifico con la capitolazione giapponese.


1945, 1° settembre: dopo la sconfitta della guerriglia comunista (anche per le decisioni della Conferenza di Potsdam che riconoscono la penisola iberica nel blocco occidentale), l'ex sacerdote cattolico João Lopes Soares si accorda con le forze politiche antifasciste vincendo le pretese salazariste, smantella l'Estado Novo e restaura la Repubblica democratica, la cui Costituzione è d'impronta socialista ma il governo è alleato di USA e Regno Unito.


1946, 13 marzo: è fondata l'MPLA (Movimento Popular de Libertação de Angola), movimento marxista-leninista che si propone l'indipendenza dell'Angola dal Portogallo, attraverso la lotta armata.


1946, 16 marzo: Caballero decreta, con l'appoggio del Parlamento, che la forma istituzionale dello Stato spagnolo sia decisa mediante referendum popolare. I Borbone sono accusati di aver sostenuto la soppressione della democrazia col regime di Rivera, l'insurrezione nazionalista e in un primo momento il regime di Franco, con tutto quello che ne ha comportato.


1946, 9 maggio: l'erede al trono Giovanni di Borbone, figlio di Alfonso XIII, con la principessa Maria Mercedes delle Due Sicilie possono rientrare finalmente in Spagna in occasione della campagna referendaria, ma né gli Alleati né il governo del CLN riconoscono loro alcun diritto, nonostante la monarchia sia ancora formalmente in piedi.


1946, 2 giugno: Referendum istituzionale ed elezioni generali per le Cortes costituenti in Spagna. Dopo anni di dittatura e due guerre, gli Spagnoli sono chiamati a votare per scegliere se mantenere la monarchia non più vacante con il pretendente Giovanni o restaurare la Repubblica. Contro la prima si schierano tutti i partiti politici antifranchisti, eccetto i Carlisti, qualche gruppo monarchico, la Chiesa e qualche liberale. La monarchia ottiene solo il 42% dei voti e la famiglia reale, recalcitrante, è costretta a prendere di nuovo la via dell'esilio, questa volta nel Regno Unito.

Le elezioni sono vinte da un'inedita coalizione di Socialisti, Repubblicani e Liberali di sinistra, Santiago Casares Quiroga è nominato capo del governo e Caballero è eletto presidente della Terza Repubblica Spagnola. La cittadina di Castrillo Matajudíos ("ammazza-ebrei") e la valle de Matamoros ("ammazza-mori") sono ribattezzate in Castrillo Mota de Judíos e valle de Motas de Moros; Ciudad Real diventa Ciudad Española, il Real Madrid diventa Madrid CF.

La nuova Spagna è vicina agli Alleati occidentali, estromette i Comunisti filo-sovietici dal governo, ormai abbandonati da Stalin, e si dota di un sistema federale per garantire forti autonomie alle storiche regioni secessioniste come Galizia, Paesi Baschi e Catalogna che si dotano di parlamenti propri. Nasce il Partito Popolare, il nuovo polo di centrodestra e democristiano, dove confluiscono parte dei monarchici spagnoli.

Il tricolore della Seconda e Terza Repubblica Spagnola
Il tricolore della Seconda e Terza Repubblica Spagnola

1946, 29 luglio - 11 ottobre: Conferenza di Pace di Parigi. La Spagna repubblicana è costretta a cedere rettifiche di confine alla Francia, Badajoz (assegnata a Lisbona fin dal Congresso di Vienna) e altre piccole città di confine al Portogallo e perde tutte le sue colonie: il Marocco spagnolo va alla Francia, il Rio de Oro è sottoposto ad amministrazione congiunta anglo-americana (gli USA sono favorevoli a restituirlo a Madrid, ma l'URSS si oppone), l'ex Guinea Spagnola diventa protettorato francese, le Canarie sono occupate militarmente dal Regno Unito, che però le restituirà a Madrid nel 1954. Rimane insoluta la questione di Gibilterra, che ritorna territorio d'oltremare britannico. L'Italia annette l'entroterra di Fiume, la Dalmazia e Ragusa (Dubrovnik). La Slovenia, conquistata dalle truppe fasciste, viene eretta a Regno, la cui corona è cinta da Umberto II in unione personale con Italia, Albania ed Etiopia; lo stato di fatto è riconosciuto dagli Alleati per sottrarre territori alla Jugoslavia comunista.


