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Una storia di RossellaDettori

Questa storia è presente nel magazine Racconti di Leonvalle

Nome in codice: Casta Diva

1.1K visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 24 settembre 2019 in Altro

Tags: #CastaDiva #narrativa

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- Abbiamo bisogno di lei – sentenzia l’onorevole De Rossi.

- Chi? – chiede Annabelle Serrenti, una giornalista televisiva.

- Quella ragazza… - è la risposta - Quella che tutti chiamavano la Casta Diva!

- Ma che dice? Fu un caso se ci fu utile sette anni fa. E tutti la chiamavano così per sfotterla…

- E perché così potevano menzionarla senza nominarla mai veramente! – tentano di dissuaderlo, uno dopo l’altro, due membri del suo partito Umpàres, i gemelli Prinetti.

- Resta il fatto che, grazie a lei, il governo Marenco fu spazzato via, per non tornare mai più. Nessuno prima di lei era mai riuscito a tanto! – conclude l’anziano De Rossi.

Sorgono rumorose proteste.

- Ispettore – dice, allora, voltatosi verso l’uomo alla sua destra – Sarebbe così gentile da rinfrescare la memoria ai miei illustri ospiti? -

Allora parla Cristiano Vittorini, l’ispettore.

Racconta la storia di lei.

Tutto avvenne grazie ad un romanzo, che non divenne mai un libro (Il nemico, in me), pubblicato solo in un blog, di vita breve.

Il testo suscitò molta curiosità in migliaia di utenti, che presto divennero centinaia di migliaia.

Il successo era dietro l’angolo, ma nessuna casa editrice volle accollarsi il peso di un’autrice singolare che nella sua cittadina, Leonvalle, era considerata una sorta di scema del villaggio.

Del resto, il romanzo, semiautobiografico, trattava della lotta della ragazza con la sua depressione.

Niente di particolarmente esaltante per nessun editore.

Ma la ragazza, di nome Eleusi Nonnis, non si era limitata a descrivere uno stato depressivo. Eleusi aveva creato tutto un mondo con la sua fantasia, un mondo di visioni, di presenze, di autoanalisi, un mondo spirituale e persino politicizzato.

Molti pezzi grossi dei media lo compresero bene e la tennero d’occhio, mentre il successo del blog cresceva, senza che però la ragazza, evidentemente sprovveduta, sapesse come guadagnarci materialmente.

Cominciarono a circolare copie cartacee del romanzo tra la popolazione sarda.

Si fece appello alle case editrici più importanti.

Niente.

Infine, un’offerta via e-mail per Eleusi: una pubblicazione con contributo da parte dell’autore.

La ragazza rifiutò.

Da quel momento, la rivoluzione.

Il Movimento Amsicora, creato dal basso da Luigi Gervasini (un pittore sardo di fama mondiale), di pochi numeri fino ad allora, ispirandosi all’assoluta onestà emergente da Il nemico, in me, accrebbe sempre più la sua cerchia di sostenitori, elaborando un programma politico ben preciso.

Il “nemico” non fu più una psicosi: assunse le nette connotazioni dell’onorevole Marenco.

Artisti attinsero a piene mani dal romanzo, spesso cadendo dalla semplice citazione ad un vero e proprio plagio, sfacciato ed irrispettoso, ma che fruttò loro moltissimo.

Pubblico e critica li premiarono.

Nessuno poteva difendere gli interessi di Eleusi.

Comparve persino, in un talent show, una sua sosia. Più bella.

Laureata, sapeva cantare - questo parve ad Eleusi uno sfregio alla sua fragilità mentale, che le aveva impedito di conseguire la laurea in Lettere, o di imparare ad esibirsi in pubblico con la sua discreta voce.

I media ostili a Marenco, che non volevano avere niente a che fare con quella giovane, continuarono a menzionare una certa Casta, o Casta Diva, in modo ambivalente, in modo che chi ascoltasse non comprendesse che si parlava di una donna, ma solo della classe politica in generale, o di una sua parte. E spesso tale “casta” veniva investita degli improperi più offensivi.

Altri libri, simili a Il nemico, in me, furono pubblicati in breve tempo.

La sostituzione di persona si era compiuta.

Tanto che Eleusi, ormai sconfitta, cancellò il blog.

Nessuno, neanche tra la popolazione, parlò più di lei come “la ghost writer”.

Fu ben presto dimenticata da tutti.

- Che ne è stato del suo fidanzato di allora? – domanda la Serrenti, al termine del racconto - Era un talento promettente a sua volta… -

- Oh, beh, lui ha proseguito come film maker. Con migliori risultati, pare, da quando l’ha lasciata. –

Lo sgomento invade la sala.

- Sì – prosegue l’ispettore Vittorini – l’ha rimpiazzata con un’amica di lei, che oggi è sua moglie –

Annabelle ha quasi le lacrime agli occhi.

- Fatemi capire… - chiede Vittorini, nel vedere la sua reazione – Aver contribuito a rovinare la sua carriera sul nascere non vi tange minimamente, ma vi disperate per le libere scelte private del suo ex?-

Lo sgomento si tramuta in vergogna.

Ma non a lungo, perché lo stesso ispettore aggiunge: - Una relazione con una persona di mente fragile non dev’essere semplice. Voi non trovate? –

Sorge un dibattito sovrapposto e poco comprensibile, che l’onorevole De Rossi ricompone.

- Io non dimenticherò mai quei giorni: la partecipazione sentita che li permeava, la voglia di cambiare questo giovane piccolo stato, divenuto ormai troppo simile all’Italia da cui ci siamo fortemente voluti separare.

Marenco era sembrato una svolta, mostrava un’aura di speranza. Ci ha tutti delusi, feriti, disgustati con la sua corruzione pubblica e privata. Eleusi Nonnis – e tutti sgranarono tanto d’occhi nel sentirgli pronunciare infine quel nome, a lungo proibito – ce lo mostrò per ciò che era: “il nemico, in noi” –

Altro battibecco sovrapposto: e se la ragazza avesse inveito casualmente contro Marenco, nelle sue pagine? Forse intendeva solo stigmatizzare la disonestà, il male, in ogni sua forma.

- Non cambierebbe niente. La rivoluzione dal basso e le elezioni anticipate avvennero grazie a lei. Oggi occorre fare lo stesso. Umpàres è in caduta libera e il Movimento Amsicora è nuovamente al ribasso nei sondaggi –

- In pratica – insinua Cristiano, senza peli sulla lingua, alzandosi e facendo per andarsene – desidera sfruttare quella povera ragazza un’altra volta? –

L’anziano De Rossi osserva quel giovane prestante da capo a piedi, con disprezzo. Vorrebbe rinfacciargli una qualunque colpa di sua conoscenza.

Ma in una manciata di secondi, si avvede che i casi sono due: o la sua memoria lo tradisce, al momento, o quel poliziotto è immacolato.

Proprio come Eleusi.

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