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Una storia di DomenicoDeFerraro

IL MOSTRO DELLE MERENDINE

FIABA DARK DI DOMENICO DE FERRARO

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21 minuti

Pubblicato il 08 ottobre 2019 in Thriller/Noir

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IL MOSTRO DELLE MERENDINE


FIABA DARK DI DOMENICO DE FERRARO



La pioggia mi costringe a correre al riparo sotto una pensilina, rimango per ore, sotto quel malandato pergolato di legno mentre l’acqua insistente scende copiosa. Inerme lasso nel desiderio di vivere , vorrei fuggire, scappare ma mi sembra quasi impossibile . I pensieri s’affollano alla mente in un crescendo di varie confusione che mostrano il loro lato debole , la forza che converte il vero in bello . Riuscire a risolvere questo ennesimo caso giudiziario sarebbe un gran passo in avanti , la pioggia mi bagna il viso, corro lesto , verso casa sperando ogni cosa si possa risolvere. La città brancola nel buio. Oggi i vari amministratori locali si sono incontrati in prefettura , c’erano proprio tutti con moglie e figli appresso . Tutti volevano sapere cosa sarebbe successo alle loro famiglie , protestavano per l’incolumità delle loro famiglie per la tutela dei propri beni. Oggi è una splendida giornata , anche se piove ed io cerco, riparo sotto questa tettoia in attesa passi la pioggia ed il cattivo sogno di un reato che si perpetua ogni momento , continuamente , insistentemente facendo rabbrividire la gente mettere le mani nei capelli a chiunque credente o non credente.


Tutto è incominciato quasi due mesi fa, dopo aver trovato una donna riversa nei campi disperata che urlava gli avevano rubato tutto il raccolto , faticosamente colto nel suo orto . Era un giorno molto simile a questo, fosco, scialbo come il colore dell’abito che indossava la donna. L’amore spesso ferisce, ti distrugge, ti rende inerme difronte a ciò che siamo. Ed io da parte mia ho cercato sempre di posare il capello sopra un chiodo di ferro . Si i miei sogni , si possono dire sono i miei guai , la mia debolezza , il mio difetto peggiore e se cerco di capire in fondo ciò che sono è perché vivo una vita da soldato , da guardia giurata. Non volevo divenire un poliziotto, era l’ultimo dei miei traguardi . La vita è già cosi misera , piena di problemi , cessi rotti da sostituire o pulire . La morte mi fa schifo . Il peccato m’inorridisce , il sangue fluisce nelle mie vene , ingrossa le mie pene inonda il mio buon cuore , la sorte mi eleva all’inconsapevolezza dei fatti che a volte vivo . Ma si era arrivati ad un limite prefisso, oltre l’impossibile, caso irrisolto in quell’aria nauseante, mista di odio , di crudeltà , di meschinità maschili che trafigge le colpe nel non volere capire cosa siamo per davvero . Il mostro delle merendine per tutti era un mostro orrendo , il quale s’aggirava solitario per le strade della città . Poteva essere chiunque un piccolo individuo con occhiali , capelli dipinti , con un accento francese o dialettale con tanto di arma esplosiva , pronto a derubare ogni leccornia , ogni dolcezza a quei poveri fanciulli. Un bacio di cioccolato , un caramella alla menta tutto ciò che fosse dolce , l’attirava lo costringeva a trafugare a rubacchiare quella dolcezza infinita, quello zuccherino che indora il buon umore dei grandi e dei bambini. Mangiare l'altrui merenda per il gusto di provare qualcosa di dolce , un amore al veleno fatto di pan di zucchero. Una maschera indossava questa mostro fatto di carne ed ossa era goloso fino all’inverosimile. Forse abitava in una casa di pan di zucchero, mangia spaghetti di zucchero filato , pan di grano tenero, pan per focaccia alla faccia del diabete. Il male l’ oblia, la sua vita è un mistero , la morte l’accompagna in ogni luogo, lui appare quando meno te l’aspetti. Sono tante, oggi le vittime ed il procuratore ha diramato un avviso di ricerca internazionale , vuole a tutti costi che sia preso. Oggi saranno all'incirca una ventina di derubati , tra cui molti bambini , donne di mezza età vittime innocenti , tutti piccini più un uomo , un contadino che non si capisce perché gli abbia rubato oltre alla succulenta colazione che doveva mangiare dopo lavoro la sgangherata bicicletta . Hanno collegato a questi furti , come un atto scellerato, un misoginia galoppante di un uomo affetto da schizofrenia dolciaria. Un maniaco seriale che s’alimenta di zuccherini e caramelline che cerca di essere dolce , tenero ma in fondo emerge la sua cattiveria, l’odio per il mondo che certo non è stato tanto dolce con lui.


