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Una storia di Raffaele

Christmas Tale

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2 minuti

Pubblicato il 14 dicembre 2018 in Altro

Tags: #Natale

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Si alza alle sei e mezza, si veste, fa colazione, prepara il pranzo, rifà il letto ed esce per lavorare.
Le strade che percorre sono disastrose: quella ferrata è piene d’insidie, quella stradale, peggio.
Per tre giorni almeno deve usare la propria automobile: buche, tratti privi d’asfalto, i soliti lavori in corso.
Il viaggio è deprimente.
Tra i sessanta e settanta chilometri orari si gode il viaggio.
Raramente i semafori funzionano, ma quello con luce arancione pulsante non gli manca.
In questi avamposti si sperimenta la creatività umana: regole sulle precedenze, galanteria automobilistica, buon senso.
Chi tardi arriva, male alloggia, e ogni incertezza viene punita: strombazzate di clacson e verbalizzazioni di delicatezza unica!
Sono trasportatori di merci varie, quelli che per rispettare tempi di consegna non sono disposti a compromessi: o Roma o morte!
Sono donne con bimbi a seguito, incastrati tra grembiulini colorati e zaini gonfi in automobili che di utile non hanno nulla: grossi suv minacciosi carichi di promesse battagliere!
E sono le otto del mattino.
Verso sera, rincasando, si può godere delle decorazioni natalizie.
Vuoi per il freddo finalmente arrivato, vuoi per i tanti colori proposti, un po’ riscaldano.
C’è anche una rotonda in cui un assessore creativo ha messo un grosso pino addobbato!

A parte la delicatezza di usare un vero albero la cui sorte sembra inevitabile, è giusto dire che il suo effetto lo fa per davvero!
Non solo estetico, è bene dirlo, perché a quel’incrocio, sì uno di quelli, nessun trasportatore o donna al volate riesce anche solo per poco ad essere arrogante!

“Ci sono un milione di persone schiacciate l'una dentro l'altra in un milione di scatole di plastica, e sono tutti soli, tremendamente soli a sognare di volare, di correre, di essere liberi sul serio fuori da ogni scatola.”
Prima o poi qualcuno salta fuori.
C’è uno che tutte le mattine si reca da qualche parte pedalando…con la sigaretta tra le labbra.
Un altro, la sera, percorre un tratto di strada ben asfaltato contromano, con una pettorina catarifrangente e cuffie alle orecchie.
Illuminazione, assente.
“Dio deve amare la gente pazza”.
“Perché?”.
“Ce n’è talmente tanta in giro!”.



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