1947, 4 marzo: ultima esecuzione capitale in Spagna prima della totale abolizione della pena di morte.


1947, 5 giugno: in un discorso alle Camere in seduta congiunta, il Presidente degli USA Truman si propone di combattere l'espansionismo sovietico offrendo aiuto agli Stati minacciati, primi fra tutti Grecia e Turchia. Egli elabora un piano di aiuti all'Europa per finanziare la ricostruzione post-bellica, noto come Piano Marshall, da chi l'ha ideato. I Paesi orientali divenuti satelliti dell'URSS (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Jugoslavia) sono costretti da Stalin a rifiutare gli aiuti. Il Piano terminerà nel 1951 dopo lo stanziamento della cifra astronomica di 18 miliardi di Dollari. Di questi, un miliardo e duecento milioni anno alla Spagna. In un primo momento il Duce Italo Balbo rifiuta gli aiuti, ma poi dietro pressioni del suo gabinetto accetta 100 milioni di Dollari.


1947, 28 dicembre: muore il Re e Imperatore italiano Vittorio Emanuele III, che viene sepolto al Pantheon di Roma, gli succede il figlio Umberto II con grandi timori tra i gerarchi di Balbo, essendo il nuovo re ostile al regime.


1948, 14 luglio: Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano in esilio, è assassinato a Madrid, dove si trova per un incontro dell'Internazionale Comunista, dal giovane monarchico Antonio Pallante. Arrestato, questi dichiara di aver agito di sua iniziativa, ma è evidente che la sua mano è stata armata dal regime fascista. Nuovo segretario del PCI in esilio diventa Umberto Terracini.


1949, 4 aprile: mentre il Portogallo entra nella NATO, la Spagna per il momento rifiuta di aderire. L'Italia fascista riconferma il suo isolamento dai due blocchi.


1949, 28 settembre: Papa Pio XII scomunica gli aderenti al Partito Comunista. Le gerarchie ecclesiastiche troppo spesso connivono col regime fascista. Questi inizia a scontrarsi con le aspirazioni democratiche e riformistiche dalla nuova coppia reale Umberto II e Maria José, ferventi antifascisti, tanto che la seconda rifiuta di partecipare nel 1950 al ventottesimo anniversario della Marcia su Roma. Su pressione internazionale, il regime anche se isolazionista è costretto ad amnistiare certi esiliati e detenuti politici, mentre lesina finanziamenti ai monarchici e anticomunisti greci in guerra civile contro i comunisti.


1950, 28 ottobre: durante i festeggiamenti per il 28° anniversario della Marcia su Roma, il Duce Italo Balbo annuncia via radio alla nazione che, «vista l'arroganza comunista in Corea, il Fascismo non resterà a lungo privo dell'arma nucleare».


1950, 9 dicembre: esce uno dei più celebri film neorealisti spagnoli "Los olvidados" (I figli della violenza), del grande regista Luis Buñuel, ambientato nella periferia di Madrid.


1951, 29-31 gennaio: si svolge a Sanremo il primo Festival della Canzone Italiana, voluto dal regime per risollevare il morale degli Italiani, un popolo ancora perlopiù di contadini, dato che il piano d'industrializzazione di Balbo non attecchisce.


1951, 18 aprile: il primo ministro francese Robert Schumann, il cancelliere tedesco Konrad Adenauer e il primo ministro spagnolo Tomás Centeno Sierra si incontrano a Parigi e decidono la fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), primo abbozzo della futura unità economica e politica del continente europeo. Al progetto aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo. Nonostante l'interesse per il progetto dimostrato dal ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano, i sette escludono l'Italia dalla CECA per via del governo dittatoriale di Roma.