Ho fatto ammenda dei miei peccati. lo sono un debole per natura , non ho spirito di sacrificio e forse mi andrebbe bene fare quello che faccio per giungere a conclusione affrettate possono rendermi sicuro di quello che faccio. Ho fatto tanto e non sono giunto a nulla di certo , l’amore m’inquieta ed andare in giro in cerca di notizie di un presunto maniaco mi mette un agitazione dentro. Faccio finta di essere deduttivo non ho detto di essere un gran poliziotto , per giunta mia madre mi regalò una lente d’ingrandimento per vedere meglio. Era bella mia madre , profumata come i fiori freschi , come il pane sfornato . Mista di ingenuità , di leggiadre atipiche ecloghe che vado cantando per giorni duri. Per il mio amore per la patria, non trovo parole in merito. Odio questi bassofondi, dove sono cresciuto . Odio me stesso per ciò che sono e credo d’essere stato , ma la vita mi costringe ad essere ciò che non sono e non ci sono mezzi termini per superare l’odio che mi assale, mi distrugge la coscienza della bellezza. La mia incapacità di vivere , d’amare mi costringe a scendere nell’Ade . Ma l’amore mi ha trascinato con se, oltre la morte . Ed io indago anche quando sono fuori di servizio . Quando tutti sanno che io non sono sveglio . La mia vita è racchiusa in quella divisa avvalorata da quei gradi che trafiggono la spalle , con le mostrine al vento . La luce entra illumina il mondo ed io non vorrei essere nei panni di quel povero mostro.


Ecco cosa penso di questo caso è una gran rottura di scatole

Ispettore ha colto nel segno mi dica la verità ma chi e questo mostro ?

Narducci non farmi ridere , vuoi fare il cretino

Per carità ispettore ci mancherebbe

Allora portami una birra che ho sete

Subito la rinfresco

Non vogliono crescere , sono rimasti bambini

Ispettore c’è al telefono il procuratore capo

Passamelo svelto

Ecco parli.

Pronto, ispettore collodi

Caro ispettore , no caro non lo voglio dire a che punto stiamo

a che punto , siamo giunti , vorrei avere notizie in merito , tutto sarà risolto a breve ? Guardi ne vale della sua carriera.

Non si preoccupi tutto sotto controllo non perdo tempo nei controlli.

Lei mi preoccupa, lo sa mi ha chiamato il sottosegretario vuole avere dei fatti, dei dati certi , no ipotesi ma sicurezze.

Non s’arrabbi concluderemo l’indagine a breve

A breve un corno , entro domani voglio quel maledetto mostro in prigione a scontare il resto dei suoi giorni una pena capitale.

Non mi faccia dire cose sconce, tutto sarà fatto.

lo spero per lei, sto perdendo la pazienza , sono assalito dalla gente e da una marea di giornalisti scellerati.

Sono sotto attacco, lo stato e sotto attacco , Collodi

Non voglio girare il coltello nella piaga, ma tutto sarà risolto mi creda, siamo ad un pelo per acciuffarlo .

Acciuffatelo , meglio per lei e per la sua carriera, perché non ne posso più sentire questo piagnisteo.

State sereno, senza pensieri.

Arrivederci, la prossima volta anzi entro la fine del mese voglio il caso risolto.

