scrivi

Una storia di Albert5454

E quante volte.

Arriva quel tempo solo tuo in cui ti scruti dentro.

334 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 02 gennaio 2019 in Altro

Tags: #giorni #vivere #alba #Dio #uomo

0


E quante volte affacciato alla finestra, non hai neppure notato l’orizzonte. Quante volte ti sono sembrate stupide le luci della città nella notte. Quanti muri invisibili hai sentito spesso attorno, magari anche fra cucina e soggiorno. Quante volte una carezza ti è restata chiusa nel pugno. Quante volte una insulsa serietà ti ha impedito la risata più fragorosa o ti ha impedito un calcio ad un pallone in giacca e cravatta.Quanti silenzi, bronci, nati da idiote inutili ripicche a scurirti il cuore.Quante note introvabili in qualche brano musicale, che però, musica non sarà mai. Quanto tempo stupidamente gettato, senza stupore, senza meraviglia, vissuto male.


Quanti giorni persi in silenzi ottusi carichi di false aspettative attorniato da gente a cui non tieni. E quante le parole vere non dette, ascolti importanti mancati. Quanti tempi ricercati per te e non trovati. Quante volte ti sei detto “farò pace anche con Dio”, dimenticando gesti umani di pace. Quanti “Ti voglio bene” strozzati in gola per inutili timori, per la paura di un giudizio. Quanti momenti non trovati tempo, per chi al contrario, ha tempo per te.


E così ora prova a ribaltare te stesso nelle nuove giornate in arrivo. Inizia a guardare lontano dalla veranda, oltre i monti, dove il sole sa sposare le albe ed i tramonti. Sappi cogliere ovunque il gusto del bello. Riprova a riudire il fruscio degli alberi ad osservare la bellezza che emano stagliandosi contro il cielo. Guardalo quell’orizzonte e fa che diventi tuo, che sia stimolo, per raggiungere anche la meta più lontana. Abbatti dapprima i muri tuoi. Incenerisci ogni ostacolo che hai dentro, ed anche la percezione dello spazio fisico diverrà maggiore. Non temere se le mani sono ruvide o sudate, ma anche se raccolgono i segni della fatica del lavoro, stendile per una tenera carezza. Sarà una carezza anche per la tua di anima.


Non vergognarti se non hai abiti consoni e tiri ugualmente un calcio di rigore. Esulta come un bimbo e lascia scivolare sulle spalle i giudizi. Sappi vivere, qui ed ora, ogni traccia del tuo tempo. Resta attento a non udire solamente ma ascolta. Parla con calma e sappi cogliere i tempi giusti. Tieniti stretti gli amici sinceri e chi ti è da sempre caro. Nel ribaltare la tua vita, raccogli ogni traccia del bello e riponila in Te. Ricorda, che saper coltivare il bello, riesce a rendere migliore il mondo.


Prova e ritenta a ripensare anche ad un Dio buono. Chiamalo con il nome che vuoi, dagli ogni volto possibile od immaginabile. Con un setaccio puoi provare a separarlo da ogni chiesa o religione. Prova a sentire, immaginare, che questo universo è cronometrica perfezione. Ricorda che forse in miliardi e miliardi di anni, ingegneri, progettisti, matematici, biochimici e tutti coloro che vuoi, potrebbero forse costruire qualche cosa di simile.

Ma… ma… vi è qualche cosa, che mai sapranno progettare, riprodurre. Il senso di una lacrima, il perché di una emozione. Ed in mezzo a tutta questa fragilità umana, una certezza. Tu ci sei. Albert.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×