1951, 14 novembre: il Rio de Oro è sgomberato dagli Alleati. La popolazione araba locale proclama la Repubblica Araba Democratica Saharawi, alleata dell'URSS.


1952, 27 dicembre: il grande fisico italiano Edoardo Amaldi, discepolo di Enrico Fermi, costruisce a Littoria la prima centrale nucleare italiana per la produzione di energia elettrica per usi civili.


1953, 31 maggio: Francisco Largo Caballero è rieletto alla presidenza della Repubblica Spagnola. Il PSOE (Partito socialista) mantiene la maggioranza e Tomás Centeno Sierra forma un nuovo governo.


1953, 28 ottobre: nel 31° anniversario della Marcia su Roma il governo fascista fa esplodere nel deserto libico, a sud di Al Jawf, la prima bomba atomica di fabbricazione italiana.


1954, 3 gennaio: la prima annunciatrice italiana Fulvia Colombo introduce il discorso del Duce Balbo che dà formalmente inizio alle regolari trasmissioni televisive in Italia sul "Programma Nazionale", oggi Rai Uno. Lo stesso giorno partono anche due trasmissioni storiche, il Telegiornale e la "Domenica Sportiva", i programmi più longevi della televisione italiana.


1955, 15 maggio: la Spagna entra nella NATO.


1957, 25 marzo: firma dei Trattati di Madrid, che istituiscono la Comunità Economica Europea (CEE). Aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo ("Europa dei Sette").


1958, 30 gennaio - 1° febbraio: durante il Festival di Sanremo, il cantante Domenico Modugno, noto per le sue idee antifasciste, interpreta la canzone "Nel blu dipinto di blu", nota anche come "Volare" dal suo notissimo ritornello. La canzone riscuote un successo strepitoso e vince il Festival, ma subito dopo Modugno è arrestato dall'OVRA, interrogato in maniera rude e spedito al confino a Pantelleria; la vittoria della canzone è cancellata) e la sua riproduzione assolutamente proibita. Il regime vede infatti in "Volare" non un puro ritornello di evasione, ma un incitamento agli Italiani a "volare via" dallo squallore del regime per costruire una società diversa e democratica.


1959-1973: esplosiva crescita dell'economia spagnola, favorita dalla ricostruzione del paese, uscito letteralmente distrutto dalla Guerra Civile e dalla Seconda Guerra Mondiale. Nei quattro anni 1959, 1960, 1961 e 1962, i tassi di incremento del reddito raggiungono valori da primato, rispettivamente del 6,4, del 5,8, del 6,8 e del 6,1%. Milioni di persone si spostano dalle aree più povere e depresse verso i grandi centri industriali: Barcellona, Siviglia, Valencia, Bilbao e la stessa capitale Madrid, che vede nascere grandi periferie dormitorio. Giocano un ruolo decisivo la crescita dell'industria pesante (siderurgica e meccanica), con la fondazione della fabbrica di automobili SEAT, l'aumento delle esportazioni e l'ingresso nel Mercato Comune Europeo: questo periodo sarà ricordato come «El Milagro Económico». Il boom provoca la diffusione del benessere e la conseguente secolarizzazione della società; la Chiesa perde parte della secolare influenza sulle masse a vantaggio dei modelli di vita americani, a partire dal consumismo e dalla rivoluzione sessuale.


1960, 5 giugno: il socialista Rodolfo Llopis Ferrándiz, è eletto secondo presidente della Repubblica spagnola, la cui vita politica continua ad essere dominata dal Partito Socialista.


1961, 17 marzo: centenario dell'Unità d'Italia. Nelle principali città italiane e delle colonie si tengono grandi festeggiamenti e cerimonie come manifestazione di potenza del regime e della monarchia.


1961, 20 maggio: le prime azioni e manifestazioni anti-coloniali in Africa Orientale Italiana e Libia sono represse nel sangue.


1962, 14 maggio: il principe ereditario Vittorio Emanuele di Savoia, figlio di Umberto II, sposa la principessa Sofia di Grecia.


