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Una storia di BrunoMagnolfi

Non c'è niente forse, alla fine.

A volte se ne vanno prima che faccia giorno

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3 minuti

Pubblicato il 04 settembre 2020 in Avventura

Tags: #disagio #raccontobreve

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A volte se ne vanno prima che faccia giorno, di mattina presto, mentre ancora non sta neanche albeggiando. Caricano praticamente tutto quello che possiedono sopra al proprio mezzo, e sistemano alla meglio gli scatoloni che hanno preparato, e poi ognuna delle proprie cose, stipando tutto quanto ciò che hanno dove possono, spesso anche sopra i sedili della loro spartana vettura, mentre qualche vicino, svegliato dai rumori, senza farsi mai notare, li osserva con curiosità dalla propria finestra poco illuminata, forse provando dentro di sé un briciolo di pena, almeno in qualche caso, oppure tirando decisamente un bel sospiro di sollievo, in altre condizioni. Quando poi loro si avviano, senza neppure perdere troppo tempo per guardarsi attorno, sembra in qualche modo che tutto in quel momento sia come finito, dissolto dentro al buio, e che un periodo completo e denso di fatti e di situazioni le più varie si sia realmente concluso in questo modo, e che una divisione profonda adesso riesca all’improvviso a scindere in questo modo un prima ed un dopo, anche se i fatti non sono proprio del tutto in questa semplice maniera. Il tempo si fa asciutto, da quell'attimo in avanti, la strada del trasferimento adesso sembra stare ben distesa e ferma davanti a chi la imbocca, come se ogni cosa che è stata ipotizzata o prevista, confluisse completamente in quel trasferimento, nonostante, persino pochi istanti dopo la partenza, che le cose non sembrino mai cambiare troppo, almeno per coloro che rimangono. Resta un silenzio piuttosto teso dietro ogni partenza, come se si aprisse una grande incognita a cui nessuno riesce a dare una risposta.

Il mattino poi, almeno un’ora più tardi, prende finalmente tutti i connotati di una giornata qualunque, ed ogni persona del vicinato dopo la sua sveglia, affronta come sempre i propri compiti a cui è chiamata, recandosi nei vari luoghi per riprendere le rispettive occupazioni, mentre qualcuno ancora si sofferma, magari mentre sta uscendo dalla propria abitazione, a parlare sottovoce con un suo conoscente, affrontando l’argomento proprio riguardante tutti coloro che, pare impossibile, fino a ieri erano qui, insieme a noi e a tutti gli altri, ed adesso all'improvviso non ci sono più, ormai dileguati, svaniti, persi in chissà quale diversa situazione, come se ormai fossero morti, dispersi da una guerra che non conosce nomi e neppure delle vere fisionomie, tanto colpisce a caso, ammazzando qualcuno senza neppure consegnargli alcun preavviso. Si resta meravigliati nell'immaginare le stagioni che da adesso in avanti proseguiranno a susseguirsi come sempre senza la presenza di quelle persone che una volta per tutte se ne sono andate, come fosse rimasto quasi un buco incolmabile dietro ognuna di loro, un vuoto che rimane come un segno ad indicare a tutti coloro che rimangono, come sia facile prendere ed andarsene, senza voltarsi indietro, quasi non si fosse stati mai in mezzo agli altri, e non si fosse mai conosciuto davvero nessuno tra di loro, tanto da non lasciare dietro di sé neanche un saluto.

C’è una strada che porta chissà dove di fronte a quella gente, ma il suo selciato pare costituito da materiale perlopiù straniero, diverso da quello che tutti sono abituati a calpestare, e nessuno mentre li guarda andare avanti, pare augurare loro qualcosa di piacevole, come non ci fosse niente di buono da aspettarsi da ora in poi, come se tutto per loro fosse ormai perso, anche il nome, il modo d’essere, forse anche la dignità. Anche questi se ne sono andati, sembra abbiano voglia di dire tutti quanti; restiamo noi comunque a tenere duro per adesso, a dare un senso pratico alla nostra semplice giornata, a mostrarci cittadini di questa terra dove forse siamo nati, almeno fino a quando tutto durerà, fino al momento in cui il destino non ci riterrà obbligati anche noi a seguire quella via, e ad andarcene senza niente nelle tasche, vuoti di qualsiasi desiderio, solo affamati di qualcosa che probabilmente nessuno riuscirà mai a restituirci.


Bruno Magnolfi


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