Va bene procuratore non si preoccupi

Ispettore non faccio lo stronzo, prima la degrado poi la trasferisco.

Ora mi offende

Non l’offendo , l’avverto.

Le sto dicendo che deve concludere

Va bene .

Narducci portami un caffè

ispettore che faccio lo zucchero

Narducci tu mi vuoi morto

Non mi dica e come faremo senza di lei

Narducci allora sei un coglione

E’ una domanda perché non le so rispondere

Narducci vai a fare il caffè

Presumo che sia meglio

Dopo preparati, usciamo ad indagare.

Che bello non sto nella pelle

Che guaio mi meritavo di meglio come assistente forse un un segugio migliore.


L’ispettore è una persona squisita. Però non vuole fastidi , mi dice sempre di non rompergli le uova nel paniere. E per questo lo stimo tantissimo . Vorrei a volte vederlo felice anche se il tempo lo ha costretto ad essere un misantropo . Un depresso cronico , causa le conseguenza dell'essere un uomo di giustizia . Tutto stato è chiesa. Egli è tutto di tutto con quella sua aria di grande ispettore . Ed il resto del mondo lo ha capito a volte l’ammira, l’esulta lo trascina lontano da ciò che crede d’essere per davvero . L’ ispettore collodi un pezzo di pane, più pane che merda. La morte, lo sollazza la sorte lo incita. Ed il mostro lo denigra Ma egli non molla, riuscirà di certo a mettere alle strette i tanti mostri esistenti in questa società i tanti assassini nati per uccidere . Ma quanti mostri esistono in questa società ? si nascondono crescono, si moltiplicano . Quanti mostri ancora nasceranno in luoghi inenarrabili , in spazzi circoscritti , dal senso interiore. Ed il mostro delle merendine , credo fosse uno come tanti , un mostro normale che vive la sua esistenza crede in dio , va’ a messa si crede d’essere bello , ama una donna diversa ogni giorno , la domenica compra le paste , sorride alle disgrazie come tanti . Come un asino vola nel cielo , fugge dal peccato , se la ride delle proprie disgrazie. Un mostro anomalo cresciuto in un quartiere periferico o nel centro della città. Ipotesi questa plausibile , quante volte mi sono chiesto che faccia avesse , che nome avesse, quale fosse la sua età . Cosa pensasse del mondo, come fosse nata questa sua mania di rubare le merendine ai bambini fuori la scuola. Un delinquente spietato con la bava alla bocca , pronto a divorare le sue vittime le tante merendine sottratte ai poveri scolari per il gusto di assaggiare, un dolce tipico dell’infanzia.

La prima volta che conobbi l’ispettore collodi fu quando fui assegnato a questo dipartimento. Io Antonio Narducci di vico Equense figlio di un povero imbianchino , mia madre faceva la casalinga , stendeva i panni sulla terrazza della vicina difronte . Ed ero felice d’essere diventato un poliziotto esserlo dopo tanta miseria passata , dopo che morì mio padre a casa mia non c’era nulla da mangiare. La soddisfazione di essere qualcuno, d’indossare una divisa, di credere che il mondo possa cambiare in quello che vedi e credi , frutto della tranquillità interiore, frutto di un lungo percorso fenomenologico che sfocia nella rassegnazione. Risolvere casi giudiziari, riuscire a svelare misteri irrisolti far trionfare la giustizia, acciuffare spaventosi malviventi , senza artigli , senza coltello, con bazooka e carri armati. Delinquenti di ogni ceto sociale , corrotti , corrompono lo stato sociale. Io una persona tranquilla, quasi anonima che riesce per virtù dello spirito santo a superare i test d’ammissione , divenire un poliziotto. Per settimane intere a casa , mia madre dopo l’assunzione nel corpo dello stato di polizia si festeggiò per diversi giorni , ci lasciammo andare a grande feste a base di vari banchetti. E tutti aspettavamo arrivasse l’ora dell’assunzione ed il primo stipendio che ci avesse, alleggerito dalla disperazione in cui versavamo . Sognammo di comprare prosciutti e varie leccornie . Pensare poi al riscatto morale familiare di essere dei fedeli servitori dello stato ci faceva sentire tra le stelle . Io poliziotto pronto a catturare tutti i cattivi della zona. Dall’Alpi agli Appennini. Da Monza a Caltanissetta. Fui assegnato la prima volta dopo aver passato la selezione nei celerini . Mi ritrovai cosi a dover affrontare una marea di giovani arrabbiati che chiedevano i loro diritti, lavoro e speranza , urlavano basta alla corruzione. Ed il capitano ci disse di picchiare duro, di non aver riguardo che era rivoluzionari . Feccia dello stato sovvertitori , capelloni , rivoluzionari , intellettuali senza peli sulla lingua , che guardano alle stelle con il cannocchiale. figli delle loro illusioni . Ecco cosa disse, poi disse di non badare a spese di andarci duro , più duro che mai.