1962, 5 luglio: dopo una lunga guerra di liberazione, l'Algeria ottiene l'indipendenza dalla Francia. L'Italia Fascista stronca invece nel sangue una rivolta senussita in Libia, volta a staccare il paese africano da Roma. La crescita economica degli anni '50 si interrompe definitivamente a causa dell'isolamento politico ed economico e della lunga e improduttiva guerra coloniale, generando in Italia un periodo di recessione.


1962, 12 luglio: Sao Tomé e Príncipe ottengono l'indipendenza dal Portogallo, ma la loro sarà la solita storia africana di regimi autocratici e di colpi di Stato.


1963, 30 aprile: è repressa nel sangue una manifestazione a Spalato a favore dell'autonomia per i croati di Dalmazia.


1963, 5 luglio: le isole di Capo Verde ottengono l'indipendenza dal Portogallo. Primo Presidente è Aristides Maria Pereira.


1964, 11 gennaio: Galeazzo Ciano abbandona dopo un quarto di secolo la carica di Ministro degli Esteri, ufficialmente per motivi di salute; al suo posto va Augusto De Marsanich.


1964, 28 giugno: in Etiopia è fondato il Derg ("Consiglio" in lingua amarica, abbreviazione di "Consiglio di Coordinazione delle Forze Rivoluzionarie", movimento di guerriglia anti-italiana sostenuto dall'URSS e dalla Cuba castrista. Le forze di occupazione fasciste tentano di reprimerlo con ogni mezzo.


1964, 15 dicembre: l'ASI lancia il suo primo satellite artificiale, il Littoriale 1, dal poligono di Chisimaio, nella Somalia Italiana, usando il razzo Vega, un vettore molto simile alle V2 naziste. L'Italia Fascista è la terza nazione al mondo, dopo URSS e USA, a lanciare un proprio satellite nello spazio.


1965, 1° febbraio: l'ENI comincia a sfruttare intensivamente i vastissimi giacimenti di petrolio della Libia. La Resistenza Libica risponde incendiando pozzi e massacrando operai dell'ENI, azioni a cui seguono repressioni altrettanto sanguinose da parte dell'esercito coloniale italiano.


1967, 4 giugno: Rodolfo Llopis Ferrándiz è rieletto Presidente della Terza Repubblica Spagnola. A lui toccherà affrontare la tempesta del Sessantotto.


1967, 21 aprile: s'insedia in Grecia la "Dittatura dei Colonnelli" in funzione anticomunista che abolisce la democrazia e le libertà civili, probabilmente ci sono dietro i servizi segreti fascisti italiani che hanno interesse a reinserire un blocco autoritario nel Mediterraneo contro l'URSS.


1967, 10 settembre: a Gibilterra, Territorio britannico d'oltremare, dopo un ventennio viene indetto un referendum popolare nella Rocca per far decidere ai suoi abitanti se rimanere all'interno del Commonwealth britannico o annettersi alla Repubblica spagnola. La prima scelta stravince col 99,6% dei voti, chiudendo così un antico contenzioso tra le due nazioni.


1968, 13 maggio: esplode il "maggio francese", una vera e propria rivolta studentesca con la quale i giovani, impregnati di cultura di sinistra ed entusiasti delle idee egualitarie di personaggi come Ernesto Che Guevara ed Ho Chi Minh, ma anche Gandhi e Nelson Mandela, si ribellano contro ogni autorità, sia essa politica, economica, militare o religiosa. Lo slogan del movimento, che ben presto dilaga in Europa e in Nord America, è « Vietato vietare », nella convinzione (che si rivelerà tragicamente illusoria) che lasciando esprimere l'individuo senza freni di alcun tipo, si avrà un rigoglio culturale ed artistico senza precedenti. Il movimento paralizza completamente i USA per diverse settimane, con una frenesia di discussioni, dibattiti, assemblee generali e riunioni in strada, all'interno di organizzazioni sindacali, imprese, amministrazioni pubbliche, scuole superiori, università, teatri e case della cultura. Le autorità sudafricane rispondono a quella che definiscono « una follia estremistica » ordinando cariche di polizia, retate e arresti di massa. Il fenomeno passerà alla storia semplicemente come il Sessantotto.


