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Una storia di BeppeGVida

Viaggio in treno…

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4 minuti

Pubblicato il 19 giugno 2020 in Storie d’amore

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Erano circa le ore 17 di un giorno qualunque. Presi un treno alla stazione di Brixen diretto in una località che ora non ricordo. Un viaggio di molte ore dove la noia era garantita.

Quando hai la mente vuota, ti sembra che la cosa giusta da fare sia solo evadere, non ponendoti nei minimi perché lo fai, quello che fai, guardi le tue cose come non fossero le tue cose: sei attratto dal nulla e hai solo in sospeso un progetto per te importante ti sembra di ricordare che erano giorni importanti per te. Un ricordo che va e viene appare e scompare, non riesci a fissarlo nella mente. Ti sembra di ricordare che ti piaceva lo Zen… si forse mi piaceva, non saprei.


Nello scompartimento vuoto, il primo che trovai mi fermai… era vuoto di persone e l’unica che lo aveva occupato ero io, più vuoto del luogo dove mi trovavo.

Avevo in mano un libro che mi sembrava di averlo letto più volte tant’è che arrivavo alla parola scritta prima cogliendone il significato in anticipo sullo scritto. Probabilmente mi appisolai fino a cadere in un sonno profondo. Mi ha svegliato uno stridio di ferraglia ed ero del tutto rinsavito.


Cominciai a chiedermi come mai ero su quel treno. Dove stavo andando. Guardai le mie borse le riconobbi come mie; proseguii alla ricerca dei molti perché ed infine trovai i primi tasselli di un rebus difficile per una rapida soluzione. Cominciai ispezionando le mie ultime ore lucide per potervi leggere razionalmente qualche perché.


Trovai il bandolo. Lo sconforto che mi procurai, dialogando con la persona che amavo, che pian piano del suo percorso d’amore, iniziato tempo fa, mi aveva lasciato senza una ragione apparente, o fondata, abbandonato nel più grande sconforto e delusione mai provato prima...

All’inizio del nostro rapporto percorrevamo la stessa strada, le scelte sembrava combaciassero e il proseguire indicava una crescita spirituale e sociale. In prospettiva si poteva immaginare una crescita anche intellettuale. Per me era diventata certezza, quando un tempo breve, non misurabile in settimane, s’è riposizionata su un passato che ormai mi era parso lontano. Un passato, come tante persone per bene, hanno avuto. La vita da e toglie. Quando gli avvenimenti di contrasto arrivano in età matura l’esperienza per poca che sia, a volte basta…


Avvertivo da tempo il suo scendere, mentre con fede, come un precettore farebbe, ero disponibile a starle accanto. L’ultima volta che ci incontrammo rimasi deluso, ogni altro dire è superfluo… Non pensavo, mentre davo tutto me stesso per lei, la vedevo scendere, scendere con modi irriguardosi. Mi adoperai per convincerla a togliermi dal piedistallo sul quale sembrava volermi mettere, o mi ci ha messo; opponendomi, toglievo l’illusione, non sapendo, non avevo avvertito che lei mi aveva messo per un suo bisogno di pormi al di sopra di tutto e di tutti.


Sto narrando di una persona intellettualmente matura, di preparazione accademica, che ha due nemici: assoluto bisogno di amare e di essere amata e la gelosia, contraddicendosi…

Il rebus non so se lo potrò affrontarlo e risolverlo. Certo che lo smarrimento che mi ha destabilizzato non potrà più accadere, anzi mi allontanerò a lunghi passi appena avvertirò che le sue regressioni non accennano a rientrare. Mi domando, ne avrò la forza…?


Lei vive in una città di provincia. La provincia, così provvida quando da essa esci e vai lontano, ti aiuta a percorrere e conseguire le tappe che ti sei prefissate; mentre se ci pascoli dentro può esserti nociva…uno dei tanti perché è il “cortile”, le chiacchere, che la provincia è fervida; ove aspetti, non trascurabili, si misurano con antagonismi antichi, identificabili taluni con i “vizi i capitali”.


La provincia non ti da sicurezza, però, ti dota di una diffidenza, da gestire, che ti protegge da scelte avventate; a meno che non vedi l’emancipazione attraverso altre forme che non siano solo gli obiettivi di lavoro e famiglia, nel caso rientrino anch’essi nei progetti, e se devi rimanere e vivere la vita di provincia una ricetta infallibile, se condivisa, è conseguire una visione attraverso la cultura. Già dai latini come Seneca, Cicerone e altri, i grandi pensatori moderni del settecento, ottocento, novecento fino alla nostra epoca; con essi puoi rimanere a casa nella calda provincia che ti culla, ti farà smorfie, ti criticherà, ti giudicherà anche a sproposito, ma sarà “condannata” per la difesa che ti sarai creata con la cultura fatta di buone lettura formative che ti proteggeranno…

Nella vita, leggendo percorri altre esperienze, sei libero dal non condividere ma all’occorrenza ecco la memoria ti viene in aiuto, a condizione che li abbia letti, meglio studiati.

Non sono le cose che ti puoi, se puoi, circondarti a farti crescere, non le macchine di lusso, gli agi, gli alberghi extra lusso, gli abiti sfarzosi a fare cultura a liberare il pensiero aggrovigliato, sono le letture formative che attraverso il racconto ti coinvolgono; qualche volta può capitare che ti facciano cavalcare anche un’illusione, che pur ci sta… Al risveglio rimarrai a vivere la tua realtà che in buona misura, sai interpretare...


Autore Beppe G. Vida

15 giugno 2020




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