E il momento ? Tutti in riga . Chi vuole disubbidire facci un passo avanti.

Minchia amico, picchia duro, non pensare tanto.

Non posso, non ho il coraggio

Cosa dici o loro o noi

Ma sono in tanti

Ehi vuoi vivere ? devi eseguire gli ordini

Ma sono ragazzi come noi

Cosa dici sono dei mostri

Mostri loro o noi

Non fare il filosofo

Io sono un poliziotto

Quindi non badare a spese, picchia più che puoi

Non mi sono arruolalo per il gusto di far male agli altri

Siamo stati traditi dalla sorte

Io credo più dalla storia

Ragazzo se usciamo da questo casino andiamo in licenza premio.

Spero finisca presto tutto.

Ammira e pensa al lato positivo

Non sono un crumiro

Neppure io , ma ho famiglia e gli ordini vanno rispettati

Che orrendo dilemma

Vai, fatti sotto, non indietreggiare

La mia ragione si dissolve nel dubbio

Sono solo dei mostri ricorda . Generati dalla società capitalista.

Mostri orrendi, pronti ad uccidere

Bravo narducci non dubitare

Comandante viva lo stato

Narducci non fare il cretino

Domani sarà un bel giorno

Domani licenzia premio per tutti . Ragazzi non indietreggiate

Ho paura. Mi sento la pancia sotto sopra.

Non abbiate paura siate coesi , compatti siete dei poliziotti paladini della giustizia.

Siamo all’inferno , non usciremo vivi da questa rivolta


L’ispettore collodi lo ricordo in ufficio che fuma il suo sigaro crede in Buddha, dice di essere un buddista. Ama una donna di Cesena tifa per la Juve. Ha una macchina nuova , splendida rossa Jaguar che va a duecento all’ora. l’ispettore collodi un mito alla stazione di polizia di Monte calvario. Entra in ogni luogo pubblico senza pagare ed ama diverse donne. Noi giovani poliziotti siamo per lui delle mezze seghe . lo si legge nei suoi occhi , siamo dei pivelli , abbiamo ancora l’odore del latte sulla bocca. Ed il mare canta delle idilliche canzoni , l’ascolto, mentre passeggio, affianco all’immensa spiaggia. Corro nel vento, vado veloce a passo d’uomo , vado a lavoro con tutti me stesso, incompreso solo figlio della mia ridicola storia. Ci vado con la mia vita e tutti i miei ricordi sono già tre anni indosso questa divisa . Sono felice, non bado a spese ed ho imparato a picchiare duro a non fare domande neppure alla morte.


Agente Narducci vieni subito nel mio ufficio

Vengo ispettore volo

Cosa mi racconta . A che punto siamo con l’indagine sul mostro delle merendine ?

Siamo ancora in alto mare , pochi indizi , poche certezze.