1968, 22 maggio: l'occupazione dell'università "La Sapienza" di Roma da parte degli studenti dà inizio al Sessantotto italiano: le organizzazioni studentesche proclamano lo sciopero generale contro il Regime Fascista, che ben presto si estende alle fabbriche e alle cooperative agricole. In men che non si dica, la Penisola si ritrova paralizzata. Il vecchio Duce Italo Balbo, considerato dai giovani niente più di un fossile vivente, reagisce nell'unico modo che sa, mandando le sue Camice Nere a reprimere la rivolta e ad arrestare i manifestanti, bollati come « servi dell'antifascismo foraggiati dal comunismo sovietico ». Le università sono sgomberate a forza e Mario Capanna, leader dei manifestanti, è mandato al confino su un'isoletta della Dalmazia. Alla fine il Sessantotto Italiano sarà l'unico coronato da successo, perché alla lunga porterà al crollo del Regime Fascista.


1968, 1° luglio: viene istituita l'Unione Doganale fra i paesi CEE.


1970, 1° gennaio: vengono fondate le Brigadas Rojas, organizzazione terroristica di estrema sinistra che intende combattere i governi di Madrid, definiti « borghesi » e « servi dell'imperialismo americano », ritenendo non conclusa la lotta di liberazione della Spagna dai nazifranchisti. Il "Partito Armato" mieterà centinaia di morti in quelli che chiama « attacchi contro il cuore dello stato »: hanno inizio gli Años de Plomo (Anni di Piombo).


1970, 28 giugno: muore improvvisamente il Duce Italo Balbo. Dopo dodici ore convulse, nelle quali la radio e la TV hanno trasmesso solo musica e programmi di intrattenimento, gli speaker annunciano che il nuovo Duce d'Italia, Capo del Governo e Maresciallo dell'Impero è Giorgio Almirante, uno dei delfini di Balbo discendente da una nobile famiglia molisana. La sorpresa è grande, perché si pensava che altri leader più quotati di lui ce l'avrebbero fatta a spuntarla nella lotta per la successione; evidentemente Almirante ha saputo cercare le amicizie giuste. Vanno deluse le speranze di chi credeva in una transizione pacifica verso la democrazia alla morte di Balbo: il nuovo Duce è ancor più conservatore del suo predecessore, ed anzi si è distinto, al tempo delle infami Leggi Razziali, per aver affermato che era « necessario proteggere l'Italia da meticci ed ebrei ». Subito dopo la sua nomina Dino Grandi, che evidentemente sperava di essere lui il nuovo Duce, abbandona ogni carica nel Partito e nel Governo, e si ritira a vita privata. Almirante epura rapidamente i quadri dello Stato da tutti i gerarchi che non gli sono favorevoli, piazzando suoi uomini nei posti chiave, ed afferma che « il Fascismo è una scelta irrinunciabile per l'Italia ». Aldo Moro, che osa criticare la politica del nuovo Duce come « incapace di tenere il passo dei tempi nuovi », è subito arrestato e tradotto al confino sull'isola di Lipari. Ormai è chiaro che i fascisti non lasceranno mai spontaneamente il monopolio del potere. L'Italia appare politicamente ed economicamente prostrata dallo stato di guerra nelle colonie, che proseguendo ormai da quasi due decenni senza alcuna soluzione politica in vista, gli stipendi sono bassi e l'autarchia provoca la commercializzazione di prodotti spesso scadenti. Questa situazione porta a un malcontento generale, in particolare nelle classi sociali meno agiate e all'interno delle Forze Armate.


1972, 22 giugno: da Vittorio Emanuele di Savoia e Sofia di Grecia nasce l'erede al trono italiano, Emanuele Filiberto; avendo una madre diversa, conseguentemente egli stesso avrà un carattere assai diverso, ed anziché al ballo e al mondo dello spettacolo si appassionerà, come la madre Sofia, agli studi di archeologia.


1973, 10 gennaio: il Colonnello dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, di Saluzzo, decide che la politica del nuovo Duce Giorgio Almirante non conduce da nessuna parte, ed anzi sta letteralmente affamando l'Italia tenendola fuori dalla Comunità Economica Europea, a cui gli altri paesi fanno invece a gara per aderire, per non parlare della corruzione, dilagante in ogni settore del paese, e dell'insensata guerra contro i movimenti indipendentisti delle colonie. Fonda così in clandestinità l'MFA (Movimento delle Forze Armate), il cui scopo è quello di abbattere il Regime Fascista ed integrare l'Italia nella CEE, dopo aver abbandonato le colonie al loro destino.


1973, 6-24 ottobre: Guerra del Kippur. Onde "punire" l'Occidente per la sua politica filoisraeliana, i Paesi Arabi bloccano le proprie esportazioni di petrolio verso quei paesi. Ciò porta all'innalzamento vertiginoso del prezzo degli idrocarburi, che in molti casi aumentano più del triplo rispetto alle tariffe precedenti. Anche l'Italia è colpita dalla crisi petrolifera, perchè occupa la Libia ed è ritenuta fiancheggiatrice di Israele. I governi occidentali varano provvedimenti draconiani per diminuire il consumo di petrolio e per evitare gli sprechi. In Italia il Duce Almirante vara un piano nazionale di “austerity economica” per il risparmio energetico che prevede il divieto di circolare in auto la domenica, la fine anticipata dei programmi televisivi, la riduzione dell'illuminazione stradale e commerciale. La crisi economica seguita a quella petrolifera finirà per accelerare la caduta del Fascismo.


1974, 16 marzo: Carlo Alberto dalla Chiesa (sulla copertina di "Time"), leader dell'MFA, contatta segretamente la regina Maria Josè di Sassonia-Coburgo-Gotha, ed ottiene l'appoggio della Corona alla rivoluzione antifascista, a patto che non venga messa in discussione l'istituzione monarchica.



Il Time del 1974
Il Time del 1974

1974, 28 marzo: anche Papa Paolo VI, per mezzo del suo Segretario di Stato Cardinale Jean-Marie Villot, dà l'assenso all'abbattimento del Fascismo.


1974, 23 aprile: i leader dell'MFA si accordano con Enzo Tortora, uno tra i più famosi conduttori televisivi italiani, affinché durante il programma musicale "Canzonissima", da lui condotto insieme a Mina, trasmetta la canzone "Nel blu dipinto di blu", divenuta la colonna sonora della resistenza antifascista, come segnale di avvio del golpe. Nonostante l'ascolto della canzone sia proibito dal Regime Fascista, Enzo Tortora se ne procura una copia in Svizzera.


1974, 24 aprile: Enzo Tortora manda in onda "Nel blu dipinto di blu", senza alcun preavviso, subito dopo un'esibizione canora di Mina; il presentatore si finge indignato, si scusa con i telespettatori e ai Commissari dell'OVRA dichiara che è probabilmente stato un tecnico del suono sovversivo a compiere quel blitz. Ma le operazioni militari dell'MFA sono ormai iniziate, con l'arresto di alti ufficiali fedeli al regime e l'occupazione di luoghi strategici, come gli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.