Non ci sono supposizioni , bisogna agire

Agire , siete voi che conducete l’indagine

Maledizioni mi stanno riempendo di rimproveri voglio questo maledetto mostro in galera

Siete bravo, riusciremo ad incastrarlo prima o poi

Non voglio finire a guidare il traffico a Marsala

Beh li fanno un buonissimo liquore

Narducci allora sei cretino

No

Allora statti zitto

Sono sincero, signor ispettore il mostro delle merendine può essere chiunque

Bella scoperta

Non è una scoperta , ma un dato di fatto

Narducci ma tu stai ragionando o tergiversando

Sono un uomo come tutti gli altri

Narducci pensare molto fa male

Accidenti non ci avevo mai pensato

Ecco pensaci

Sarebbe meglio pensare ad una bella donna

Dobbiamo catturare quel mostro è stato fatto un ritratto

un identikit .

No .Siamo ancora alla frutta

Maledizione sono circondato da incapaci

Signor ispettore non si arrabbi poi le sale il sangue alla testa . la pressione.

Al diavolo la pressione. Voglio quel maledetto mostro in galera.

Sarà fatto. L’indagine ci conducono a diversi tipi di individui

Non voglio ipotesi ma fatti

Siamo qui per vincere

Non facciamo gli ignoranti

Siamo poliziotti

Appunto indaghiamo

Sarà fatto .


L’indagine fu complessa io e l’ispettore collodi, girammo tutte le scuole della città . Facemmo la spola tra la questura ed i vari istituti scolastici della città . Sorvegliammo con cannocchiali . Mettemmo cimici sotto il sellino dei motorini dei scolari più turbolenti . Ed in attesa di una mossa falsa del mostro di un suo errore che c’ avrebbe permesso di risalire a lui . Che faccia avesse ? io l’immaginario lentigginoso , brutto, con denti cariati, un mostro di pasta frolla , crudele in attesa delle sue vittime . Così allo scoccare dell’ora predetta al suono della campanella, allo sciamare dei scolari dall’uscita delle scuole , ecco vedemmo uno strano grassoccio ragazzo aggirarsi tra la folla , quasi pronto a colpire. L’immaginai per un attimo all’interno delle scuole che prepara dei piani per trafugare il misfatto , rubare quelle deliziose merendine , comprate con tante sacrifici dai genitori di quei scolari. Deliziose fette a latte al miele, dolcetti soffici, al pistacchio , alla nocciola.


Narducci cosa pensi ?

Io non penso , la seguo passo dopo passo.

Siamo in due

Se vedi qualcosa di strano chiamami subito

Qui è tutto normale, sta per squillare la campanella d’uscita

Bene lo prenderemo

Ne sono convinto

Siamo i migliori

Non ne dubito

Fai lo spiritoso

Io per carità

Allora datti da fare

Subito ispettore

Non è normale

Non sono un rompiscatole

Non ne posso più

Vuoi finire ad Albenga

Per carità meglio la galera

Aspetta un mio segnale

Non mi muovo da qui ,attendo il suo ordine

Non fare mosse azzardate

Spero finisca tutto presto


La mia vita d’ispettore si può riassumere in pochi frasi e senza mezzi termini , sono diventato ispettore , grazie alla mia educazione familiare . Sono quello che sono, forse sarò anch’io un mostro, qualcosa di strano si nasconde anche in me, un mostro di cartapesta . In questa lotta interiore, questa dura battaglia contro il male, contro l’ipocrisia della società . Dover essere a tutti costi dei paladini , della giustizia. Capaci di arrestare chiunque commetta un errore. Sono l’ispettore Collodi non me ne vanto e mi sono laureato in giurisprudenza ed economia con una tesi sul marxismo e l’ordine sociale. Non ho voglia di fare il fesso, la città li fuori e un groviglio di vicoli dove si nascondono migliaia di malviventi . Tutti siamo delle potenziali vittime, tutti siamo dei spietati carnefici. Pronti a commettere un crimine a sovvertire le regole del vivere civili. Noi siamo chiamati a far rispettare queste regole, le leggi di uno stato di diritto che non va mai per il suo verso giusto. Uno stato che non ama la sua gente , le divora all’interno nelle sue potenziali conclusioni , il fatto che anche noi siamo dei mostri dei potenziali criminali . Tutti abbiamo sbagliato, tutti abbiamo commesso un crimine, una infrazione stradale . Tutti nascondiamo dietro le nostre spalle una turpe storia di delitti e crimini vari. Ed il vento sa di buono , ed il ricordo è cosi dolce come le merendine divorate dal mostro. Un mostro che forse non esiste per davvero , frutto dell’immaginazione collettiva. Ed io non credo riusciremo a catturare mai quello giusto. Troveremo alla fine un capro espiratorio un povero cristo , affetto pure da diabete. Questo credo, ma non posso darlo per scontato . La vita mi solleva dal dubbio di essere uomo di legge, forse un onesto cittadino. Tra una riga e l’altra una virgola bianca , una passione mi solleva dall’infausto incarico. E non vorrei più sentire il questore neppure il commissario con le loro lamentele . Sono dei mostri a pari dei veri mostri di merendine.