1974, 25 aprile: scatta la Rivoluzione delle Rose, come la ricorderà la storiografia antifascista. I ribelli prendono il controllo della stazione radiotelevisiva RAI di Milano, mentre si registrano movimenti di truppe verso Palazzo Venezia, sede del Duce, e le altre principali istituzioni governative. L'MFA rende pubblico il colpo di stato attraverso un comunicato radio. La fanteria occupa l'aeroporto militare di Ciampino e poi pone sotto assedio le sedi ministeriali. Almirante, che è stato informato della rivolta, chiama immediatamente le camice nere in suo soccorso. La fregata "Giuseppe Garibaldi" riceve l'ordine di bombardare le forze ribelli che hanno preso il controllo del Porto di Genova, ma si rifiuta di obbedire. Intanto un plotone di fascisti giunge a Roma ma si unisce ai ribelli. Contrariamente alle speranze di Dalla Chiesa, i ministri della difesa, dell'informazione, dell'interno, il capo di stato maggiore dell'esercito, della marina e il Podestà di Roma riescono a fuggire e a organizzare un comando lealista presso la caserma del 2º reggimento carristi. Per fortuna i soldati rifiutano ripetutamente di sparare sui loro commilitoni. Il comando dell'MFA ordina ai militari di occupare il quartier generale della Milizia Fascista, dell'OVRA e dell'Opera Nazionale Balilla. Giorgio Almirante si vede circondato e abbandonato pressoché da tutti, e poco dopo viene arrestato. Con l'appoggio della popolazione civile scesa in strada in massa, i ribelli lanciano un ultimatum, minacciando di aprire il fuoco contro il quartier generale della Milizia Fascista; i principali capi di quest'ultima sono costretti ad arrendersi ed è scortato fino alla caserma dei carabinieri, circondato dalla folla vociante. Alcuni elementi della polizia politica fascista sparano sulla folla che circonda il loro quartier generale, provocando una vittima e alcuni feriti; il popolo alza barricate contro i miliziani che tentano di andare a soccorrere i loro leader, e si combatte prima nelle strade di Roma, poi in quelle di molte altre città. Subito si vedono ricomparire simboli democristiani, liberali, socialisti e comunisti, tenuti nascosti per cinquant'anni, mentre i simboli fascisti vengono scalpellati via dai muri; in seguito al gesto di una fioraia, che ha regalato rose agli insorti, gli antifascisti portano una rosa all'occhiello, come simbolo del movimento di piazza, da cui il nome della Rivoluzione. Aldo Moro, che si trova in carcere a Regina Coeli, è liberato da artiglieri dell'MFA e condotto al Quirinale alla presenza di re Umberto II. Il Sovrano si rivolge in collegamento televisivo alla Nazione, affermando che il tempo della dittatura fascista è scaduto, poiché essa ha condotto l'Italia alla povertà ed alla rovina, e che egli ha dato ai capi dell'MFA il mandato per abbattere lo stato totalitario e costruire uno Stato nuovo. Anche un comunicato di Radio Vaticana invita i fascisti ad arrendersi per non sparare contro i loro stessi connazionali. L'MFA annuncia di aver preso il controllo del paese. Si registrano intanto rivolte popolari anche in Albania, dove i golpisti godono di molto sostegno. Le ultime camice nere per strada si arrendono ai carabinieri, mentre i paracadutisti dell'MFA costringono alla resa i gerarchi che con i loro scherani si erano asserragliati dentro il Ministero della Difesa. La cessazione di tutti i combattimenti segna la vittoria dell'MFA. Re Umberto II promulga la legge numero 1 del 25 aprile 1974, che decreta la destituzione dei dirigenti fascisti, lo scioglimento del Gran Consiglio del Fascismo, della Camera dei Deputati e del Senato, la dissoluzione del Partito Nazionale Fascista, della Milizia Fascista, dell'Opera Nazionale Balilla e di tutte le altre associazioni di regime; essa prevede inoltre il passaggio dei poteri alla Giunta di Salvezza Nazionale, composta da membri dell'MFA e capeggiata da Dalla Chiesa, che è promosso Generale, in attesa di libere elezioni e della costituzione di un governo di civili. Per tutta la notte si susseguono canti, balli e scene di giubilo nelle principali piazze italiane: la dittatura fascista è finita.


1974, 26 aprile: il leader sovietico Leonid Breznev è il primo a congratularsi con gli italiani per aver abbattuto la dittatura fascista, e a riconoscere il nuovo corso a Roma; anche Tito annuncia nuovi rapporti amichevoli con la vicina Penisola. Come primo gesto di buona volontà, Re Umberto II abroga definitivamente la pena di morte in Italia. Viene poi tolto il bavaglio ai mezzi di comunicazione e vengono liberati i prigionieri politici dalle carceri e dai luoghi di confino. Il leader socialista Pietro Nenni, il comunista Pietro Ingrao e il democristiano Paolo Emilio Taviani rientrano finalmente dall'esilio ed iniziano ad organizzare i Partiti antifascisti. Il 25 aprile diventa Festa Nazionale in Italia.