Ispettore a che punto siamo

Signor commissario siamo a buon punto

Mi prende per i fondelli ?

Ci mancherebbe

Non facciamo come al solito

Il solito storpia

La fede nello stato quello anima la nostra missione

Sono d’accordo

Ora si dia da fare . Si figuri, anche il presidente di circoscrizione mi ha tempestato di telefonate . Ed una telefonata dopo l’altra mi ha fatto saltare i nervi . Mia moglie poverina gli è venuta la depressione nel vedermi in questo stato. Sono convinto che lei è un ottimo ispettore . Ma si dia una mossa , se no la mando a Caltanissetta a dirigere il traffico e questa volta non scherzo. Non è possibile che un piccolo mostro un deficiente qualsiasi sia capace di dare scacco matto alle forze dell’ordine. Con tutti i soldi che spende lo stato per munirci di macchine e uomini .

La verità deve salire a galla.

Signor commissaro ne sono convinto. Non ci saranno più errori da parte mia. Ma capisce questo mostro è un mostro anomalo . Non ha uno profilo preciso. In molti dicono porti gli occhiali, sia grasso, basso, tarchiato , brufoloso . Forse potrebbe essere il fruttivendolo che sta fuori la scuola Giovanni pascoli , dove sono tanti commessi più furti. L’ipotesi rincorre l’ipotesi e che il fruttivendolo, vero ha una faccia di mostro e mangia molti dolci. Lo abbiamo seguito, messo sotto torchio non emerso nulla che potesse dirlo colpevole. Delle indagini emerge una figura strana con una doppia vita. Di giorno stimato fruttivendolo , di notte divoratore di dolciumi. Ha il diabete porta i baffi non è simpatico a nessuno. I bambini lo temono. Ma è innocente mi creda.

Ispettore arriviamo al dunque non ne posso più sapere che qualcuno ancora s’aggira per le strade a commettere delitti vari . Quel piccolo mostro mi mette l’ansia , non mi fa dormire. Mia moglie non ha più camomilla da farmi. Ed il telefono continua a squillare , non voglio più ipotesi ma fatti.

Va bene signor commissario farò come dice.

Bene procediamo non facciamo chiacchiere che dalle chiacchiere di quartiere poi salta fuori una filastrocca e quella maledetta tarantella che ci prende per fessi. Noi forze dell’ordine incapaci di acciuffare un demente , un individuo fuori dal normale, un divoratore di merendine. Pensa se fosse stato un ladro di santini in che guaio fossimo finiti . Poi i giornali continuano a gettare acqua sul bagnato. Ed io sono scivolato già tre volte e l’ultima volta quasi mi rompevo l’osso del collo.

Va bene vuole sentire gli incriminati farò portate in questura il fruttivendolo il maggior sospettato insieme agli atri sospettati che sono Giuseppe di professione meccanico. gran divoratore ed adoratore di merendine, cresciuto pane e merenda . Fanatico delle dolci fette a latte , merendine e cioccolate nascoste nella cartella già da ragazzo lo chiamavano il merendino . Oltre a Giuseppe c’è il figlio dell’avvocato colombo una brava persona ma credo il figlio sia schizofrenico , odia le merendine e va dicendo in giro che un mondo senza merendine sarà un mondo migliore . Merende, tante merende, tanti guai. Le merende fanno ingrassare una merenda per essere meditativi . Da mordere dentro un sogno per essere liberi, grassi, brufolosi come suo figlio.

Che centra mio figlio non esiste più bravo ragazzo di lui.


Quanti delitti mi porto seco , quanti notte passate in attesa di qualcosa si risolvesse. E sono pronto a cambiare vita quando giungeremo ad acciuffarlo , per quanti sforzi abbiamo fatto e quante indagini intraprese alla fine siamo giunti alla conclusione , che il figlio del commissario è lui il mostro delle merendine. Non abbiamo detto nulla al padre. L’indagine ci hanno condotti a lui dopo una serie di accertamenti. Dopo aver interrogato il fruttivendolo e Giuseppe ed il figlio dell’avvocato colombo è saltato una serie d’indizi che hanno dato il nome delle figlio del commissario.

Marcovaldo un bravo ragazzo che ha quattro in matematica e non ama gli esercizi fisici. Non è cattivo, deviato mentalmente , forse oppresso dal peso di essere un figlio di un commissario . Incapace digerire tutte le merendine derubate , da mangiare prima e dopo le lezioni di nascosto per solo gusto di rubare. Le tante bustine vuote lasciate strada facendo , hanno fatto scattare la molla, cosa sia stato il punto della questione psichica che ha determinato questa mania . Dire ogni cosa al commissario ancora non ci siamo riusciti , dirgli suo figlio è il mostro delle merendine m’inquieta assai . Non ho il coraggio di dirglielo . Ho paura mi sbatti la porta in faccia che mi mandi a dirigere il traffico a Caltanissetta. Ma le prove sono emerse copiose . Siamo certi sia lui il terribile mostro delle merendine.


Ispettore cosa facciamo

Narducci non fare come a solito

ispettore non ho parole sono basito

Ecco pensa al lato positivo della faccenda abbiamo risolto il caso trovato il colpevole , ora l’ipotesi dovrebbe essere quella giusta ed io non andrò a Caltanissetta e tu continuerai ad essere il mio assistente

L’idea non mai dispiace

lo credo dove lo trovi un altro come me

D'ispettore come lei ne nascono uno ogni cento anni

Mi stai adulando

Mi tengo agli ordini

Vammi a prendere una caffè

Subito

Non ci mettere troppo tempo

Sarò di ritorno a breve

Lo spero ora il problema è chi gli lo dice al commissario .

Suo figlio è il mostro delle merendine . Quello mi prende per matto. Ma le prove ci sono. Ne siamo certi , dopo tante indagini , emerso il suo nome piano piano si è svelato, il velo di maya è volato via, abbiamo scoperto l’inganno la frode la colpa commessa e lui senz’altro . Grasso occhialuto, con una propensione insana nel misurare chi gli sta di fronte di misurare il peso ed ogni misura attratto dall’odore dal profumo dei dolci caldi , fragranti , stipati nelle cartelle altrui. Abbiamo trovate i molti resti delle merendine denunciate nel suo zaino . E vicino casa sua erano gettati vari pezzi di carta, bustine svuotare . Nel vento vanno le mie domande . La colpa pesa sulla mia condizione d’essere un ispettore ma come uomo provo un immensa pietà per quel povero ragazzo. Cresciuto nell’ordine prestabilito. Nel dover essere ad ogni costo una persona onesta , come il padre forse questo conflitto psichico ha generato il mostro che e in lui . Ha vestito i panni del mostro delle merendine inconsciamente come un riscatto personale difronte a ciò che un giorno poteva diventare , oppresso dal peso della giustizia e dalla figura istituzionale del padre . Gran brava persona ma per nulla dolce e comprensivo del male altrui. L’amara verità emerge in questa indagine senza mezzi termini , un dato di fatto poco incline alla risoluzione certa ad una azione congiunta a sconfiggere quel mostro che vive in noi che ha diversi nomi e spesso diverse forme .


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