1974, 1° maggio: la Festa del Lavoro viene celebrata per la prima volta legalmente in Italia dopo oltre cinquant'anni, in Piazza San Giovanni a Roma si raduna oltre un milione di persone.


1974, 2 maggio: Giorgio Almirante è processato per direttissima con altri alti gerarchi del suo Regime e condannato all'ergastolo, senza aver mai ammesso che la sua politica è stata totalmente fallimentare.


1974, 2 giugno: come reazione all'attività delle Brigadas Rojas e alla crisi petrolifera, Manuel Fraga Iribarne è il primo esponente del Partido Popular, erede del franchismo, ad essere eletto Presidente della Terza Repubblica di Spagna. Primo Ministro è il Popolare Cruz Martínez Esteruelas.


1974, 25 luglio: cade la giunta militare in Grecia, anche per mancanza dell'appoggio italiano e internazionale e pressioni popolari.


1974, 28 settembre: pressato dai partiti politici antifascisti e dalla Chiesa, Re Umberto II di Savoia forma il primo governo civile dopo la fine della dittatura, affidando ad Aldo Moro il compito di presiederlo. Si tratta di un governo di unità nazionale di cui fanno parte il socialista Francesco de Martino come Ministro dell'Interno, il democristiano Mariano Rumor come Ministro degli Esteri, il comunista Enrico Berlinguer come Ministro del Lavoro, il democristiano Emilio Colombo come Ministro del Tesoro e del Bilancio, il Socialdemocratico Giuseppe Saragat come Ministro dell'Industria, il Repubblicano Oronzo Reale come Ministro di Grazia e Giustizia, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, leader dell'MFA, come Ministro della Difesa, il Liberale Giovanni Francesco Malagodi come Ministro dei Lavori Pubblici, Alfredo Covelli, leader del Partito Nazionale Monarchico, come Ministro della Pubblica Istruzione.


1974, 15 novembre: il governo Moro convoca libere elezioni per l'Assemblea Costituente per il successivo 25 maggio. Nessuno mette in discussione l'istituto monarchico, tranne il Partito Repubblicano ed una parte del Partito Comunista.


1975, 1° gennaio: vengono istituite le 22 Regioni Italiane: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Dalmazia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Valle d'Aosta, Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Dalmazia, Dodecaneso, Sicilia e Sardegna sono le Regioni a Statuto Speciale. Viene introdotto il bilinguismo italo-francese in Valle d'Aosta, italo-tedesco in Alto Adige, italo-sloveno in Friuli-Venezia Giulia, italo-croato in Dalmazia e italo-greco nel Dodecaneso: nelle scuole è introdotto lo studio della seconda lingua, i cartelli stradali in queste regioni devono essere bilingui e sono varati programmi radiofonici e televisivi in francese, tedesco, sloveno e croato. Le minoranze linguistiche hanno inoltre seggi riservati nella Camera dei Deputati.


1975, 1° marzo: in seguito a referendum, Slovenia e Albania ottengono l'indipendenza dall'Italia e si costituiscono come repubbliche indipendenti.


1975, 25 maggio: prime elezioni libere in Italia dopo mezzo secolo, le prime a suffragio universale, maschile e femminile, per l'elezione di una Assemblea Costituente. La Democrazia Cristiana ottiene il 35,18 % dei voti, il Partito Socialista Italiano il 23,72 %, il Partito Comunista Italiano il 20,97 %, il Partito Liberale il 6,79 %, il Partito Repubblicano Italiano il 4,37 %, il Partito Nazionale Monarchico il 3,77 %, il Movimento Indipendentista Siciliano lo 0,75 %, il Südtiroler Volkspartei lo 0,50 %, l'Unione Democratica Croata lo 0,48 %, il Partito Sardo d'Azione lo 0,34 % (le altre formazioni in corsa non riescono ad entrare in Parlamento). Umberto II affida ad Aldo Moro il compito di formare un nuovo governo di unità nazionale... e qui inizia un'altra storia.

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